mercoledì 7 aprile 2010

L'Asse Pdl/Lega con la benedizione della Chiesa: sfasciamo tutto per avere quello che vogliamo

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Montanelli qualche anno prima di morire pronunciò una frase illuminante: "Berlusconi non ha il senso dello Stato". Niente di più azzeccato, per uno che è entrato in politica solo per dare sostegno alle sue imprese sull'orlo del tracollo economico e per cambiare la materia penalistica onde evitare il carcere. In questa corsa allo "s-fascio", un prezioso alleato esterno è sempre stato il Pd, sempre pronto a chinare il capo con servilismo e mai capace di fare realmente battaglia, dilaniato com'è da lotte intestine che hanno allontanato il partito dai cittadini. Fra gli alleati interni il discorso è più articolato, semplifichiamo: "o sei d'accordo con me o quella è la porta". La Lega fece cadere il primo governo Berlusconi, poi tornò all'ovile; più recentemente eclatanti sono i casi di Casini e dell'UDC (che a seconda delle convenienze, alle amministrative si allea con il Pdl o col Pd, senza coscienza) e di Fini con gli ex AN, che in un primo momento annuivano ad ogni sparata del Kaiser, e ora fanno i moralisti, in quanto appena messi alla porta con la stessa minaccia di cui sopra.

La Lega è l'alleato più forte oggi per Berlusconi, perché anch'essa non ha in alcun modo il senso dello Stato, anzi lo Stato lo vuole sfasciare, l'ha sempre voluto fare senza nasconderlo mai, in quella folle corsa ad un federalismo che è una secessione pura. Il rapporto di forza oggi si è capovolto, almeno al nord: qui la Lega ha superato per numero di voti tutti gli altri partiti (o ex partiti) della coalizione di destra e ora detta legge: getta le carte sul tavolo, pronta a correre da sola se necessario.

Berlusconi e Bossi adesso hanno in mano le sorti di una nazione intera, e il futuro non è per niente roseo, anzi. I due oramai sono in dialogo continuo, avviando un gioco di scambi, per cui offrono l'appoggio all'alleato se questo gli concede qualcosa. Cosa interessa a Berlusconi? E a Bossi?

REPUBBLICA analizza bene questo gioco di potere sulle spalle nostre, in un governo che blocca l'attività del Parlamento con la scusa (l'ha detto Tremonti più di una volta) che "non c'è copertura finanziaria" e che si riunisce con urgenza solo dove ha un interesse proprio, e non dei cittadini (vedi, fra i tanti esempi, quello della riunione notturna per il decreto "interpretativo" sulla presentazione delle liste elettorali).

Berlusconi vuole il potere, assoluto. Ha sempre detto che il Parlamento va "ridimensionato", lui vuole decidere senza che i suoi decreti passino per le pastoie del Parlamento, infatti il suo uso esagerato della fiducia e del decreto legge sono un record per l'era repubblicana. E allora: presidenzialismo o premierato? A Berlusconi non interessa per niente il dibattito "accademico" sui vari modelli costituzionali, lui ha sprezzo delle istituzioni e non ha cultura giuridica perchè disprezza la Costituzione. "Io sono una persona pragmatica. Mi basta che siano gli elettori a scegliere e che il capo del governo abbia i poteri necessari a portare avanti il programma": una monrachia, quindi, dove lui decide e noi ubbidiamo. La gente a furia di sentire sparate come questa ha perso il senso critico, e non si arrabbia più... eppure questa è una dichiarazione di guerra alla Democrazia, cioé al potere del popolo, nel suo senso più pieno.

In realtà a Berlusconi importa soprattutto la riforma della giustizia e qui la Lega ha già dato l'ok: Berlusconi può sfasciare tutto, basta che questo dannato federalismo venga concesso, trasferendo dallo Stato agli enti locali quanti più poteri possibile, in modo che a livello locale il controllo di ciò che produce ricchezza sia in mano alla Lega, che qui ha più voti di tutti. Anche questo è un disegno di potere assoluto non distante dai desideri di Berlusconi. Da una parte accentramento dei poteri (Berlusconi), dall'altra decentramento degli stessi (la Lega): quale malsano equilibrio verrà costruito? E già: queste due cose non sono per niente conciliabili...!

La realtà è che Lega e Pdl si stanno usando a vicenda, ma sono pronti a pugnalarsi alle spalle appena si presenterà l'occasione. La Lega l'aveva già fatto, salvo poi rientrare nei ranghi, ma allora Forza Italia era più forte. Ora il rapporto di forze, almeno al nord, si è rovesciato. Berlusconi e gli ex forzisti non hanno mai avuto un programma, la Lega sì, e questo sta spostando gli equilibri del potere. In mezzo a tutto questo ci siamo noi: sempre di meno sono quelli che si indignano e provano a fare qualcosa di concreto, a parlare, a cercare di risvegliare le coscienze; sempre di più sono quanti, schifati, dicono "i politici sono tutti uguali", girano la testa altrove e non vanno più a votare, trovando più facile (e vigliacco) criticare e non fare niente. Intanto l'economia va a rotoli, il tasso di disoccupazione raggiunge i suoi massimi storici, e non si vede luce alla fine del tunnel.


I leader del Pd bisticciano, si fanno gli sgambetti, e sono sempre più lontani dalle reali esigenze e richieste della società civile, mentre Grillo e l'IDV ancora non hanno la reale possibilità di cambiare le cose. L'unica novità è rappresentata da una persona di Sinistra (VERA Sinistra): Nichi Vendola. Sarà stritolato dal Pd (D'Alema ci ha già provato ma gli è andata male, in Puglia) o prenderà in mano le redini della situazione?

E infine la Chiesa... dove ha convenienza sposta i voti. Ha questioni importanti da controllare, per esempio: il Testamento Biologico, e si rende ridicola sempre, dicendo tutto e il contrario di tutto sulle ingerenze della Chiesa stessa sulla politica, in perenne e piena contraddizione: affermazioni di stile e negazione delle stesse ogni santa volta che si passa dal dire al fare. Non me ne vogliano i puristi, ma quando in TV sento frasi come "la camorra, la mafia, la 'ndrangheta non hanno colori politici, scelgono volta per volta dove gli conviene", io subito penso che questa è la stessa azione che fa la Chiesa Cattolica, che di sicuro non è una associazione a delinquere, come le tre poc'anzi citate, ma non esita essa stessa ad affidare il voto di milioni e milioni di italiani a chi le dà retta, e nel contempo predica razzismo, odio, violenza; essa affida l'Italia a chi applica il malaffare al lavoro delle istituzioni e mostra assoluta mancanza di rispetto ad ogni regola del diritto e della morale... quella stessa morale che è lo specchietto per le allodole della Chiesa stessa. L'ipocrisia regna padrona.

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