giovedì 17 giugno 2010

Il sit-in contro la legge bavaglio a Sassari

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Ieri sera la mia città ha vissuto davanti all'ingresso del Tribunale in Via Roma un momento fantastico. Organizzato attraverso Facebook, si è svolto un sit-in di pacifica protesta e di dissenso nei confronti della legge della vergogna, che Sua Emittenza ha blindato al Senato col voto di fiducia, e che ora sarà portata alla Camera dopo le nuove riunioni in seno al PDL, rese obbligatorie dalla vergogna di molti finiani, dalla protesta popolare (incredibile e immensa in tutta Italia), ma anche dal durissimo comunicato con cui L'OCSE ha chiesto a chiare lettere al nostro paese (o meglio a Berlusconi) di modificare la normativa del ddl affinché rientri nei binari garantisti europei, oppure la sua cancellazione immediata.


Sul tema di questo ddl scellerato si discute in tutto il mondo: la stampa estera raccoglie le dichiarazioni dei politici di tutti i paesi, e unanime è la condanna verso questo pacchetto di norme criminogene e illiberali, perché si mira ad azzoppare la tutela dei cittadini incastrando in pastoie ridicole l'attività della Forza Pubblica e della Magistratura, e perché si vuole fare in modo che i cittadini non sappiano quando un politico compie reati, il tutto con la scusa della privacy da garantire (c'è già una normativa molto dettagliata al riguardo, se qualcuno ancora non lo sapesse).

Dicevo: anche Sassari ha voluto dire la sua, e allora alle 20:00 di ieri sera persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale si sono date appunatmento nella centralissima Via Roma proprio davanti al Tribunale, con l'autorizzazione (concessa rapidamente e con grande piacere) della Forza Pubblica. Giovani studenti di tutte le facoltà, ragazzi e ragazze del gruppo di Emergency, ragazze dell'associazione Voce Amica, politici prevalentemente del centro sinistra tutti senza bandiere di partito (lodevolissimo), il sindaco stesso riconfermato, tanti avvocati, qualche magistrato e diversi appartenenti a polizia e carabinieri (ma anche qualche vigile del fuoco fuori servizio) tutti in borghese, si sono trovati lì, e non per caso. Cartelli, post it appiccicati in bocca o sul petto, stampe attaccate col nastro adesivo sulla schiena, e tanti sorrisi. Ma soprattutto: tanto ma tanto parlare sui contenuti di questa scellerata riforma, uno scambio di idee e di informazioni che rappresenta il pane stesso del vivere democratico e che gente come Berlusconi teme tantissimo, perchè dove c'è parola c'è informazione, e dove c'è informazione si nutre la capacità critica e germoglia il dissenso dalle azioni criminali di chi usa lo Stato per fini personali.

Non uno slogan, non una parola fuori luogo, non un atteggiamento sopra le righe. A chi si avvicinava curioso veniva offerto di partecipare, e molti sono quelli che, pur non essendo a conoscenza del sit-in, si sono uniti al gruppo, che è così cresciuto fino a sforare abbondantemente le 500 unità: niente male per una cosa non pubblicizzata dai giornali o dalla tv! E la Municipale non ha avuto il minimo problema a gestire una manifestazione così tranquilla, dato l'elevato senso civico dei partecipanti.

I più attivi sono stati i ragazzi di Emergency, sempre in prima linea per sostenere le cause più nobili a favore della nostra tanto vituperata Democrazia, intervenuti col materiale che ha girato fra la gente. Le foto che vedete pubblicate appartengono proprio ad uno di essi, Giovanni, del quale mi fregio dell'onore di essere amico ed estimatore, e che ringrazio per la sempiterna disponibilità e simpatia.

La cosa però non finisce qui: a Sassari e in tutta Italia la Società Civile si sta compattando per combattere le ingiustizie che vengono forzate in leggi delinquenti da questa irresponsabile maggioranza che tanti fessi hanno votato alle scorse elezioni e che quindi (ahinoi) ci governa. Altre iniziative sono in fase di preparazione.

Mi sento quasi in un'isola felice, da noi i partiti "che mangiano di meno", quelli per cui la politica è un servizio (per intenderci) stanno sbaragliando il PDL, sconfitto proprio in questi giorni quasi dappertutto (province e comuni), e lo stesso governo regionale di Cappellacci è con l'acqua alla gola, ha i giorni contati. Vorrei tanto che questa onda travalicasse i confini del Mar Tirreno, e bagnasse le coste della penisola, portando un po' di ottimismo e di voglia di lottare a quanti voltano le spalle a questo malaffare che ci governa e così si fanno complici delle sue delinquenziali azioni.

Sassari ha detto NO al ddl uccidi-intercettazioni e uccidi-giornalismo, e io c'ero.





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