venerdì 14 maggio 2010

Ratzinger getta benzina sul fuoco contro aborto e matrimoni gay

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Anche ieri Ratzinger ha lasciato qualche "perla" dell'arretrato pensiero cristiano cattolico su due questioni riguardanti la nostra società: l'aborto e i matrimoni fra omosessuali.

Ratzinger è a Fatima, in Portogallo, dove la legge sui matrimoni gay è stata votata dalla maggioranza del Parlamento, sull’aborto sono stati invece i portoghesi ad esprimersi con un referendum. Pertanto su questioni dove ha deciso chi doveva decidere, il papa ha voluto nuovamente mettere il suo naso per esprimere ancora una volta l'arretratezza della posizione della Chiesa. Il Portogallo però (per loro fortuna) non è l'Italia, e il ministro della Salute, Ana Jorge, ha ridimensionato immediatamente la portata del messaggio del Papa: "E’ la posizione della Chiesa, la conoscevamo già. Non c‘è nulla di nuovo", come a dire: può dire quello che vuole, lo rispettiamo, ma qui decidiamo noi: appunto, il Parlamento e il popolo.

Quali sono state allora le parole del papa? Ratzinger ha esordito dicendo che bisogna combattere "gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo", un'affermazione che può significare tutto e il contrario di tutto, esattamente come parlano molti politici. E ora che il presidente della Repubblica portoghese sta per firmare e promulgare la legge di cui parlavamo, Ratzinger ammonisce ad (o ordina di?) attuare "le iniziative che hanno lo scopo di salvaguardare i valori essenziali e primari della vita, dalla sua concezione, della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile dell’uomo e della donna, aiutano a rispondere alle sfide più difficili e pericolose che oggi si oppongono al bene comune".

Il bene comune? Passa per il libero arbitrio di ogni individuo: e l'aborto e i matrimoni fra omosessuali non incidono minimamente nel bene comune perchè sono scelte di autodeterminazione della propria esistenza che fa (e ha il sacrosanto dirito di fare) ogni singolo cittadino del mondo, non solo del Portogallo.

"Queste dichiarazioni, che non ammettono mai il diritto di replica degli interessati, finiscono per alimentare, a pochi giorni dalla giornata mondiale contro l’omofobia del 17 maggio, quell’idea dell’omosessualità come minaccia che inevitabilmente alimenta a sua volta l’odio verso le persone omosessuali", così ha commentato Franco Grillini, Presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d’Informazione. Ratzinger lo sa, ma ha la sua insensata crociata da combattere.

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