giovedì 27 maggio 2010

La presa in giro più fetida



Datemi Berlusconi per un minuto, vi prego, un minuto solo... che faccia di... Ospitato da Bruno Vespa (il megafono del Regime), Sua Emittenza le spara a raffica.

Giustizia, Berlusconi attacca: "Mai fatto leggi ad personam" 
Il premier rilancia la riforma della giustizia nel nuovo libro di Bruno Vespa. "Sul lodo Alfano non accetto veti". "La magistratura politicizzata usa i processi come strumento di lotta politica"

ROMA - Una "delle cose che mi addolorano di più" è che "subisco il fatto che si facciano passare per leggi 'ad personam' provvedimenti approvati democraticamente dalla maggioranza parlamentare e che sono oggettivamente a favore della collettività". Silvio Berlusconi torna a parlare di giustizia nel nuovo libro di Bruno Vespa. E lo fa difendendo i provvedimenti da lui fortemente voluti. Avanti, dunque, con il lodo Alfano di rango Costituzionale ("non accetterò veti") e con una nuova e maggiore immunità parlamentare. Con una premessa chiara: "Le riforme che spero di condividere con l'opposizione sono quelle sull'architettura istituzionale dello Stato. Da soli faremo quella fiscale e quella sulla giustizia, se l'opposizione dovesse sprecare l'opportunità di un approccio costruttivo e responsabile".

Ma è la giustizia al centro del ragionamento del premier. L'anomalia italiana, continua il premier, sono i "processi politici". "Sui miei processi con giudici super partes - sottolinea ancora il premier- io non ho alcuna preoccupazione. Quei processi, però, sono la vera anomalia italiana: le aggressioni pretestuose e a getto continuo contro un presidente del consiglio che ha giurato la sua innocenza in processi che non hanno fondamento alcuno. Nessuno di questi processi politici può portare a una condanna. Sono semplicemente processi costruiti sul nulla per inchiodare il presidente del consiglio sulla graticola mediatica. Questo è il vero scandalo. Una magistratura politicizzata che usa i processi come strumento di lotta politica contro chi è stato eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani".

Poi tocca all'immunità. Anche in questo caso il copione è il consueto. E' null'altro che un'arma di difesa contro gli attacchi delle toghe. "Molti settori politici, della maggioranza e dell'opposizione hanno manifestato nei mesi scorsi di essere d'accordo sul ripristino dell'immunità per chi viene eletto in Parlamento, immunità incautamente cancellata nel 1993, con il risultato di consegnare alla magistratura politicizzata un potere enorme" conclude il Cavaliere. Che, nonostante l'approvazione del "legittimo impedimento" non sembra avervi rinunciato alla legge che accorcia la durata dei processi: "Il provvedimento approvato al Senato non è affatto breve. Come si può attendere più di dieci anni per farsi rimborsare un credito? è una vergogna che vogliamo cancellare. Prima ci riusciremo, meglio sarà per tutti".
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Berlusconi parla di "anomalia italiana" in riferimento a "processi politici". Io credo che l'Italia sia essa stessa una anomalia: in un paese civile un delinquente non sarebbe mai presidente del Consiglio.

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