mercoledì 14 luglio 2010

Appalti pubblici, corruzione e segreti di Stato

.
Leggendo l'Espresso ieri sera mi sono imbattuto in una notizia agghiacciante, che butta una nuova fetida cappa nera sull'operato dei ministeri del governo Berlusconi. Nella nuova manovra economica in fase di ultimazione il governo dà un sonoro calcio in faccia ai principi di Legalità e Trasparenza dei lavori pubblici, da sempre cardini dell'attività amministrativa, vera e propria conquista del pensiero giuridico occidentale degli ultimi anni.


Cosa succede adesso? Leggiamo l'art. 8, comma 10 della manovra per risanare i conti pubblici: "All'art. 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo la lettera D, è inserita la seguente: D-bis 'adottano i provvedimenti previsti dall'art. 17, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni'". Ora son sicuro che a tutti sarà venuta la nausea, perchè all'apparenza questo articoletto non dice niente, essendo redatto nella consueta forma incasinata tesa a superare gli occhi più distratti (tipico linguaggio di questo governo, che cerca sempre di nascondere le sue nefandezze).

Ma cosa significa tutto questo, tradotto in linguaggio comprensibile? Ecco: d'ora in poi qualsiasi dirigente ministeriale è libero di assegnare appalti con procedure segrete.

Spieghiamoci. Una delle conquiste del diritto amministrativo è stata quella di creare delle procedure chiare e precise per l'assegnazione dei lavori pubblici: pubblicazione di un bando di gara con requisiti appositi, presentazione di domande da parte delle ditte private, valutazione e scelta da parte di un team di esperti nominato dal ministero. Certo, un ministero furbo metteva le persone giuste nei posti giusti, se voleva favorire chi voleva, ma almeno la procedura era sotto il sole, e noi cittadini avevamo un minimo di possibilità di informazione e controllo.

Oggi queste regole non valgono più: i lavori pubblici potranno essere tutti appaltati in gran segreto... non sapremo a chi, quali saranno i costi, non sapremo niente.

La segretezza e sicurezza di alcuni tipi di appalti pubblici, decisi dai vertici della politica (ministeri o presidenza del Consiglio), esisteva già, sia chiaro. Ora però queste eccezione alla trasparenza è estesa a tutti colori che siedono nei posti decisionali di caposettore! Opere, servizi, forniture, tutto può essere secretato!

Perché questo? Perché in quest'ultimo anno sono stati portati alla luce centinaia di casi di lavori decisi male, appaltati malissimo, e ancora peggio relizzati, con la stola di corrotti e corruttori che si hanno spartito i soldi degli appalti. Il caso de La Maddalena qui in Sardegna è uno dei più gravi.

La maggioranza che ci governa quindi vuole che non si sappia come vengono spesi i NOSTRI soldi per la realizzazione delle opere pubbliche, per la creazione dei servizi pubblici, per la realizzazione delle forniture.... niente! Il governo non vuole più rendere conto di quello che fa a nessuno, chiaro? Sputtanato dappertutto, perché quasi ogni opera pubblica è sotto controllo da parte della Magistratura, dato che i responsabili della Protezione Civile sono quasi tutti sotto processo o indagini (da Bertolaso all'ultima delle mezzemaniche), il governo vuole gettare un telo e coprire le proprie malefatte.

Questa è una disposizione che favorisce la corruzione, istituzionalizza quel sistema di appalti e mazzette che Bettino Craxi aveva ben creato negli anni in cui era al governo, e per cui era stato condannato (da latitante e non esule, sia chiaro e ricordiamolo ancora)) in via definitiva al carcere. Ogni politico che è arrivato lassù in alto col voto di scambio (che è un reato, ricordiamo anche questo), potrà ringraziare i propri grandi elettori (parenti e "amici") dandogli in appalto di tutto, a costi che sosterremo noi, senza la minima possibilità di operare un controllo. E siccome la criminalità organizzata affonda le sue mani ampiamente in questo settore, il gran favore ruguarda soprattutto essa.

La notizia, inveo passata in sordina da noi, è comunque approdata a Bruxelles, destando forti preoccupazioni in seno alla comunità internazionale, in un comunicato si legge: "La questione è fino a dove si spinge l'interesse nazionale e la sicurezza, criteri che non possono doventare abusivi". Sarà disposto l'invio di Ispettori ONU anche per questa porcheria, com'è già stato deciso per il Ddl Intercettazioni? Finiremo (giustamente) commissariati per ogni cosa?

Segretezza, corruzione: il malaffare governa l'Italia.

.

Nessun commento:

Posta un commento