mercoledì 16 giugno 2010

Chi ha il potere di fare le leggi. Il Parlamento vale ZERO

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Leggo sempre volentieri l'Espresso (e non Panorama), perchè quando svolge attività d'indagine ha il bellissimo "vizio" di attenersi a documenti ufficiali, e non a sondaggi di sedicenti società private commissionati dal Kaiser di turno.

Ogni tot mesi l'Espresso raccoglie i dati sull'attività legislativa direttamente dal Parlamento (sono atti pubblici, quindi accessibili a tutti) e pubblica le classifiche ufficiali. Nel numero di questa settimana possiamo vedere che continua il pessimo trend relativo all'esercizio dell'attività propulsiva all'approvazione delle leggi in Parlamento. I dati sono allucinanti, ma vediamoli.

In questa legislatura sono state presentate ad oggi 5832 proposte di legge. Di queste solo 155 sono passate, con una percentuale di successo pari al 2,66%. La percentuale è bassissima, parrebbe che il Parlamento non lavori, e in effetti da più parti si leggono le lamentele in tal senso.

Il dato più riprovevole però è che di queste proposte 5355 sono di iniziativa parlamentare, e di queste solo 24 sono diventate leggi, con una percentuale dello 0,45%. Mentre invece le iniziative governative sono 422, di cui 131 sono poi diventate leggi (in buona parte con la Fiducia), con una percentuale del 31,04%.

Questo dato è molto preoccupante, in quanto sintomo dello sfacelo della nostra classe politica, soprattutto in riferimento alla parte attualmente al governo, che tende a dar retta solo alle iniziative del governo Berlusconi (soprattutto nelle leggi così dette ad personam) piuttosto che alle iniziative dei singoli parlamentari. Non è poi certo di oggi la notizia che il ministro dell'Economia Tremonti metta quasi sempre il veto alle iniziative parlamentari dicendo che non c'è copertura economica, mentre questo veto quasi mai è presente per le iniziative governative. Il potere di Tremonti quindi (ma anche di Berlusconi) è fortissimo, e sta condizionando pesantemente l'attività del Parlamento.

Un dato altrettanto grave lo ricaviamo dalle cifre delle iniziative legislative delle Regioni (29 proposte), poi da quelle popolari (14 proposte, alcune delle quali dai grillini), e da quelle del CNEL ("solo" 12), nessuna delle quali è stata convertita in legge (la percentuale di conversione in legge quindi è ovviamente lo 0%). Del resto la maggior parte di queste, una volta ricevute, vengono messe in un cassetto per non essere mai discusse in aula, figuriamoci al governo. Questo è un dato grave, gravissimo, perchè indica come alla Casta (e soprattutto al governo) non interessi ascoltare la gente e le altre istituzioni.

Eppure soldi da usare per sostenere le iniziative di legge ne girano e tanti, ma vengono spesi senza criterio. Sempre l'Espresso indica i 5 campi fondamentali: anzitutto il Parlamento stesso, dove a scopo clientelare vengono stanziati quotidianamente pacchetti di centinaia di migliaia di euro per lavori di ristrutturazione di chiese, giardini, fondazioni e musei ma solo nei comuni di provenienza del parlamentare di turno, da tenere buono se no frigna; poi il settore della Sanità, con lo spostamento altrove dei fondi, che sta mettendo K.O. la sanità pubblica a favore di quella privata (più cara alle nostre tasche); poi ancora il vasto settore della Cultura, con la distruzione della Scuola Pubblica attraverso soprattutto lo spostamento dei fondi alle scuole private, vera fucina di ignoranza e il taglio di tanti Enti senza alcun criterio; e ancora la Difesa, con lo stanziamento ogni anno di miliardi di euro per aerei, sottomarini, e mezzi da terra che non verranno mai utilizzati, e ancora il sostentamento di missioni "di pace" all'estero assolutamente inutili; infine la RAI, col riconoscimento di stipendi record per star e dirigenti (anche qui qualche miliardo di euro).

La politica, e soprattutto quella dell'attuale maggioranza, è sempre più lontana dalle esigenze della gente, presa com'è ad occuparsi dei propri problemi e di quelli del premier. L'uso smodato della fiducia, il numero delle leggi ad personam salito la scorsa settimana a 39 sono indicatori del fatto che Berlusconi e il PDL (ma in parte anche l'opposizione) sono lontanti dal prendere in seria considerazione i problemi dell'Italia. Dove andremo a finire? Vogliono una guerra civile o si sentono completamente intoccabili?

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