martedì 8 giugno 2010

PDL, il Kaiser spara, la Giustizia si muove



Quante belle notizie oggi! Andiamo con ordine.

Dopo il Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino era toccato al senatore Nicola Di Girolamo, e adesso è il turno del senatore Vincenzo Nespoli. Per la terza volta in sette mesi il Parlamento (fermo per legiferare perchè "non c'è copertura finaziaria" se non per le leggi che interessano a Berlusconi) è chiamato ad esprimersi sul destino di tre uomini del Pdl raggiunti da ordini di custodia cautelare. Dentro o fuori? Stasera è la volta di Nespoli, il sindaco di Afragola. La Giunta delle Immunità del Senato tra poche ore si riunirà per decidere se autorizzare l’arresto del parlamentare accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio, due classici reati da affaristi. Roba da poco, viste le noie del Kaiser, ma pur sempre reati gravi. Nei confronti di Nespoli vi è anche l’ipotesi di reato di corruzione elettorale, che sarebbe però prescritto, per aver promesso assunzioni nella società in cambio di voti. Ma si parla anche di soldi. Immediata e patetica è arrivata la solidarietà di Cicchitto, l'uomo che mette la faccia nel fango.

La Giustizia quindi è sempre in moto. A proposito di Giustizia (e di lacci al suo lavoro), parliamo del DDL sulle Intercettazioni e sul bavaglio alla Stampa. Il Kaiser, primo ad avere interesse (poi c'è la criminalità organizzata a ringraziare) a che le intercettazioni vengano castrate e l'informazione sia distrutta facendo imperare il silenzio, ha detto che dopo gli emendamenti al Senato il testo verrà blindato alla Camera: nessuna possibilità di discussione per i deputati quindi. Evviva la Democrazia! Il Re decide, le camere devono approvare e basta. Nessuna discussione. La brutta notizia è che Berlusconi è riuscito a raggiungere il compromesso coi finiani, sui quali l'Italia faceva affidamento erroneamente quindi, e costoro voteranno per il sì.

Sempre il Kaiser ha messo i paletti alla RAI (quella che dovrebbe fare servizio pubblico), dicendo: "Se la Rai non cambia, non firmo il contratto di servizio". Un ricatto in piena regola sputato in faccia non solo a chi (sempre meno) lavora onestamente in RAI, ma anche a chi ha le redini del potere, i podestà delle reti, e non stanno riuscendo a uccidere l'informazione e il dissenso alle sparate del ducetto nano e triste, padrone di quasi tutto, ma non delle trasmissioni "faziose", e cioé quelle che lavorano per il bene comune, a differenza, per fare un esempio, del TG1 di Minzolini.

E' sempre più conflitto di interessi, ma il conflitto di interessi non fa più notizia, non suscita più tanto scandalo, a furia di essere distratti da tanta stupidità buttata dalla TV, quasi non ci si preoccupa del vero pericolo, del vero nemico dell'Italia.

Nessun commento:

Posta un commento