sabato 12 giugno 2010

Il Kaiser carica a testa bassa la Costituzione

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Sono incazzato nero, leggete qua:


Berlusconi: "Più poteri al premier. Ora occorre cambiare la Carta"
Il Cavaliere a tutto campo con i giovani Pdl: "Voto di fiducia per non perdere tempo". "Provvedimenti diventano ippopotami nell'iter parlamentare". E poi racconta la storiella di Aladino adattata a Fini

ROMA - Le priorità del governo sono la riforma della Costituzione, della giustizia e del fisco. E' quanto ha spiegato Silvio Berlusconi durante la cena organizzata con i giovani dei Circoli della libertà. Il premier ha parlato a tutto campo, anche di lotta alla criminalità, ma ha battuto sui temi a lui più cari, come la necessità di rafforzare i poteri del primo ministro, e a tal fine "occorre cambiare la Costituzione" perché è datata. Ed è tornato a rivendicare la scelta di porre la fiducia sul voto sul ddl intercettazioni in Senato.

Poteri del premier "nulli". "I poteri del premier sono praticamente nulli, un Capo del governo ha la possibilità solo di stilare l'ordine del giorno nel Consiglio dei ministri", ha spiegato durante la cena. "Sono pronto a cambiare la Costituzione. Il presidente del Consiglio deve avere perlomeno il potere di nominare e far dimettere i ministri e sciogliere le Camere. E' l'unico modo per portare a termine il mandato conferito dagli elettori". Il premier ha quindi confessato ai giovani di sentirsi "nudo", desideroso di portare avanti le riforme eppure impossibilitato a farlo con questa Costituzione e con "questi giudici che minacciano continuamente le azioni dei governi".

Ddl intercettazioni. "Abbiamo messo la fiducia al Senato proprio per non perdere più tempo. Speriamo che sia così". Parlando di intercettazioni Silvio Berlusconi ha confermato la sua linea: "Le vogliono solo le lobby, la gente non ce la fa più ad essere spiata", ha spiegato ai giovani dei Circoli della Libertà.

"Un provvedimento esce cavallo dal Consiglio dei ministri e diventa ippopotamo dopo il suo iter nelle aule parlamentari". E così arriva l'esempio del ddl sulle intercettazioni che dopo il via libera del Senato facilmente si potrà perdere "nei meandri della Camera". Per questo motivo il Cavaliere torna ad insistere sullo strumento della fiducia. "E' un atto di coraggio - ha spiegato il presidente del Consiglio - e non uno strumento di imposizione". Ed ancora: "E' un atto di democrazia perché si chiede alla maggioranza uscita dalle urne di scommettere sulla sua esistenza pur di difendere il provvedimento del governo".

La storiella su Fini. I rapporti con il presidente della Camera sono evidentemente fonte di continua preoccupazione per il premier, che con i ragazzi ha fatto ricorso a una delle sue storielle per esemplificare lo stato delle cose: "C'è un vecchio missino che si gode la pensione a Cuba. Consulta alcune cartomanti che gli dicono che non lascerà mai l'isola. Allora lui si rivolge ad Aladino che chiede all'anziano di esprimere un desidero.
'Vorrei che ci fosse un ponte tra Cuba e l'Europa così potrei tornare a casa'. 'No, mi dispiace. E' troppo complicato...', risponde Aladino, 'chiedimi un'altra cosa'. L'esponente del Msi ci pensa e poi dice: 'Vorrei sapere cosa è in testa Fini'. E Aladino e la sua lampada: 'Di quante corsie lo vuoi il ponte..?'". Berlusconi poi è tornato ad esprimere i suoi dubbi: "Non so cosa voglia fare...".

Intanto non è passata al Cavaliere l'irritazione per quanto accaduto alla Camera con le due sconfitte sulla sanità. Il premier ha così fatto partire una lettera personalizzata per ogni esponente del governo in cui è richiesta la presenza in aula per le votazioni e la richiesta di ridurre il numero di missioni.

Berlusconi ha voluto richiamare ministri, sottosegretari e vice ministri sottolineando la necessità di una maggiore partecipazione all'attività del parlamento. Un ultimo avviso prima di arrivare all'incompatibilità delle cariche e cioè alla richiesta di scegliere nel caso di un doppio incarico e cioè quello di parlamentare e componente dell'esecutivo.

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