giovedì 8 aprile 2010

L'incostituzionalità del Legittimo Impedimento e la bozza per i PM sotto l'Esecutivo

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Eccole, ancora: due pesanti spallate contro la Costituzione e le Democrazia (io questo termine posso usarlo, non sono un servo del Kaiser). La prima si è perfezionata ieri con la firma di Napolitano al testo sul (il)Legittimo Impedimento, la seconda è in fase di preparazione, e rappresenta il paracadute nel caso che il testo promulgato ieri cada (com'è lecito attendersi, e vediamo subito perchè) sotto la falce della Corte Costituzionale.


Partiamo dalla seconda. Alfano (e sappiamo quanti altri avvocati ci sono dietro, e cioè quelli che perdono le cause in tribunale e cambiano le regole in Parlamento) ha preparato una bozza per la riforma-truffa della Giustizia, secondo la quale la pubblica accusa è sottoposta alla volontà del governo, in poche parole: i PM non sono più indipendenti, ma operano sotto le direttive dell'Esecutivo. Questa disposizione è totalmente contro il Principio dell'equilibrio dei poteri dello Stato, che per definizione devono satre separati (legislativo al Parlamento, esecutivo al Governo, giudiziario alla Magistratura, libera e soggetta solo alla legge, come recita la Costituzione, leggete gli artt. 101 e 107 della Carta su questi principi).

Su questa bozza, Berlusconi com'è suo solito fa il furbo e dice: "È un'ipotesi di scuola che, evocata, è stata negata da tutti, me per primo", ovviamente queta è una panzana bella e buona, intanto il testo c'è... probabile minaccia all'opposizione che sarà chiamata a votare il nuovo Lodo con legge costituzionale, che sarà pronto ad entrare in vigore fra 18 mesi, e cioè quando l'Illegittimo Impedimento cesserà di operare a favore di Berlusconi (o prima, se la Corte Costituzionale interviene, anche se i tempi sono lunghi: da otto mesi a un anno). Tanto basta per il momento a Berlusconi per stare tranquillo e procedere con le dannate "riforme", per accontentare anche la Lega, che ha presentato il conto alla cassa dopo la vittoria nelle recenti elezioni al Nord.

Passiamo all'Illegittimo Impedimento, diciannovesima legge ad personam pro Berlusconi (l'undicesima firmata da Napolitano). Egli è al sicuro per il prossimo anno e mezzo dai pesanti processi che ancora pendono su di lui: il caso Mills (corruzione in atti giudiziari) e l'affare Mediatrade (appropriazione indebita e frode fiscale).

La Corte Costituzionale con ogni probabilità sarà investita della questione dal tribunale di Milano e dovrà valutare tra l'interesse al "sereno svolgimento di rilevanti funzioni" e il princpio dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge quale sia preminente. È già accaduto, in passato, che una legge tagliata su misura per gli interessi processuali del Cavaliere venisse promulgata dal Capo dello Stato, e poi bocciata dalla Consulta. Successe con il Lodo Schifani, firmato da Ciampi e bocciato dalla Corte con la sentenza 13/2004. È successo con il Lodo Alfano, firmato da Napolitano e respinto dalla Corte con la sentenza 262/2009. Napolitano davvero non ha recepito gli importanti messaggi di quelle due sentenze, il cui significato è chiaro: se uno delinque, può anche essere il politico più importante d'Italia, deve essere processato, perchè alla guida di un paese non ci può stare chi delinque, e quindi dev'essere compito della Magistratura accertare ciò, soprattutto per la serenità dei cittadini.

I diciotto mesi di vigenza dell'Illegittimo Impedimento oltre che per difendere Berlusconi dai procedimenti in corso, serviranno anche per "traslare" questo scudo processuale da legge ordinaria a legge di revisione costituzionale, secondo le procedure stabilite dall'articolo 138. O ancora ripristinare l’autorizzazione a procedere, cioè l’impunità per tutti i parlamentari. Qui sta all'opposizione difendere la Costituzione e la legalità: che farà il PD? La maggioranza ora parla di dialogo... a me sembra una patata avvelenata.

Dov'è l'incostituzionalità di questa legge allora? Vediamo. La legge è incostituzionale, per gli stessi motivi per cui ha già sancito la Consulta in due sentenze del 2001 e del 2008. La prima, a proposito degli impedimenti parlamentari accampati da Previti nei processi "toghe sporche", stabilì che "l’esigenza di celebrare i processi in tempi ragionevoli e quella di assicurare un corretto assolvimento dei compiti istituzionali hanno pari rango costituzionale" e spetta al giudice, non certo all’imputato, assicurare un giusto bilanciamento fra le due istanze, come dicevamo sopra. La seconda, bocciando il lodo Alfano, definiva "irragionevole e sproporzionata" la "presunzione legale assoluta di legittimo impedimento" dovuta esclusivamente dalla carica ricoperta: gli impedimenti valgono "solo per lo stretto necessario", "senza meccanismi automatici e generali", tantopiù che la deroga al principio d’eguaglianza era imposta con legge ordinaria. Inoltre, in barba al precetto costituzionale che vuole i giudici "soggetti soltanto alla legge", il legittimo impedimento li assoggetta alle circolari di un funzionario di Palazzo Chigi che comunicherà insindacabilmente ai tribunali, di sei mesi in sei mesi, l’impossibilità del premier e dei ministri a comparire in udienza. Napolitano del dettato della Corte Costituzionale ha preso solo quello che conveniva a Berlusconi, e cioé ha verificato l'esistenza di un effettivo, "apprezzabile interesse" (sancito dalla sentenza 24/2004 della Corte) ad assicurare "il sereno svolgimento di rilevanti funzioni" istituzionali, interesse che "può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali del diritto". Ma di tutto il resto se n'è infischiato altamente, e lui dovrebbe essere il garante della Costituzione!

Credo che tutto questo sbattersi, da parte del team dell'Ingiustizia che serve bene gli interessi del Kaiser, abbia una motivazione sempre ben confermata: la colpevolezza di Berlusconi. Se egli fosse davvero innocente, non avrebbe problemi ad andare davanti ai giudici, no? Aprite gli occhi allora.

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