lunedì 28 giugno 2010

Pressione fiscale alle stelle, Economia nel baratro: 1 anno di governo Berlusconi

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Il rapporto di Sua Emittenza con le tasse è sempre stato burrascoso, date le continue indagini per evasione fiscale condotte dalla Finanza e dalla Magistratura sin dagli albori del suo impero economico. Ma il Kaiser si è saputo difendere: modificando gran parte delle disposizioni civili e penali che lo riguardavano da vicino (la maggior parte delle quali votate da Fini e Casini, che oggi fanno i moralisti, non scordiamolo).


La più grande promessa di Silvio Berlusconi in campagna elettorale è stata sempre la stessa: "ridurremo le tasse", parole dette a voce alta, cui sono seguiti spesso e volentieri aperti inviti all'evasione fiscale, e oggi siamo al punto che l'evasione fiscale è il marchio di fabbrica dei contribuenti italiani. Io pago le tasse, mi sveno per farlo, ma ci sono milioni di italiani che non lo fanno. Secondo una stima aprossimativa fatta di recente, l'evasione fiscale in Italia oggi raggiunge le cifre di una manovra finanziaria... della serie: se tutti pagassimo le tasse per un anno, l'economia ripartirebbe di slancio, figuriamoci se le pagassimo tutti sempre! Ma siamo in Italia, e come sono tanti gli imbecilli che danno ragione al Kaiser andandolo a votare, altrettanti sono quelli che accolgono il suo invito a non pagare le tasse.

L'ISTAT (fatevi un giro nel sito), a proposito di tasse ed economia, ha diramato i dati relativi al 2009, e c'è da preoccuparsi.

Alla faccia delle promesse elettorali di Berlusconi, le tasse in Italia sono schizzate verso l'alto invece di ridursi! Da quando Berlusconi è passato al governo, il peso del fisco sul prodotto interno lordo nel 2009 è passato al 43,2% rispetto al 42,9% verificato nel 2008, portando l'Italia al quinto posto nell'UE. Ma non è finita!

Per la prima volta dal 1991, il saldo primario (indebitamento al netto della spesa per interessi) del nostro paese è risultato negativo (-0,6% del Pil), in calo di 3,1 punti percentuali rispetto al 2008.

Il debito pubblico in Italia è sempre il più alto in Europa: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita già registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%. Il deficit/Pil 2009 è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente (si è passati dal 2,7% al 5,3%). In valore assoluto, l'indebitamento risulta pari a 80.800 milioni di euro, maggiore di 38.225 milioni di euro rispetto al 2008.

Non dimentichiamo che il tasso di disoccupazione è alle stelle: oggi siamo all'8,9% complessivo, cifra che sale al 21,3% fra i giovani, e tocca la preoccupante cifra del 33% nelle zone più povere (il che significa che in larga parte del paese un cittadino su tre non ha lavoro).

C'è una sola lettura per questi dati: Berlusconi e Tremonti hanno fallito. Loro girano con scorte, auto blu, mangiano dormono viaggiano telefonano gratis (e cioé a spese nostre) dappertutto, come tutti i membri del Parlamento e del Governo e molti altri loro colleghi negli enti locali... Noi invece non riusciamo ad arrivare decentemente alla fine del mese e abbiamo le tasse in aumento.

Però le priorità del governo dal 2008 ad oggi sono state le leggi ad personam, come il ddl intercettazioni/bavaglio, cui Berlusconi ancora oggi ha dato la "priorità assoluta" rispetto a qualunque altra cosa. Della serie: proteggiamo chi corrompe, proteggiamo chi delinque, leghiamo le mani alla Forza Pubblica e alla Magistratura, mettiamo il bavaglio all'informazione, sbrighiamoci, occupiamoci solo di questo, se poi l'Italia va a rotoli chissenefrega!

C'è spazio per una rivoluzione o abbasseremo di nuovo la testa?

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