sabato 15 maggio 2010

Ugo Cappellacci indagato per Abuso d'ufficio e Corruzione

.
Per fare politica nelle liste del PDL occorre soddisfare determinati requisiti...


Dopo Denis Verdini c'è un altro indagato eccellente nell'inchiesta della Procura di Roma sugli appalti pubblici per i progetti eolici in Sardegna.

Si tratta del presidente della Regione Ugo Cappellacci, iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e corruzione.

Secondo indiscrezioni il politico del Pdl sarebbe finito nell'inchiesta per una nomina al vertice dell'Arpas, l'agenzia per la protezione dell'ambiente. Il nome di Cappellacci sarebbe contenuto in diverse intercettazioni telefoniche tra l'imprenditore Flavio Carboni (il famigerato "faccendiere") e il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, entrambi già indagati. Ci sarebbero anche l’ex assessore provinciale Pinello Cossu (un politico dell'iglesiente, consigliere provinciale) e altre persone. Già il 22 aprile i Carabinieri avevano operato un sequestro di atti presso l’Assessorato regionale dell’industria.

Il presidente della Regione Sardegna, in ogni caso, ha respinto ogni accusa, affermando che con la sua azione di governo è riuscito a fermare l'assalto alla speculazione sulle energie rinnovabili nell'isola.

Fin da prima dell’insediamento di Cappellacci il faccendiere Carboni si aggirava per i palazzi del potere di Cagliari, cercando di tessere le sue trame sulla partita delle pale a vento. Aveva avvicinato Renato Soru, senza successo: Soru non ne aveva voluto sapere; poi Soru è andato giù, travolto dalle elezioni anticipate che costarono la carriera anche all’allora segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni. E allora, eletto Cappellacci, Carboni ci ha riprovato, virando sulle sue conoscenze in casa centrodestra, primo fra tutti Denis Verdini, coordinatore nazionale PDL "affinché il suo progetto di mettere le mani sull’intera partita delle energie rinnovabili sarde po(tesse) concretizzarsi", scrive la Procura. Secondo i Carabinieri, i due, Cappellacci e Carboni, si sarebbero dunque incontrati almeno cinque volte, di cui due a Roma in casa di Denis Verdini, presente Marcello dell’Utri. Una ricostruzione, suffragata, pare, da pedinamenti e intercettazioni, che va a supporto del teorema complessivo ipotizzato dai magistrati: il comitato d’affari a livello nazionale con vertici Verdini, il Vaticano, la Sicilia di Dell’Utri e che stava puntando le pianure sarde in cui rimediare i grandi appalti sull’eolico.

Sbloccata la situazione grazie a Cappellacci, l’imprenditore Carboni avrebbe dato seguito all’operazione: la raccolta di fondi per alcuni milioni di euro presso i titolari di imprese interessate agli appalti dell’energia eolica, transitati sulla banca di cui è presidente lo stesso Verdini, il Credito cooperativo fiorentino. Parte di quelle somme è poi passata sui conti della società Ste, editrice del Giornale della Toscana, a sua volta riferibile a Verdini.

Secondo gli inquirenti il transito sui conti della banca di Verdini doveva servire a mescolare le tracce del denaro e distribuire i soldi a chi doveva «oliare» i meccanismi dei successivi appalti. Compresi Verdini e Carboni. Che hanno già smentito qualunque ipotesi di malaffare, come pure ha fatto Cappellacci prima ancora di sapere che anche lui era indagato. "Sull’eolico le posizioni della Giunta sono chiarissime: no deciso alle pale off-shore e gestione diretta degli impianti a terra da parte della Regione, proprio per evitare i pericoli paventati", ha spiegato il governatore. Ma l’esclusione degli impianti off-shore è arrivata solo nel mese di marzo, e gli investigatori ritengono sospetta la coincidenza tra questa decisione e la notizia di altre inchieste giudiziarie che coinvolgono l’onorevole Verdini, sempre per corruzione. Insomma, per quanto si sbatta, Cappellacci non ha convinto nessuno.

Ed anche in questa inchiesta romana il nome di Claudio Scajola viene fuori dalle conversazioni tra gli imprenditori interessati al business dell'eolico, insieme ai già citati Marcello Dell'Utri, Denis Verdini, e anche al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo (Pdl, non è indagato). Ma non ci sono soltanto queste intercettazioni, i carabinieri hanno anche registrato colloqui dove alcuni indagati raccontano dei contatti tra Verdini, Marcello Dell'Utri Flavio Carboni. In una conversazione si scopre che sarebbe stato Dell'Utri a consigliare a Flavio Carboni di dirottare verso il Credito Cooperativo Fiorentino, capitali degli imprenditori che cercavano contatti con i politici non soltanto romani, per superare le lungaggini burocratiche delle autorizzazioni per impiantare i siti eolici in Sardegna ma anche in Sicilia, Campania e Basilicata.

Provviste che, secondo le ipotesi investigative, sarebbero state dirottate verso società che, come nel caso della gruppo dell'inchiesta G8 sarebbero servite per attingere a fondi neri.

Cappellacci ha avuto la faccia di dire che "avrebbe meritato una medaglia"...
Sì, in testa!

Alfano avantieri ha rilanciato la palla per la lotta alla corruzione: una pagliacciata perché la prima testa che dovrebbe saltare è quella del suo foraggiatore. Però, se fosse sincero.... CAPPELLACCI DIMETTITI!



.

Nessun commento:

Posta un commento