martedì 8 giugno 2010

Nomi e facce di chi salva i pedofili dall'arresto

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L’emendamento 1707 prevede una variazione dell’articolo 380 del codice di procedura penale che elenca i casi in cui si deve (non si può, si deve) procedere all’arresto in flagranza. Tra i reati per cui si “deve” arrestare non c’era il delitto di atti sessuali con minorenne (609 quater codice penale). Nella proposta attuale chi commette atti sessuali con minorenni e viene sorpreso in flagranza non deve necessariamente essere arrestato se commette un atto sessuale di “minore gravità”. Le forze dell’ordine potrebbero trovarsi nella situazione di cogliere un pedofilo con i calzoni abbassati (o le gonne alzate) ma dovranno decidere, prima di arrestarlo, se quello che sta facendo è di gravità normale o minore del normale.

Ecco le facce di chi l’ha presentato:





Maurizio Gasparri (Roma, 18 luglio 1956), non ha certo bisogno di grandi presentazioni, ora è presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica, è stato parlamentare del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale dal 1992 al 1994. Dal 1994 è parlamentare di Alleanza Nazionale e sottosegretario all'Interno del governo Berlusconi I. Dal 2001 al 2005 è ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi II. La sua famosa Legge Gasparri è stata criticata a lungo in Italia e all'estero, ed
è stata bocciata dall'Unione Europea. Questa legge costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi. A gennaio 2009, con decisione n.242, il Consiglio di Stato (riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà sostanzialmente ragione ad Europa7, concedendole una "vittoria di Pirro" (danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale preso dal VHF III). Si calcolano cosi quattro sentenze a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale, e del TAR del Lazio. Nella sua luminosa "carriera" politica Gasparri è riuscito a bisticciare praticamente con tutti, anche all'interno del suo stesso partito, preferibilmente in televisione, dov'è omaggiato come se fosse un esponente dell'alto clero. Francamente non stupisce che sia stato uno dei firmatari di questo scellerato emendamento.






Federico Bricolo (Verona, 13 luglio 1966), è stato eletto alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Villafranca di Verona (circoscrizione Veneto 1) nel 2001 nelle liste della Casa delle Libertà, Federico Bricolo ha aderito al gruppo Lega Nord Federazione Padana. Nel governo Berlusconi III è stato sottosegretario per le infrastrutture e i trasporti, dal 22 aprile 2005 all'11 febbraio 2006. Rieletto alle elezioni del 2006 nella stessa circoscrizione per le liste della Lega Nord - Movimento per l'Autonomia. Alle elezioni del 2008 si presenta come candidato al Senato della Repubblica nella circoscrizione regionale del Veneto, e risulta eletto. Ricopre attualmente il ruolo di capogruppo dei senatori della Lega Nord. Assiduo volto di Tele Padania (dice praticamente quello che vuole e pure senza limiti), è invece poco presente nei TG e nei talk-show RAI e Mediaset. Noto per il famoso disegno di legge sull'esposizione del crocifisso negli uffici pubblici (2002), disse: "Non si ritiene che l'immagine del Crocifisso nelle aule scolastiche, o più in generale negli uffici pubblici, nelle aule dei tribunali e negli altri luoghi nei quali il Crocifisso o la Croce si trovano ad essere esposti, possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa", suscitando scontate e forti simpatie fra le gerarchie ecclesiatiche. Questi discorsi sono un classico, per la Lega, che poi puntualmente in tanti suoi esponenti si abbandona alla sua vera natura: quella razzista e intollerante, la più apprezzata dal proprio elettorato.






Gaetano Quagliariello (Napoli, 23 aprile 1960), iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Nel 1994 cambia bandiera e si iscrive a Forza Italia. Tra il 2001 e il 2006 è stato consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera. Nel 2006 è stato eletto senatore in Toscana, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali. Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà. Si è segnalato nel dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro: aveva difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata», frase infelice e triste riportata da tutte le agenzie di stampa, tuttavia molto apprezzata dalle alte sfere ecclesiastiche. Penna molto attiva, è collaboratore di diversi quotidiani - tra i quali Il Giornale, Libero, Il Foglio ed Il Riformista (ovviamente), e ciò spiega inequivocabilmente come mai sia uno dei firmatari di questo emendamento. Chiaro, no?






Roberto Centaro (Siracusa, 21 novembre 1953), magistrato di Cassazione, è stato eletto al Senato della Repubblica per la prima volta nel 1996 nel collegio di Siracusa, per la Casa delle Libertà, aderendo al gruppo di Forza Italia. Nel 2000 è responsabile Giustizia del suo partito. Rieletto nel 2001, è divenuto presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Nelle politiche del 2006 viene eletto al Senato nella lista di Forza Italia, nel collegio Sicilia. È membro della Commissione Giustizia. Questo è il nome che pesa di più fra i firmatari dell'emendamento in oggetto: è incredibile che una persona che ha lavorato nel mondo della Giustizia e in così alte sfere possa concepire un abominio simile. Ma se esistono dei Ghedini, degli Alfano, allora in un paese come l'Italia può esistere pure un Centaro. A noi tocca sopportare, niente da fare.






Filippo Berselli (Ferrara, 20 settembre 1941), nel 1980 viene eletto Consigliere Comunale di Bologna. Nel 1983 viene eletto deputato alla Camera per il Movimento Sociale Italiano. Nel 1985 viene confermato Consigliere Comunale di Bologna. Nel 1987 viene confermato deputato alla Camera. Nel 1990 viene confermato Consigliere Comunale di Bologna. Nel 1992 viene confermato deputato alla Camera. Nel 1994 viene eletto senatore per Alleanza Nazionale. È nominato Sottosegretario di Stato alle Finanze durante il primo Governo Berlusconi. Nel 1995 viene rieletto Consigliere Comunale di Bologna per Alleanza Nazionale. Nel 1996 viene rieletto deputato alla Camera per Alleanza Nazionale. Assume le cariche di vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio, vicepresidente del Comitato parlamentare per i procedimenti d'accusa, è membro della II Commissione permanente Giustizia. Nel 2001 viene confermato deputato alla Camera per Alleanza Nazionale. È nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa durante il secondo ed il terzo Governo Berlusconi. Nel 2004 viene eletto sindaco di Montefiore Conca. Nel 2006 viene eletto al Senato della Repubblica, e viene poi rieletto nel 2008 nelle liste del Popolo della Libertà. Diventa presidente della Commissione Giustizia del Senato.






Sandro Mazzatorta (Verbania, 13 marzo 1965), vicepresidente del gruppo Lega Nord Padania. E' uno degli utlimi acquisti del Carroccio, nuovo alla politica. Però ricopre molti incarichi. E' infatti membro della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari. Membro della Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico. Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Membro della Commissione parlamentare per la semplificazione. Membro del Consiglio di garanzia. Tante sedie scaldate e ben pagate, una pedina importante per la Lega in settori strategici dell'attività politica italiana. Di professione fa l'avvocato.






Sergio Divina (Trento, 8 febbraio 1955), ha cominciato la sua carriera politica nel Partito Liberale Italiano a Trento come segretario del Consigliere Provinciale Italo Craffonara. Nel 1991 passa alla Lega Nord. È stato membro del consiglio della Provincia autonoma di Trento nella XI e XII legislatura, dal 1993 al 2003. Alle elezioni amministrative del 2005 è stato il candidato sindaco di Trento per la Lega Nord. Alle elezioni del 2006 è stato eletto al Senato della Repubblica. Dal 7 giugno 2006 è segretario della quarta Commissione permanente (Difesa). È stato ricandidato alle elezioni del 2008 nel collegio uninominale di Trento col simbolo del Popolo della Libertà e confermato. È conosciuto in ambito provinciale come "mister espulsioni" o "il purga" per essere stato negli anni promotore dell'espulsione di almeno una ventina di suoi colleghi di partito, tra cui alcuni Onorevoli e Consiglieri Provinciali. Nel 1995 in occasione delle elezioni comunali di Trento ad un congresso usò nei confronti dei trentini la frase che era di Benito Mussolini secondo cui i trentini erano come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone.
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Il commento di Pietro Ancona: “Un autorevole gruppo di parlamentari della destra pdl e leghisti ha presentato un emendamento che introduce nel reato di violenza contro i bambini la “lieve entità” allo scopo di evitare l’arresto dei criminali e di diminuirne la eventuale pena. Una questione di grande allarme sociale e delicatissima viene risolta, senza alcun dibattito preliminare, quasi di nascosto, nel corpo di una legge che si occupa delle intercettazioni telefoniche, la cosidetta “legge bavaglio”.

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