martedì 22 giugno 2010

Una riflessione sulla Crisi Economica nel mondo e in Italia

.
Pubblico uno spunto di riflessione scritto da un amico che fa politica nell'Italia Dei valori, spero possa stuzzicare la vostra capacità critica quanto ha stuzzicato la mia.


La crisi economica: perché e chi la subisce
di Isidoro Aiello

La Crisi Economica è entrata nella coscienza collettiva, tutto il vivere umano né è condizionato, i sacrifici, le restrizioni, i tagli indiscriminati dello stato sociale sono, almeno nei paesi occidentali, l’inesorabile conseguenza della Crisi, divenuta ormai il Demiurgo che gestisce gli affanni umani. Tutti la danno per scontata e né accettano passivamente le conseguenze. Credo invece che sia necessaria una analisi critica, non da economista, ma da uomo della strada che cerca di non perdere il buon senso.
La crisi è stata innescata dalla estrema facilità con cui veniva erogato il credito negli USA per l’acquisto della casa e non solo, e dalla consapevole scelta delle stesse banche esposte a trasformare i loro crediti, difficilmente esigibili in derivati od altri prodotti finanziari che vendevano il debito, cioè il niente o quasi niente, a prezzi elevati, ingenerando negli acquirenti l’aspettativa di forti guadagni. Truffare il prossimo significa vendere il niente facendo intravedere valori fantastici, giocando sulla buona fede e sull’inganno, sulla tendenza dell’uomo a farsi affascinare dai sogni.
Le banche ed altri istituti di credito hanno messo in piedi consapevolmente la più grande truffa di massa del mondo moderno. Come per ogni truffa viene il momento della verità. La carta di questi titoli e derivati è ritornata a valere il costo della carta, distruggendo enormi ricchezze fittizie e mettendo in crisi gli equilibri finanziari mondiali. Ma è davvero pensabile che i grandi della finanza e gli Stati che governano il mondo non fossero in grado di prevedere tutto questo e siano stati presi alla sprovvista? Non sarà forse che tutto ciò sia avvenuto in modo programmato come strumento della globalizzazione o meglio come strumento per scaricare i costi e le responsabilità di politiche dissennate, compiute da alcuni Stati per garantirsi potere e ricchezze afferenti in realtà alle multinazionali, che sono le vere padrone del mondo. Gli Stati per evitare il tracollo finanziario hanno investito grandi risorse finanziarie pubbliche, cioè i soldi dei cittadini, nelle banche e negli istituti di credito che erano i principali artefici consapevoli della Crisi per evitarne il fallimento. Naturalmente la scarsità di risorse finanziarie dei cittadini che erano stati costretti attraverso i finanziamenti pubblici a ripianare i debiti delle banche, hanno determinato una grave contrazione dei consumi.
A questo punto inevitabile è stato il trasferimento della crisi sul sistema produttivo con le note conseguenze occupazionali. La crescita della disoccupazione ha messo in grave difficoltà la classe lavoratrice, ne ha pesantemente ridotto il potere contrattuale, tanto dal rendere mercificabile la rinuncia alla dignità ed ai propri diritti elementari, conquistati con un secolo di movimenti e scontri sociali , che sono stati il lievito per la costruzione degli stati moderni fondati sulla democrazia, sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini. La crisi finisce quindi per essere pagata non solo in termini di arretramento del benessere, ma anche come perdita di diritti acquisiti e di servizi sociali, di cui hanno maggiore necessità le classi più deboli.
Nessuno dei responsabili ha pagato in prima persona, se non marginalmente. La ricchezza ed il potere sono sempre più concentrate nelle mani di pochi , e la collettività , l’unica non responsabile, che è stata truffata, ha ottenuto in premio un arretramento della qualità della vita. Questa nuova Divinità, la Crisi da cui tutto deriva, deve essere contrastata con ogni mezzo dalla società civile, che deve però acquistare piena consapevolezza dell’inganno.

A livello italiano il governo Berlusconi e la gran parte della classe politica ed imprenditoriale propongono senza mezzi termini un arretramento dello stato sociale ed un riduzione dei diritti acquisiti dei lavoratori con il pretesto della mancanza di risorse pubbliche e di incompatibilità finanziarie. In realtà il governo italiano spreca ogni anno enormi risorse per garantire i privilegi di una casta corrotta, che vive nel lusso e nel disprezzo dei bisogni altrui. La Corte dei Conti nell’ultima relazione annuale ha calcolato che il costo dell’intreccio politica-affari-corruzione è di circa 60 miliardi di euro l’anno, il gettito evaso, non certo dai lavoratori dipendenti, raggiunge la cifra di 120 miliardi di euro l’anno, come risulta da analisi della Banca D’Italia, e la mancata abolizione delle Province altri 10 miliardi l’anno. Senza considerare altre voci quali lo sperpero di danaro pubblico per salvare l’Alitalia, 4 miliardi, l’indecoroso gettito di 6 miliardi dello scudo fiscale che ha consentito con un obolo del solo 5% il rientro dei capitali frutto, nel migliore dei casi, di evasione fiscale e certamente del ricavato della malavita organizzata (negli altri paesi europei l’operazione è stata condotta con aliquote molto più alte e senza la garanzia dell’impunità), e che avrebbe dovuto garantire un gettito di almeno altri 25 miliardi. La somma che strutturalmente potrebbe entrare a fare parte del bilancio dello stato sarebbero dunque 190 miliardi di euro l’anno, mentre i mancati introiti non strutturali sommati all’affare Alitalia ammonterebbero a circa 30 miliardi.
Il governo italiano e quasi tutto il mondo politico ed imprenditoriale gridano che sono necessari tagli alla spesa pubblica e soprattutto allo stato sociale, le cui prestazioni non sarebbero più compatibili con le risorse di bilancio. L’informazione o meglio la disinformazione di regime suona quotidianamente la grancassa e tutti i cittadini sembrano convinti dell’ ineludibilità dei sacrifici che tutti ,cioè solo i soliti noti, dovranno inesorabilmente accettare. Si fanno convegni, grandi dibattiti per discutere su come è meglio distribuire i sacrifici senza togliere l’assistenza domiciliare al grave andicappato o a come non chiudere alcuni asili nido, necessario alle famiglie per procacciarsi con il lavoro un reddito da sopravivenza.
Naturalmente la Chiesa ed i politici di ispirazione cristiana si riempiono la bocca con la necessità di attuare politiche efficaci a favore delle Famiglie, sì per le loro! Per quanto tempo ancora i cittadini italiani, e non solo, continueranno a farsi prendere per il culo da questa classe dirigente, fatta di privilegiati, di corrotti, ma soprattutto di spudorati!!!
Basterebbe che si riducessero gli sprechi legati alla politica , consulenze enti inutili fatti solo per dare prebende ai propri fedelissimi, e quelli connessi con la corruzione, diciamo del 50%, e già questo libererebbe risorse per 30 miliardi. Riducendo con strumenti e leggi adeguate l’evasione fiscale del 30% si renderebbero disponibili nel bilancio dello stato altri 40 miliardi, l’abolizione delle province ne porterebbe altri 10. La somma totale di questi interventi, che dovrebbero essere richiesti a gran voce e pretesi dai sindacati, dai rappresentati politici in tutte le istituzioni, dalla Banca d’Italia e da tutti le organizzazioni sopranazionali, ammonterebbe ad 80 miliardi di euro. Non ci sarebbe pertanto necessità di alcun taglio allo stato sociale ne di una manovra correttiva di 25 miliardi da lacrime e sangue... per il popolo naturalmente! Al contrario si avrebbero tutte le risorse necessarie per investimenti seri nella ricerca scientifica, nello sviluppo di tecnologie avanzate, le uniche in grado di rilanciare investimenti ed occupazione. Al contrario chi ci governa, ma anche gli imprenditori, vedi Marchionne , fanno la politica di ridurre il costo del lavoro e quindi i salari per equipararli a quelli dei paesi in via di sviluppo, cercando la competitività nel manifatturiero e risolvendo la sfida della globalizzazione nel modo più ottuso e dannoso per la nostra gente.
I grandi paesi nei momenti di crisi investono in formazione, ricerca ed innovazione, noi invece entriamo in competizione con i lavoratori della Cina o del sud est asiatico : grande politica lungimirante, per realizzare la quale utilizziamo consapevolmente gli extracomunitari, li mettiamo in competizione con i nostri concittadini, costruiamo leggi razziste paventando rischi e pericoli, senza dire che sono necessari al sistema Italia, voluto da questa destra imprenditoriale incolta ed ottusa, che non riesce a capire neppure quali siano i propri interessi di lungo respiro, ricattiamo i nostri concittadini, chiedendo loro di rinunciare a diritti elementari in nome della Crisi e della Globalizzazione!!!.
E’ necessario che tutti i cittadini acquistino coscienza di tutto ciò, che i mezzi di informazione ritornino a fare il loro mestiere senza condizionamenti diretti (editori) ed indiretti (pochezza culturale) e che una nuova classe dirigente si batta per scardinare questo sistema economico e di potere ingiusto, ignorante, stupido, prevaricatore ed antidemocratico. La consapevolezza non può che portare alla ribellione e sarebbe ora che le coscienze si risvegliassero dal letargo in cui sembrano cadute, e ricuperassero iniziativa politica riconsegnando alla vita sociale valori, entusiasmo e prospettive per il futuro, facendo uscire il popolo dalla depressione di massa in cui è sprofondato negli ultimi 20 anni.

.

Nessun commento:

Posta un commento