giovedì 29 luglio 2010

Condannato chi si nascose col legittimo impedimento

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Aldo Brancher, ex finto ministro dell'attuale governo Berlusconi, l'uomo che fu premiato col legittimo impedimento perchè ai tempi di Mani Pulite stette zitto e salvò un bel po' di "amici", è stato condannato a 2 anni di reclusione e 4.000 euro di multa. L'accusa aveva chiesto 2.000 euro in più, ma non conta: con gli stipendi che prendono i nostri politici queste cifre sono ridicole.

Brancher condannato quindi, sì: c'è ricascato nuovamente, in quei giochi di mazzette e di affari illeciti che tanto piacciono a chi fa politica ad alti livelli (particolarmente nel PDL, ma non solo) e a chi guida le società che con la politica fanno affari (Chiesa compresa). E' il processo svoltosi a Milano con rito abbreviato (altrimenti la condanna sarebbe stata ben più pesante: furbo Brancher che l'ha chiesto tramite i suoi legali) su un filone dell’inchiesta sulla tentata scalata ad Antoveneta da parte di Bpi.

Il leghista è stato giudicato colpevole di due episodi di ricettazione e altri due episodi di appropriazione indebita: bricioline, rispetto agli affari che la cricca fa con l'attuale P3, ma pur sempre qualcosa... diciamo che è solo una delle pietroline del lungo sentiero del malaffare, una delle tante.

Da sottolineare che la condanna ha riguardato anche il capo 6 d’imputazione relativo all’episodio che coinvolgeva anche il ministro Roberto Calderoli (sempre della Lega) la cui posizione era stata però archiviata. Tale episodio riguarda la ricettazione di 200.000 euro recapitati dall’ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani all’allora parlamentare in una busta il 31 marzo 2005. L’ex ministro, invece, è stato assolto nell’ambito di ulteriori due capi di imputazione. Il giudice ha quindi stralciato la posizione della moglie del politico, Luana Maniezzo disponendo la trasmissione degli atti per competenza al tribunale di Lodi.
"Il processo ha piu’ gradi di giudizio. Vedremo cosa fare dopo le motivazioni". E’ questo il primo commento del legale di Brancher, dopo la condanna del suo assistito. "Il giudice ha condiviso parzialmente la linea difensiva".

Più interessante e giusto questo commento: "Adesso esiste la prova provata che la nomina a ministro di Brancher è stata effettuata solo per sottrarlo alla condanna nel processo Antonveneta", dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Adesso Berlusconi si assuma la responsabilità politica di una nomina immorale che ha messo in imbarazzo anche il Presidente della Repubblica e rassegni immediatamente le proprie dimissioni". Questo ovviamente non succederà, del resto se dovesse guardare ai suoi capi d'imputazione Berlusconi dovrebbe suicidarsi, altro che dimissioni.

Il commento a questa pagliacciata è molto semplice: è stata la rivolta della società civile a portare Brancher alle dimissioni, e sono stati giornali come Il Fatto Quotidiano, Repubblica, L'unità oltre che il settimanale L'Espresso a informare i cittadini su quanto stava accadendo. Non sono serviti al Kaiser e alla Casta i silenzi o le panzane dei Minzolini o Fede di turno: la gente si è incazzata e all'interno del PDL è montata la protesta, coi finiani a fare la voce grossa.

Bel casino nel centro destra: la Lega ricatta Berlusconi, i finiani si staccano da certi atteggiamenti immorali e fanno i moralisti, nascono tante piccole correnti centrifughe, e grazie alla rete i giovani elettori del PDL esprimono il loro astio nei confronti dei Brancher, Cosentino di turno (fatti dimettere)... dimenticandosi che sotto il profilo delle illiceità civili e penali il peggiore è prorpio il loro adorato capo (che mai si dimetterà), quello basso, quello triste, perchè vede un tunnel con una sola uscita: il carcere.

Finirà come Craxi? E cioé finirà latitante all'estero? Io ne sono sicuro!

Sì, avete letto bene: latitante e non esule, è bene ricordarlo ogni tanto, su Craxi si è avviato un revisionismo vittimista davvero patetico, e Berlusconi si accoderà, vedrete. Gli conviene.

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