giovedì 17 giugno 2010

Sondaggi: sempre più a fondo Berlusconi. Intanto l'Anm si attiva

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Cavolo, vi ricordate in campagna elettorale nel 2008 tutti i sondaggi citati da Berlusconi? Che fine hanno fatto? Perché Berlusconi non ne parla più anzi cerca di acquistare le società che gestiscono i sondaggi? La risposta è semplice: perché i consensi al Kaiser sono in caduta libera e presto sentiremo il tonfo. La società Ipr Marketing, una delle poche società di sondaggi ancora non acquistata da Berlusconi, ha reso noti gli esiti del suo ultimo sondaggio sul gradimento degli italiani nei confronti dell'operato di Berlusconi. Ma ricapitoliamo.


La Ipr Marketing nel 2008 ad ottobre indicava nel 62% l'indice di gradimento della cittadinanza italiana su Berlusconi. Tale numero da quel picco (appena dopo le elezioni che lo videro vincitore grazie alla campagna elettorale delle sue reti TV e della sua stampa: un bombardamento alla ricerca del consenso e contemporaneamente teso alla distruzione degli avversari politici) ha iniziato una discesa inesorabile. Tappa intermedia il 48% di fine 2009, e oggi arriviamo al 41%! Il Kaiser quindi è ai minimi storici. Del resto l'Italia è distrutta, economicamente allo sbando, perché il governo Berlusconi si occupa solo delle esigenze del premier stesso e della casta (senza lesinare favori legislativi alla criminalità organizzata) e si disinteressa dei problemi del paese. La disoccupazione è alle stelle, i tagli alla Scuola Pubblica, alla Magistratura eccetera hanno prodotto una grande disaffezione nel popolo. Della serie: toccagli le tasche e ti gireranno le spalle.

Ma è anche vero che ci sono altre cause che spiegano questa caduta libera: la maggiore e più corretta informazione attuata dal nuovo quotidiano Il Fatto Quotidiano, che ha fatto un boom di abbonamenti e di vendite giornaliere. Questo quotidiano non serve padroni, quando occorre fa a pezzi pure il PD e l'IDV (vedi il caso De Luca in Campania) e ha avuto le palle di pubblicare per primo tante notizie prima sconosciute in quanto non pubblicate da altri giornali. Il caso Santoro in RAI poi ha suscitatato grande attenzione verso la sua trasmissione Annozero (la più seguita in RAI), dove si raccontano tante porcherie berlusconiane e non solo, e la gente si documenta e informa. E poi ogni tanto l'opposizione si oppone e alza la voce (più l'IDV del PD, a onor del vero). Ma soprattutto il primo dato: la caduta della nostra economia e la disoccupazione crescente, questi sono i fattori che hanno spinto tanti italiani a voltare le spalle a Berlusconi, il quale se non avesse l'appoggio della Lega Nord (e del suo ignorante e razzista elettorato, numerosissimo al Nord) sarebbe già crollato in ognuna delle decine di votazioni di "fiducia" imposte al Parlamento per evitare il dibattito democratico nell'approvazione delle leggi.

Berlusconi crolla, e con lui il PDL. E la nuova onda che nasce dalla Sardegna, dove alle recentissime amministrative c'è stata una Caporetto per il PDL, con Berlusconi che non si è nemmeno presentato in campagna elettorale, arriverà oltre Tirreno e spazzerà via tutto. E ancora tanti, troppi scandali a sfondo sessuale, tanta corruzione sputtanata dalla Forza Pubblica, dalla Magistratura, e dai giornali. Berlusconi reagisce col Bavaglio, ma questo si sta rivelando un pericoloso boomerang per lui. Lo è anzitutto perchè nel PDL c'è vergogna e dissenso ben dichiarati per questa legge scandalo. Lo è ancora di più poi perché la gente sta riscoprendo senso civico, e grazie alla Rete (altra fucina di libero pensiero e libera informazione) si organizza la protesta. E ormai il Minzolini, il Fede, Feltri o Belpietro di turno non bastano più: la gente sta aprendo gli occhi, giorno dopo giorno. Oramai Internet è mille volte meglio di quasi tutti i TG che vediamo ogni giorno.

Nell'ambito della Giustizia proprio in questi giorni si stanno iniziando a vedere vere proteste, proprio ora che (con tutte le notizie di corruzioni che girano) la gente sta tornando ad incazzarsi come all'epoca di Mani Pulite. Nei tribunali sono iniziate oggi, alle 12:00, le assemblee promosse da magistrati, avvocati e personale giudiziario con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ai "gravi problemi che attanagliano la giustizia", i magistrati del Consiglio di Stato fanno sapere di essere intenzionati a scioperare contro la manovra il 1° luglio, assieme a tutti gli altri togati. Tuttavia, i consiglieri di Stato aderenti all'Associazione nazionale di categoria precisano, con una nota, che "volutamente" lo stato di agitazione è stato fissato per quel giorno, quando a Palazzo Spada non si tengono né udienze né adunanze. Pertanto i Consiglieri di Stato "si limiteranno a astenersi virtualmente dal lavoro e a rinunciare alla retribuzione per tale giornata, senza cagionare alcuna conseguenza né disagio per l'utenza", mostrando forte senso civico e rispetto verso tutti, esattamente quello che Berlusconi non conosce. Alfano ovviamente tace... lui che dovrebbe difendere la categoria è invece il suo primo nemico, lui che dovrebbe tutelare gli operatori del mondo della Giustizia è sempre il primo a voltare loro le spalle.

L'Anm parla apertamente di "Tagli e attacchi, ma non siamo casta". Così si è pronunciato Nino Di Matteo, presidente dell'Anm di Palermo, all'assemblea dell'associazione sui tagli alla magistratura della manovra finanziaria. "L'associazione è stanca dei continui tagli e attacchi alla magistratura. Non ci stiamo ad apparire come casta. La vera casta è formata, probabilmente, da chi ci attacca e denigra ogni giorno". "Vogliamo essere messi nelle condizioni di lavorare e soprattutto vogliamo che finisca questa campagna denigratoria di cui la manovra è solo l'ultimo tassello. Ci chiediamo perché deve essere colpito solo il pubblico impiego, perché non le ricchezze o i patrimoni illeciti". Sulla manovra economica poi: "Non arretreremo di un solo millimetro, per la tutela e la difesa del settore giustizia", ribadisce il presidente dell'Anm Luca Palamara intervenendo oggi all'assemblea indetta dal Patto per la Giustizia nel tribunale di Roma ed alla quale hanno preso parte magistrati, avvocati e personale amministrativo. "Soprattutto - aggiunge - non arretreremo sulla iniquità della manovra e sugli aspetti di irragionevolezza, compresi quelli relativi alle retribuzioni".

E' uno scontro sempre più aperto, solo che ora sempre più persone si sono tolte il prosciutto dagli occhi, e l'onda non si ferma.

Guardate questo, intanto:



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