domenica 27 giugno 2010

Ecco come il ddl Intercettazioni favorisce il Clero. Ve n'eravate accorti?

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Abbiamo già dato conto in questo blog dell'intera disciplina del ddl della vergogna così come è stato approvato poche settimane fa dal Senato.

Quello che quasi nessuno ha notato è che questa scellerata novella legilsativa dispone una disciplina di favore nei confronti della Chiesa Cattolica, e lo fa proprio in un periodo in cui lo scandalo della pedofilia sta travolgendo le gerarchie ecclesiastiche, sempre pronte a fare "mea culpa" davanti alle telecamere, ma contemporaneamente sempre attente ad insabbiare tutto agendo di nascosto.

Il papa ha avuto modo di intervenire su tali questioni a più riprese, ed è notizia di oggi che il leader della multinazionale Chiesa non abbia gradito che la Giustizia stia lavorando alacremente: esprimere "solidarietà" ai vescovi belgi che sono stati perquisiti nell'ambito di una vasta operazione antipedofilia è una cosa gravissima, è come sentire Dell'Utri parlare bene dei fratelli Graviano. Ratzinger parla e dice cose che fanno a pugni fra di loro: egli auspica che "la giustizia faccia il suo corso" ma "nel rispetto della reciproca specificità e autonomia" della Chiesa! Sarebbe a dire: se i reati li commettiamo noi non rompete le scatole... del resto a lui basta confessare il pedofilo e assolverlo con una benedizione e la cosa finisce là, mentre invece chi ha subito una violenza sessuale (da un membro del clero) porterà il segno per tutta la vita e chi se ne frega!

Il Belgio non è l'Italia però, per fortuna sua, perché qui i politici sono sempre attenti a non perdere il sostegno di questo vasto bacino di voti guidato dal santo padre. E quindi ritorniamo all'argomento in questione: nel ddl intercettazioni c'è una disciplina specifica di netto favore per i membri del clero, vediamola.


25. All'articolo 129 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "dell'imputazione" sono aggiunte le seguenti: ", con espressa menzione degli articoli di legge che si assumono violati, nonché della data e del luogo del fatto";

b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Quando l'azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione è inviata all'autorità ecclesiastica di cui ai commi 2-ter e 2-quater.";

c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

"2-bis. Il pubblico ministero invia l'informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commi 1 e 2 è stato arrestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l'informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all'invio dell'informazione di garanzia di cui all'articolo 369 del codice.
2-ter. Quando risulta indagato o imputato un vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un ordinario di luogo equiparato a un vescovo diocesano, abate di un'abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l'ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l'informazione al cardinale Segretario di Stato.
2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente a un istituto di vita consacrata o a una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l'informazione all'ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente.";

d) il comma 3-bis è abrogato.


Di queste disposizioni non si è parlato molto, la TV e la stampa di Regime sono state ben educate a tralasciarle, ma hanno sollevato (soprattutto in ragione della coincidenza temporale con l'emersione di nuovi "picchi di allarme" in relazione al fenomeno della pedofilia negli ambienti ecclesiastici) importanti polemiche nel mondo giuridico in relazione al riconoscimento all'autorità ecclesiastica di un "vantaggio e privilegio informativo" allorquando l'autorità giudiziaria indaghi o proceda contro un appartenente al clero.

Questo vantaggio, questa posizione di favore riconosciuta alla Chiesa Cattolica non ha alcuna giustificazione già sotto il profilo etico e morale, ma soprattutto ha più di un profilo di incostituzionalità in relazione all'art. 3 (Principio di uguaglianza): in primo luogo i membri del clero appaiono come cittadini di Serie A, perchè i loro superiori gerarchici vengono avvisati immediatamente dello svolgimento di indagini a carico degli stessi sottoposti, mentre i comuni cittadini sono sottoposti alla "normale" disciplina; ma la violazione del Principio di Uguaglianza è anche nel dare una disciplina di favore alla sola Chiesa Cattolica, mentre le altre confessioni religiose non contano niente, chiaro? Una distinzione elitaria, di "classe", totalmente ingiustificata.

Quindi un pedofilo (o comunque un qualunque delinquente per un qualunque altro reato) che appartiene alla Chiesa Cattolica ha più possibilità di farla franca rispetto a un comune cittadino o a un membro di un'altra confessione religiosa, perchè i suoi superiori gearchici, prontamente avvisati, possono decidere di intervenire muovendo le loro pedine nel mondo della Politica (o nel mondo della Giustizia e della Forza Pubblica), lo possono aiutare a farla franca, possono provvedere ad insabbiare tutto, ed è proprio quello che la Chiesa Cattolica sta facendo in mezzo mondo! E' stata quindi istituzionalizzata, giuridicizzata una condotta criminogena già attuata dalla Chiesa Cattolica, e questo è inaccettabile sotto ogni punto di vista.

Ma la Chiesa dev'essere sempre favorita e tenuta buona: sposta molti voti... giusto?

Che ipocrisia! Che schifo!

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2 commenti:

  1. Che vergogna,da oggi ho chiuso con la chiesa. pregherò il mio Dio in casa. Vergogna...

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