venerdì 16 aprile 2010

Lotta dura al Processo Mills

.
Nel giorno in cui Silvio Berlusconi spara a zero su Saviano ("La Mafia è famosa grazie a Gomorra") e al processo Dell'Utri vengono chiesti 11 anni di carcere per il senatore stesso, a Milano i PM che stanno applicando la legge e quindi esercitando l'azione penale nei confronti di Berlusconi per il Processo Mills hanno deciso di non farsi prendere per il naso, e passano al contrattacco.

La legge sull'Illegittimo Impedimento come sappiamo è stata preparata con un perfetto timing proprio per mettere stupide pastoie all'esercizio dell'azione penale (che è espressamente previsto e tutelato dalla Costituzione) nei confronti di Berlusconi. Il cavaliere sa bene che se il processo andrà avanti per lui la condanna al carcere è scontata, visto che, stralciata in precedenza la sua posizione per effetto del Lodo della Vergogna, Mills era stato processato e condannato dal Tribunale di Milano. Era stata accertata la corruzione (in atti giudiziari), indicando e condannando il corrotto. Ora manca solo il corruttore, e sappiamo tutti (anche quelli che lo votano) chi è.


Il PM De pasquale in udienza ha detto senza mezzi termini che il Consiglio dei ministri di questa mattina è un impedimento "non assoluto", e quindi non è legittimo il rinvio ("il CDM di oggi non deve discutere provvedimenti urgenti"). Secondo De Pasquale, la sua posizione sarebbe confermata da un'ordinanza della prima sezione del tribunale di Milano che in occasione del processo Mediaset aveva bocciato un'analoga richiesta formulata da difensori del premier. Scontata quindi la dichiarazione del PM, in linea con quanto già disposto in passato, nessuna invenzione. Una volta fissata un'udienza, argomenta l'accusa, "perché l'impedimento sia legittimo, ci vuole una ragione grave e inderogabile". All'ordine del giorno della riunione di oggi a Palazzo Chigi, osserva De Pasquale, "ci sono provvedimenti di non particolare rilevanza e urgenza: la diffusione del turismo sportivo tramite il golf e problemi linguistici dell'Alto Adige". Cose del resto che a Berlusconi non interessano minimamente, in quanto non riguardanti le sue imprese economiche o la sua fedina penale.

Ghedini & Co. hanno depositato un documento della segreteria generale della Presidenza del Consiglio con cui si spiega che il premier non potrà essere in aula prima del 21 luglio per via di impegni istituzionali. Da qui la necessità di un rinvio sulla base della nuova legge sull'Illegittimo Impedimento. Longo ha elencato quali sono gli argomenti all'ordine del giorno del consiglio dei ministri che, a suo avviso, sono "molto più impegnativi" di quanto ritenuto dal rappresentante dell'accusa. I giudici della decima sezione del tribunale di Milano allora si sono riuniti in camera di consiglio per decidere se concedere o meno il rinvio.

Ghedini si è lamentato: "Qui non si applica la legge", riferendosi a quella farsa promulgata da Napolitano, appunto l'Illegittimo Impedimento. Scacco matto? Forse. Intanto l'eccezione di Incostituzionalità è stata già sollevata dagli stessi PM. I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno trasmesso gli atti alla Consulta perché verifichi la costituzionalità della legge. Il giudizio e i termini di prescrizione sono attualmente sospesi.

Lotta dura, quindi. Da una parte la Giustizia, che attende solo di poter seguire il suo corso, stabilito dalla Costituzione. Dall'altra invece i "legali" del Kaiser, i quali a causa delle continue bastonate in Tribunale producono leggi incostituzionali per bloccare la macchina della Giustizia. L'importante è passare da un rinvio all'altro, in attesa delle riforme monarchico-dittatoriali che metteranno Berlusconi al di sopra di tutto e tutti, anche della Legge.

.

Nessun commento:

Posta un commento