venerdì 16 aprile 2010

Pedine e potere, il gioco ipocrita di Berlusconi e Bossi

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La tragicomica telenovela PDL continua. I giochi sono sempre nuovi, elettrizzanti, e tutti tesi all'instaurazione di una Monarchia Assoluta secondo il modello francese, ma non quello attuale, come indicato acutamente da Travaglio ieri, bensì quello del Re Sole:



Questo video chiarisce agli occhi di chi ancora non ci credeva quali sono gli obiettivi reali del governo Berlusconi e della Lega, i quali gettano fumo negli occhi degli italiani e fanno passare per necessarie a tutti le riforme che invece servono a pochi. Nel frattempo il paese è allo sfascio: la disoccupazione cresce a dismisura, e con essa la disperazione di centinaia di migliaia di famiglie che non hanno più reddito e non possono andare avanti; il lavoro nero impera sovrano e l'economia è allo stallo. Però le riforme riguardano le istituzioni e chi ci vuole allungare le mani, i cittadini e i loro problemi sono messi da parte. E' chiaro che per questo governo la politica non è un servizio, bensì uno strumento di autotutela e di potere.


Alla Lega Nord interessa controllare le ricchezze: le Banche. Bossi ha detto a chiare lettere: "A noi le banche del Nord", un assalto alla diligenza in piena regola, ma non in stile indiano, i pellerosa infatti lo facevano perchè morivano di fame, la Lega no, vuole sempre più potere, quello dei soldi. E anche la ventilata ipotesi di un leghista al Quirinale nei prossimi anni suona sinistra. Se poi pensate che Bossi ha detto esattamente che vuole la poltrona di sindaco di Milano, il gioco è presto smascherato.

Berlusconi vuole tutto: un presidenzialismo assoluto, che svuoti i poteri del Parlamento accentrando la legislazione nelle sue mani, in modo da intervenire più ferocemente nei centri nevralgici del potere, e badare ai suoi interessi senza le pastoie (e cioè le garanzie) della Democrazia; vuole una Corte Costituzionale eletta in gran parte dal paese (che vota come dice la TV), due CSM in modo da appesantire il controllo dell'esecutivo sull'azione penale dei PM, e il loro asservimento ai desideri dell'esecutivo stesso; vuole il bavaglio definitivo alla stampa, il blocco delle intercettazioni... c'è tanta carne al fuoco e un obiettivo preciso: l'inastaurazione di un Regime in piena regola, che usa esteriormente il sorriso, e un pugno di ferro non coperto da guanto nella realtà, tanto c'è la TV a dire che va tutto bene.

Il rapporto PDL-Lega è totalmente ipocrita: i due partiti si stanno usando a vicenda per raggiungere i propri obiettivi, e a farne le spese è la corrente AN di Gianfranco Fini: a quanto pare i numeri che garantiva non servono più a sostenere il governo, quindi lo stanno mettendo da parte. Alle cene del governo Fini non è più invitato e le cose le viene a sapere sempre a posteriori. Incredibile: noi temevamo il ritorno al potere dei fascisti, e ora questi nell'attuale maggioranza sono i meno pericolosi!

La "corazzata" di Berlusconi fa acqua da tutte le parti, scrive Repubblica, e naviga a vista in mezzo agli scogli. Ha il consenso, ma non ha più una politica. Ognuno pensa ai tutelare i propri interessi, il paese e i suoi problemi non contano più. E proprio nel mese che ha segnato la rivalsa del PDL alle elezioni, la macchina sta per rompersi. Quale equilibrio ci può essere adesso?

Ieri Fini ha pranzato con Berlusconi, e ha detto: "Silvio, visto che il Pdl è un nostro patrimonio comune, ma abbiamo idee diverse su come coltivarlo, non ci vedo nulla di male a farlo fiorire con un gruppo autonomo". Ecco: qualche anno fa Fini votava le leggi ad personam, scriveva la legge Bossi-Fini sull'immigrazione, in poche parole avallava ogni porcheria di Berlusconi, e oggi fa il moralista e vuole correre da solo! Interessante il racconto del pranzo di ieri, leggete nei dettagli QUI.


Ma non solo Fini si è lamentato. Anche Bocchino ieri ha detto, in riferimento al PDL: "parliamo di un partito in cui non si è mai riunita la direzione nazionale, in cui l'ufficio di presidenza viene convocato poco e spesso in modo informale, alla presenza di persone che non ne fanno parte. Un partito vero deve fare funzionare i suoi organismi, deve discutere al proprio interno, deve affrontare i problemi, sciogliere i nodi".

Insomma: c'è tanto scontento in larghe frange del PDL per il capovolgimento di equilibri dettato dalla Lega, che ora è il centro motore dell'attvività politica del centro destra. Proprio adesso che il PDL risale nei consensi e nei voti, proprio adesso che il PD è all'angolo sanguinante nel ring politico, il PDL rischia di sfaldarsi.

Il paese è nel caos, nel baratro, e la maggioranza corre per se stessa, mentre l'opposizione sta quasi ferma. Davvero non vedo come si potrà uscire da questa situazione.

Un'ultima cosa: evviva la propaganda menzognera! In questa Italia che dimentica in fretta, io mi ricordo che un mese fa Berlusconi aveva annunciato un testo di legge per punire la corruzione (quindi anche se stesso, paradossalmente). Io non avevo creduto che la cosa sarebbe andata avanti, e infatti, vinte le elezioni quasi dappertutto, oggi non si sente più niente su quella legge. Chissà perchè...

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