martedì 18 maggio 2010

Violenze al G8 di Genova: ribaltate in Appello le assoluzioni


E la scure della Giustizia calò su chi violò la Legge pur dovendone essere tutore. Le immagini delle violenze operate dalla forza pubblica al G8 che fu organizzato a Genova sono ancora nel cuore di tutti. La Giustizia in primo grado assolse i responsabili dei selvaggi pestaggi avvenuti al comando di Bolzaneto e quelli seguenti all'irruzione alla scuola Diaz, come ricorderete (furono create ad arte anche "prove" false). Lo scandalo scoppiò come una bomba, e la rete si mobilitò per una protesta incredibile.

Oggi, a tanti anni di distanza da quei fatti, la macchina della Giustizia arriva a ribaltare quelle sentenze.

BOLZANETO - Quasi inosservata (come al solito) era passata la notizia del 5 marzo appena passato: i giudici della Corte d'Appello (presieduta da Maria Rosaria D'Angelo) hanno considerato tutti i 44 imputati responsabili civilmente per i reati per cui erano stati assolti in primo grado. Nella maggior parte dei casi i reati risultano prescritti ma, avendo riconosciuto la colpevolezza degli imputati, la Corte li ha condannati a risarcire le parti. Sette imputati sono stati condannati anche penalmente a pene comprese fra uno e tre anni: l'assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della Polizia di Stato Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi, che avevano rinunciato alla prescrizione.

In primo grado furono 15 gli imputati condannati a complessivi 23 anni e 9 mesi di reclusione mentre furono 30 le assoluzioni. I pm avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da sei mesi a cinque anni e 8 mesi e una sola assoluzione.

DIAZ - Di ieri invece è la nuova notizia secondo cui i giudici della Terza sezione della Corte d'Appello di Genova hanno ribaltato la sentenza di primo grado per i disordini e l'irruzione alla scuola Diaz. Tutti i vertici della Polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27. La sentenza emessa nel novembre 2008 aveva scatenato forti reazioni in Rete. Il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri è stato condannato a 4 anni, l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a 5 anni, l'ex vicedirettore dell'Ucigos Giovanni Luperi (oggi all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a 4 anni, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a 3 anni e 8 mesi, l'ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a 3 anni e 8 mesi. Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali.

Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.

Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere.

Impuniti rimangono i politici che commissionarono quella mattanza.

Per i pestaggi avvenuti per strada ovviamente nessuna condanna: i volenterosi picchiatori delle forze dell'ordine avevano i volti coperti ed erano senza gradi o placchette di riconoscimento. Se non ve li ricordate, metto qualche foto: furono picchiati selvaggiamente anche dei medici e dei giornalisti, solo perché erano lì a lavorare (in rete di foto ce ne sono tantissime, usate google).










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1 commento:

  1. Enrico Zucca è stato magistrato in Sardegna, esattamente pretore di Siniscola alla fine degli anni 80. Già da allora aveva manifestato autonomia ed indipendenza processando alcuni amministratori locali per abuso d'ufficio.
    Per istruire e condurre le indagini relative al G8, Zucca e la sua collega hanno dovuto superare fortissime resistenze, anche interne alla magistratura. Una pagina davvero sconcertante, quella del G8.
    Un danno all'immagine delle forze dell'ordine che sarà difficile recuperare.

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