giovedì 10 giugno 2010

Fini e il padrone

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Oggi verrà presentata la fiducia al Senato sul ddl Intercettazioni, e passerà. I criminali hanno i parametri con cui sapere quando parlare e quando stare zitti, tanto l'attesa è breve, poi potranno delinquere tranquillamente, e anche se saranno intercettati la Forza Pubblica non potrà fare niente. Per salvarsi il culo dalla Giustizia, Berlusconi fa il più grande regalo alla criminalità organizzata di sempre nella storia della nostra Repubblica, con la finta opposizione del PD, col muto assenso di Napolitano, e col "signorsì" di Gianfranco Fini e dei suoi "finiani". Berlusconi ha scatenato un letamaio, voleva ottenere 10, ha sparato 100, e grazie a D'Alema e Fini (e le loro "discussioni") otterrà 50: un affarone. Questo governo aiuta la criminalità organizzata, e se stesso.

FINI E IL PADRONE
di Paolo Flores d'Arcais
(Fatto Quotidiano, prima pagina, 10 giugno 2010)

E' bastato che il padrone alzasse appena la voce e dichiarasse finita la ricreazione degli emendamenti, e la fronda del presidente della Camera ha prontamente smesso di stornire. La legge-bavaglio, la legge-salvacricca, la legge "golpe strisciante" è ottima e abbondante - giura Fini mettendosi sull'attenti - e perfettamente conforme alle promesse elettorali di legalità. Dice proprio così, senza un residuo di pudore e con evidente sprezzo del ridicolo.

D'ora in avanti l'onorevole Fini ci faccia il piacere - almeno - di non citare più i Tocqueville e le Hannah Arendt con cui si è permesso di accreditare i suoi libri e i suoi discorsi. E meno che mai di citare Borsellino come simbolo della destra che intende realizzare. Abusivamente e a tradimento, come ha ormai ufficializzato. E ci facciano il medesimo piacere, visto che la responsabilità morale e quella politica (per chi ha una morale e per chi la politica vuole farla davvero) è personale ancora più della responsabilità giudiziaria, tutti i senatori e i deputati della fronda "finiana", signolarmente presi, che una volta di più passeranno sotto le forche caudine imposte dal ducetto di Arcore e piegheranno la testa sotto il giogo, arzigogolando e azzeccagarbugliando le più inveroconde "trouvailles" per giustificare un ennesimo atto di servilismo che si spiega solo con una parola: viltà.

Viltà contro la Costituzione e le istituzioni della Repubblica, grazie a cui siedono in Parlamento. Viltà contro le loro stesse parole, sparse a bizzeffe nelle scorse settimane in ogni dichiarazione e talk-show, con una solennità pari solo a quella che si dimostra ora improntitudine e inganno, il solito mare tra il dire e il fare, nella più gaglioffa tradizione italiota. Viltà infine anche contro i poliziotti - di cui la destra si presenta sempre come paladina, nel bene e nel male, a prescindere - che vivono questa legge-befana pro-criminali come un insulto e una beffa.

Grazie a tanta viltà, colui che Bossi chiamava Berluscaz può finalmente colpire al cuore la democrazia liberale e realizzare l'architrave del suo disegno totalitario, tra i brindisi dei criminali. Ci sarà almeno una persona - una! - tra i parlamentari finiani, capace di uno scatto di civile dignità, di un NO puro e semplice a questa legge infame? Assai improbabile: salverebbe l'onore, parola-culto della destra ormai evidentemente dimenticata, ma sottoscriverebbe con la firma più solenne - l'azione - tutti giudizi che avete letto in queste righe.
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Cari amici, quindi lo strumento della fiducia è forte: ti pare che Fini rischia di far cadere il governo, e perdere quindi la sua bella seggiolina di (finto) potere, dalla quale fa la morale a tutti, Lui che è fascista, Lui che ha firmato larga parte delle 39 (ad oggi) leggi ad personam berlusconiane, Lui che oggi dice una cosa e domani ne fa un'altra?

Ma per carità...

Rimane "solo" Napolitano... scommettiamo che firma? E il PD? Troppo tardi per reagire: l'accordo dalemiano ha fregato tutti. Di Pietro occupa il Senato: non gli danno retta mai, però Libero, il Giornale, e ora anche l'alleato Corriere della Sera lo attaccano con le consuete diffamazioni, così la gente lo guarda storto.

Anche oggi ringrazio tutti gli imbecilli che hanno creduto (poi nascondendosi) e quelli che continuano a credere a Berlusconi, e hanno dato il loro voto a questa masnada di criminali, contribuendo attivamente a rovinare la mia patria... IO VI DISPREZZO, tutti, uno ad uno.

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