mercoledì 14 aprile 2010

Raduno nazi-fascista a Milano col placet del PDL e della Lega Nord

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A voi, ricordando che l'Apologia del fascismo è ancora REATO (Legge Scelba n. 645 del 1952)


A MILANO IN PREPARAZIONE RADUNO NAZIFASCISTA PER IL 24 APRILE CON LA COPERTURA SETTORI DEL PDL E LEGA
di lucmu (del 14/04/2010, in Antifascismo)

A Milano si sta preparando un raduno nazifascista in grande stile con la copertura di settori del Pdl e finanche della Lega Nord. Il tutto inizierà domenica prossima al Cimitero Maggiore, con una messa in onore di Mussolini, e proseguirà con una settimana di iniziative che durerà dal 24 aprile al 1° Maggio.
Alcune di queste iniziative sono già state annunciate dai siti dell’estremismo nero e da un comunicato stampa di Roberto Jonghi Lavarini, esponente neofascista confluito nel Pdl. Ma l’iniziativa clou non è ancora conosciuta, poiché verrà portata alla discussione del Consiglio di Zona 3 di domani. Si tratta di un concerto nel giardino pubblico “Sergio Ramelli” il 24 aprile prossimo, cioè alla vigilia dell’anniversario della Liberazione e in contemporanea con la presenza in città del Presidente della Repubblica.
Non si tratta delle solite iniziative, ma di un autentico salto di qualità dell’estremismo di destra milanese. Per la prima volta, infatti, le varie sigle dell’estremismo nero hanno messo da parte le loro rivalità e si sono uniti, da Forza Nuova a Casa Pound e Blocco studentesco, da Fiamma Tricolore ai nazi-skin di Lealtà ed Azione, dal movimento della Santanché ad alcuni settori della Lega vicini a Borghezio, passando per diversi esponenti politici milanesi del Pdl, tra cui anche Fidanza, Frassinetti e Jonghi Lavarini.
Sottovalutare o far finta di non vedere che a Milano, proprio in occasione del 25 aprile, si tenta lo sdoganamento definitivo dei gruppi militanti e delle tesi del neofascismo, sarebbe un tragico ed imperdonabile errore.
Ed è un problema che non riguarda soltanto la sinistra o il centrosinistra. È un problema che riguarda anche –e forse soprattutto- le forze del centrodestra che governano questa città. Non possiamo e non vogliamo credere che tutto il Pdl, tutta la Lega e il Sindaco Moratti siano complici di questo operazione.
Per questo chiediamo a tutte le forze politiche democratiche di rompere ogni complicità con gruppi neofascisti o neonazisti, a partire dall’opposizione alla concessione del Giardino Sergio Ramelli per il raduno nazifascista del 24 aprile.
Al Prefetto e al Questore chiediamo, invece, di garantire il rispetto della legalità costituzionale, che significa anche non consentire l’apologia di fascismo o l’incitamento all’odio razziale.

Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
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Intanto quegli imbecilli di Casapound hanno imbrattato i muri del mio palazzo con la loro cartaccia, c'era una puzza di fogna così forte che ho dovuto strappare tutto; ecco la foto:



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2 commenti:

  1. Ma la Moratti,un 25 aprile non ha accompagnato il padre alla manifestazione per dimostrare la sua appartenenza alla liberazione dal fascismo?

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  2. non c'é da meravigliarsi, in Italia pullulano ormai idee tipicamente fasciste nella testa delle persone ed è naturale che con un governo monocolore di destra abbiano più spazio simili rigurgiti nazi-fascisti. L'errore più grande, a mio modo di vedere, è di contrapporsi a questi "signori", perché non aspettano altro: essendo loro dei veri provocatori, per di più col vizio di picchiare, aspettano che l'opposta fazione li attacchi per controbattere o peggio, ergersi a povere vittime. Esattamente quello che era successo a Milano nel 2006 o 2007 ora non ricordo bene. Stare ad aspettare che la digos prenda i nomi delle persone per denunciarli, in attesa che dalla pura esibizione di simboli si passi nel territorio repressivo della Legge Scelba, forse scontenta da molti, ma non c'é altro da fare. la polizia conosce bene questi fenomeni, si spera che loro applichino la legge. Purtroppo anche i fascisti conoscono bene la legge, hanno i consulenti giuridici al loro interno, e sanno bene come muoversi tra le maglie della legislazione (conosco i limiti del loro agire, insomma, senza essere denunciati).

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