giovedì 10 giugno 2010

Senato: il giorno della Vergogna

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Era iniziata ieri sera, quando Antonio Di Pietro e molti parlamentari dell'IDV avevano simbolicamente occupato in segno di protesta i banchi in cui siede questo governo delinquente. Stamane il presidente Schifani ha giocato sporco: cacciando l'IDV dall'aula, mentre fuori del palazzo i cittadini del Movimento Viola manifestavano pacificamente contro questa vergogna legislativa che aiuterà politici e criminali di ogni sorta a sfuggire alla Giustizia e che metterà il bavaglio ai giornalisti e all'informazione.

Al voto alla fine hanno partecipato poi non tanti senatori, tanto il numero per far passare la fiducia c'era, grazie all'inciuciata dalemiana e al "signorsì" di Gianfranco Fini e dei finiani del PDL. L'esito del voto è stato un 164 a 25, e il testo, blindato per volontà di Sua Delinquenza, adesso tornerà alla Camera per seguire la stessa tragica sorte, e cioé una spallata a colpi di maggioranza che ucciderà uno dei caposaldi del Diritto e della Democrazia in Italia.

Da notare che le discussioni democratiche sulle leggi sono state stuprate da Berlusconi ben 34 volte in questi 2 anni di governo: 34 volte è stata messa la fiducia su ddl governativi, nuovo record che supera le 29 volte della scorsa presidenza Berlusconi. La Costituzione, il dialogo (quello vero), gli emendamenti... roba che non serve al delinquente capo.

Gasparri ha messo la faccia per esprimere la soddisfazione del PDL, ricordatevelo bene quando siederemo al giudizio della Storia. Prima del voto (cui il PD non ha partecipato per protesta) ci sono state le dichiarazioni di voto, il dibattito, che ha avuto toni acesisssimi. Di Pietro: "Ancora una volta siamo stati lasciati soli a fermare una maggioranza criminale. Voi dell'opposizione e voi cittadini svegliatevi perchè fare Ponzio Pilato è anche peggio di Erode". Poi la Finocchiaro: "Questo è il massacro della liberta'". Ed ancora: "Il Pd non parteciperà al voto. Questa legge non tutela la privacy dei soggetti ma i criminali, uccide la libertà di informazione e limità i mezzi a disposizione degli investigatori per individuare e punire i colpevoli", e chiude tra gli applausi dei suoi.

La mattinata finisce con il voto scontato. Il Pd, l'Mpa e i sette senatori a vita non partecipano. Idv e radicali votano contro. Nel frattempo Di Pietro annuncia il referendum abrogativo e Anna Finocchiaro prevede l'intervento della Corte Costituzionale: "Questo testo sulle intercettazioni è pieno di errori, di elementi di irragionevolezza, e ha profili di incostituzionalità molto seri".

Ora la palla rimbalza alla Camera, dove il testo rimarrà blindato: la delinquenza vuole impunità velocemente, e impunità avrà.

Oggi è il 10 giugno 2010, e il governo ha commesso uno dei peggiori atti criminali nella storia d'Italia, io non lo dimenticherò, mai.

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