lunedì 28 giugno 2010

Sentenza Dell'Utri: politica (assoluzione) o giuridica (condanna)?

.
Siamo al quinto giorno di camera di consiglio per il tribunale di Palermo che deve decidere se confermare (ed eventualmente aggravare) la condanna di primo grado per il senatore Dell'Utri (nella foto mentre bacia Totò Cuffaro...) oppure assolverlo (Concorso esterno in associazione mafiosa). Tutti abbiamo già capito che comunque vada la parte soccombente ricorrà alla Corte di Cassazione.


Cosa succederà oggi? E' lecito chiederselo e dubitare... perché le udienze sono state terribilmente combattute, e nonostante i giudici abbiano scandalosamente rifiutato l'acquisizione di nuove deposizioni da parte di alcuni collaboratori di Giustizia (Ciancimino Jr. su tutti, che però ha consegnato preziosissimi papelli e documenti che hanno fatto scalpore direttamente dall'archivio di suo padre), il materiale probatorio a carico del fido braccio destro di Sua Emittenza si è aggravato (vedi le dichiarazioni di Spatuzza). Proprio in questi ultimi mesi si è scoperchiato il vaso di Pandora, e il nuovo e rinvigorito senso civico mostrato da più di un cittadino ha portato alla scoperta di nuove prove (documenti, registrazioni e quant'altro) a carico di Dell'Utri, il quale dopo aver lodato i fratelli Graviano perché non hanno parlato, dopo aver tessuto un abito d'oro sulle spalle del defunto mafioso Mangano, si è ancora una volta dichiarato innocente, dimenticando che anche e soprattutto la sua stessa agenda personale è una delle prove più schiaccianti a suo carico in questo processo.

Il Pubblico Ministero, alla luce anche delle nuove prove acquisite in giudizio, in una precisa e minuziosa requisitoria ha chiesto un inasprimento della condanna inflitta in 1° grado: da 9 a 11 anni di reclusione (ah Dell'Utri, stante la condanna in 1° grado, continua a sedere nei banchi del Parlamento... in qualunque altro Stato del mondo sarebbe andata diversamente, ma qui siamo nella Repubblica delle Banane, non scordiamolo).

La questione è semplice, e la difesa di Dell'Utri ha giocato sporco proprio su questo (quasi minacciando il collegio giudicante): questo processo, a seconda di come finirà, aprirà nuovi scenari nella lotta alla Mafia, perché la sentenza potrà essere o politica o strettamente giuridica (come dovrebbe essere in un paese normale). Mi spiego: una sentenza "politica" tiene conto delle implicazioni dello Stato che opera attraverso la Magistratura nella lotta alla criminalità organizzata in generale (e alla Mafia in particolare), e rappresenta quindi una scelta di parte: non spezziamo la Mafia, blocchiamo la lotta ad essa (così magari evitiamo una nuova stagione di stragi come negli anni '90), quindi assolviamo. Una sentenza strettamente giuridica invece tiene conto solo delle prove acquisite in 1° grado e di quelle sopravvenute in 2° grado (nessuna influenza esterna, in pratica), e procede a una praticamente sicura condana. Ma non c'è solo questo, purtroppo.

Il collegio giudicante del processo a Marcello Dell'Utri è composto da Claudio Dall'Acqua, Salvatore Barresi e Sergio La Commare, e costoro sono in Camera di consiglio da giovedi'. Nei giorni scorsi i tre giudici sono stati al centro di polemiche dopo alcuni articoli apparsi su Il Fatto quotidiano e l'Espresso e dopo l'editoriale di Travaglio del lunedì, quello che va in diretta streaming alle 14:00. Potete leggere QUI (c'è anche il video) cosa è venuto fuori riguardo ai tre giudici, una cosa scioccante! Parrebbero le persone giuste al posto giusto e al momento giusto, ma non aggiungo altro: leggete pure (o guardate il video) e fatevi Voi un'idea.

La cosa che puzza è che nell'ultima udienza gli avvocati di Dell'Utri hanno espresso solidarietà ai tre giudici per il fatto che sono venute fuori queste notizie preoccupanti (per noi, cittadini onesti) che li riguardano! Di solito i giudici non graditi agli imputati in questo genere di processi vengono additati con una richiesta di ricusazione (generalmente rimandata al mittente), qui invece ci sono le lodi... e noi pensiamo... ma cosa significa?

Ma non dimentichiamo soprattutto una cosa: Dell'Utri è da anni il principale collaboratore di Berlusconi, una sua condanna gioverà o nuocerà agli interessi del premier? Terranno conto anche di questo i tre giudici?

E allora, cosa avremo oggi (o comunque nei prossimi giorni)? Un papocchio oppure Giustizia? Staremo a vedere.

.

Nessun commento:

Posta un commento