mercoledì 26 maggio 2010

La rivolta dell'Italia getta nel caos il PDL. Dov'è la Dignità?

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Benedetta Internet. L'Italia si è rotta le scatole delle porcherie del governo ed è partita al contrattacco: centinaia di migliaia di contatti con Napolitano ed esponenti della maggioranza e opposizione, e il castello si sfascia. I settori sono due.

Anzitutto la questione del Bavaglio alle Intercettazioni e al Giornalismo. Qui la lotta si è fatta durissima, si è creato un movimento di informazione, documentazione e poi pensiero che ha portato a risultati qusi immediati nell'arco di neanche un mese. Come sappiamo il governo Berlusconi vuole bloccare quasi del tutto l'uso delle intercettazioni nell'attività investigativa delle forze dell'ordine e della magistratura, e vuole poi evitare che la gente sappia se i politici (e non solo) hanno commesso reati, per mantenere alto il consenso. Autoprotezione pura ma anche un grande favore alla criminalità (organizzata e non), come si è lamentato anche Manganelli, fra i tanti. Ma il governo Berlusconi non ha fatto i conti con la rivolta sociale che ha prodotto la più grande protesta mai nata in rete (assieme a quella del No Berlusconi Day e del Movimento Viola). Per non parlare poi della rivolta del mondo del Giornalismo, il quale compatto (con l'unica eccezione di Minzolini e Belpietro, gli sgherri del Kaiser) ha alzato la voce contro il Bavaglio.

La notizia di oggi è che il PDL è nel caos più totale. Secondo il Kaiser di Arcore bisogna andare verso l'affossamento del Ddl sul Bavaglio. Con questa strategia: "Approviamo questa inutile legge al Senato e poi mettiamola su un binario morto. Ci ha già creato troppi problemi. È una riforma inutile. Con questo testo annacquato i magistrati continueranno a massacrarci e i giornalisti enfatizzeranno le loro mosse. E Fini potrà vantare una vittoria che io proprio non voglio riconoscergli". Ma non era più facile, mi chiedo ancora una volta, non commettere reati?

Perchè il testo è annacquato? Perché Napolitano, spinto dal popolo, ha fortemente criticato quelle disposizioni criminali volute da Berlusconi e firmate da Alfano. All'interno del PDL il primo a lamentarsi di questa porcheria legislativa in fieri è stato Fini, ma ora anche la Lega si fa sentire, per voce del suo capogruppo al Senato, Bruicolo, che dice: "I cittadini sono stanchi delle continue polemiche sulle intercettazioni. È ora di dire basta per concentrarsi, com'è giusto che sia, sulla manovra economica". E ha ragione, ragione da vendere: col paese in ginocchio per la recessione economica, concentrarsi da parte del governo sui problemi dei politici che commettono reati e vogliono che non si sappia è un gesto antidemocratico e tendente al Regime (Mussolini l'aveva fatto, non scordiamolo).

Nel PDL si sono resi conto che stanno perdendo la faccia di fronte alla nazione, e il malcontento per questa porcheria dei due avvocati del Kaiser, Alfano e Ghedini, cresce a dismisura, ed era ora! Alfano soprattutto non sta piacendo, nel PDL: da una parte i denigratori del Ddl, coloro che non lo vogliono più perché si vergognano, dall'altra Berlusconi, che non vuole il nuovo testo "annacquato" dopo il passaggio alla Camera post critiche di Napolitano. Ma perché non si dimette visto che non piace a nessuno? Alfano ha fatto solo stupidaggini da quando è Guardasigilli. Lui doveva essere il tutore della Magistratura, invece ne è diventato il nemico, il nemico della Giustizia al soldo di Berlusconi, e ha firmato leggi incostituzionali, criminogene e impopolari. Angelino, ma non ti vergogni? Non hai una dignità?


Il governo quindi lavora solo per gli interessi di pochi, è sempre stato chiaro. E proprio questo porta al secondo punto: il governo non ha lavorato per il popolo, e il paese è nel caos economico, con una disoccupazione ai massimi storici, e una disperazione diffusa in frange sempre più vaste della popolazione. E arriviamo allora alla manovra economica: la seconda notizia di oggi.

Berlusconi infatti ha avuto un faccia a faccia di ben 3 giorni con Tremonti, il quale ha fiutato i pericoli di una manovra di risanamento sulle tasche della gente, stufa di vedersi messa da parte per favorire i potenti, e ha cambiato le carte in tavola. Berlusconi ha detto: "Non è questa la Finanziaria che avrei scritto io, ma ormai è fatta e dobbiamo spiegare per bene che gli unici sacrifici saranno quelli chiesti allo Stato". E meno male! Ma perchè allora non iniziate a cancellare del tutto le pensioni riconosciute ai politici? Non siete abbastanza ricchi per aver mangiato alla mensa più dorata dì'Europa? No, quello no, e mica son fessi i politici, e tantomeno lo è Tremonti.

Al Transatlantico si dice che Tremonti ha giocato il tutto per tutto, sapendo che l'arma totale delle dimissioni avrebbe trascinato alla rovina l'intero governo. E questa è stata la carta che ha fatto nuovamente soccombere Berlusconi. Qualcosa alla fine Berlusconi è riuscito a strappare, su tutto il resto ha dovuto cedere. In particolare si dimezzerà (sino alla cifra "prodiana" dei 5000 euro) la soglia sopra la quale non sarà più possibile pagare in contanti. Una misura antievasione fortemente voluta dal ministro dell'Economia ma osteggiata dal premier, "perché non potete chiedermi di rimangiarmi quello che ho sempre detto e pensato". Invece sembra che Berlusconi l'abbia avuta vinta sui tagli ai fondi per palazzo Chigi e sul controllo preventivo di via XX Settembre sulla Protezione civile. Due misure che avrebbero di fatto trasformato Berlusconi in un premier senza portafoglio. "Sia chiaro - ha tuonato il Cavaliere - che io non mi faccio commissariare da nessuno".

Gravissimo è però quanto successo al Consiglio dei Ministri: "In Consiglio dei ministri non abbiamo visto né conti né carte", si lamenta un ministro a tarda sera, "l'abbiamo approvata al buio", riporta Repubblica. Questo è un chiaro esempio di come a Berlusconi le procedure previste ddalla Legge e dalla Costituzione siano sgradite. A quanto pare l'unico che sarà davvero interpretato per la parola finale sulla manovra è Bossi: è prevista una riunione a ore, Berlusconi non può metter da parte il leader del partito che gli sta portando via i voti e il potere, ci deve giocare. Chissà cosa succederà. Oggi intanto sentiremo una sequela di stupidaggini in conferenza stampa, vedrete.

Infine quanto parrebbe dai recenti sondaggi, La fiducia dei cittadini verso l'esecutivo è scesa al 46% mentre quella nei confronti del presidente del Consiglio "sarebbe" stabile al 62%. In poche parole: l'Italia è scontenta, ma siccome è bombardata dalla stampa propagandistica del Regime, continua ad "amare" Berlusconi. Ma sarà vero poi?

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