lunedì 19 luglio 2010

Jacopo Fo, Bersani e Di Pietro

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Una lodevole iniziativa di Jacopo Fo, che scrive ai leader del PD e dell'IDV. Non ho notizia di risposte da Bersani, Antonio Di Pietro invece l'ha fatto, subito, ed è passato ai fatti. Quando la politica risponde alle esigenze dei cittadini. Notate che ovviamente Fo si è ben guardato dall'indirizzare una missiva a Bossi o Berlusconi, sa bene infatti che quelli non hanno a cuore le esigenze dei cittadini, ma qualcos'altro.


Caro Bersani, facciamo cose (di sinistra)
di Jacopo Fo

Caro Bersani, perché non facciamo noi la politica dei fatti?
Ci sono migliaia di Comuni in mano al centro sinistra. Perché non li convinciamo a tagliare i costi energetici? Si stanno buttando via centinaia di milioni di euro. La smettiamo?

Tentar non nuoce, così ti scrivo questa lettera. Perché oggi mi sono svegliato e mi son detto: “Io proprio non capisco!”
Ti sarà capitato di entrare in un ospedale, in inverno, e notare che fa un caldo notevole e le finestre dei corridoi sono spalancate. A me sembra strano che ai cittadini e agli amministratori pubblici non venga una vampata di rabbia a vedere questo. Sono soldi buttati al vento. Basterebbe mettere i termostati, degli aggeggini meravigliosi che spengono il riscaldamento quando si raggiunge la temperatura desiderata. Così si evita di far bollire le persone che poi aprono le finestre e buttano via il calore e i soldi. Il 2% della bolletta energetica dello Stato Italiano la buttiamo via perché in Italia non si capiscono i termostati.

Qualcuno ti dirà che questo è il solito discorso minimalista: “Con tutti i tragici problemi che abbiamo in Italia dobbiamo occuparci delle questioni strutturali non delle bazzecole.”
Ma io penso che non sia così. Innanzi tutto stiamo parlando di centinaia di milioni di euro che comuni, province e regioni stanno buttando via. E lo dico dopo aver fatto i conti con un gruppo di ingegneri (http://www.jacopofo.com/?q=node/1677). Gli stessi ingegneri (ad esempio il professor Maurizio Fauri dell’Università di Trento) con i quali siamo intervenuti nel comune di Padova, grazie al sindaco Pd, Zanonato, tagliando un milione e mezzo all’anno di spese comunali. Ci siamo riusciti sostituendo le lampadine dell’illuminazione pubblica, i regolatori e le caldaie. Ma gli interventi che si potrebbero realizzare sono decine. Si potrebbero spegnere i riscaldamenti delle scuole la domenica, si potrebbero isolare i tetti, mettere i tripli vetri, pannelli solari termici e fotovoltaici, impianti che producono biogas dalle biomasse solide o umide, buttiamo tonnellate di rifiuti vegetali in discarica e si potrebbe invece produrre denaro. Si potrebbe produrre gas combustibile anche dalle acque di fogna e dal letame delle stalle. Soldi dalla cacca: a me sembra di sinistra. Potremmo costruire fitodepuratori che non utilizzano pale o pompe ma solo i batteri. Si potrebbero sfruttare il vento, le correnti del mare, i corsi d’acqua, con piccole turbine piazzate sul fondale, non creano problemi di installazione, sono praticamente invisibili, hanno un diametro di 120 centimetri.
Potrei andare avanti per pagine a elencare tutte le azioni che un’amministrazione pubblica potrebbe compiere per ottimizzare l’efficienza energetica e combattere gli sprechi (vedi http://www.ecofiera.it/).

Ed è interessante notare che per concretizzare questi miglioramenti le amministrazioni non devono tirare fuori un soldo. Il risparmio è talmente cospicuo che l’investimento si può ripagare da sé negli anni, con una parte di quel che si risparmia, il resto finisce nelle casse comunali. E in un momento così difficile per l’economia si potrebbe mettersi d’accordo con una banca che anticipa al comune i risparmi dei prossimi anni.
Sono cose che di certo sai, e che hanno capito molti sindaci del Pd, tant’è che lo stanno facendo. Ma in modo disorganizzato. Un impianto solare qui, un impianto di fitodepurazione là…
Ma ti immagini che risparmio potrebbe realizzare il comune che adottasse tutte le tecnologie convenienti in un colpo solo?

E si potrebbe anche coinvolgere i cittadini a partecipare economicamente a questa razionalizzazione delle risorse energetiche. Il sindaco Pd di Peccioli, Renzo Macelloni, lo ha fatto. Un impianto fotovoltaico che ha come azionisti-soci i cittadini. Grazie alla legge che avete fatto voi con il governo Prodi, che finanzia al 100% gli impianti fotovoltaici, una legge santa. Un vero affare per gli abitanti di Peccioli. Ma a Peccioli hanno realizzato anche una discarica che funziona, non disperde veleni nell’ambiente. Anche perché recuperano il biogas che l’immondizia produce e anche lì i cittadini ci guadagnano. E’ un posto tanto pulito che ci hanno fatto sopra un concerto.
Poi hanno anche il dissociatore molecolare, sempre lì a Peccioli. Una roba che non brucia i rifiuti, li trasforma in gas portandoli a 400 gradi circa, in assenza di ossigeno. Col gas poi produce elettricità. E anche questo, grazie alla legge che tu hai sostenuto, è finanziato al 100%. Un’altra legge santa.

E, per inciso, questo dissociatore molecolare è un impianto all’avanguardia nel mondo, niente a che vedere con gli inceneritori antiquati che si stanno costruendo in giro. Non c’è combustione, non c’è fiamma, non ci sono emissioni.
E poi ci sono altre realtà… Come non parlare di Reggio Emilia? Quelli del Pd. Sono degli esaltati. Hanno gli asili migliori del mondo. L’Asilo Diana lo ha fondato nel ’45 un gruppo di partigiani. I soldi se li sono procurati vendendo un carro armato tedesco al ferrovecchi0. C’hanno i pannelli solari, le piste ciclabili, i riscaldamenti ergonomici, le finestre empatiche, l’isolamento termico zen.
E anche qui potrei andare a raccontare per pagine le meraviglie realizzate da alcuni sindaci del tuo partito.

Ma sono comunque pochi quelli che si muovono veramente, la maggioranza dei sindaci, diciamolo, non è che non fa niente, non si può dire, ma fa poco. Sono mesi che proponiamo a sindaci e assessori la sostituzione degli impianti di illuminazione pubblica. Con Banca Etica abbiamo studiato un pacchetto che permette al comune di sostituire lampadine e regolatori a costo zero, con l’anticipo di parte del risparmio futuro. Certo tutti mi dicono: “Che bella idea!” Ma poi si perdono. Forse non si fidano.

La sensazione che ho è che i sindaci poi decidano di rimandare gli interventi perché non si sentono sicuri. Sono cose nuove, le proposte sono tante, non si sa come scegliere quella giusta.
Allora mi dico, perché non lo fai tu di portare proposte agli amministratori?
Cavolo, di te si fiderebbero.

Il Pd potrebbe organizzare un centro di consulenze, uno sportello di servizi per i sindaci, che aiuta i Comuni a non perdersi nel labirinto burocratico e e nella giungla delle offerte. Un centro che organizza strategie energetiche, certifica tecnologie, prepara i bandi, le gare d’appalto, contratta sconti con le aziende produttrici, convenzioni con le banche e studia l’architettura di sistemi di partecipazione popolare al finanziamento dell’efficienza energetica dei comuni. Non è una cosa difficile. Ci siamo riusciti noi che siamo una piccola associazione, non avresti problemi a farlo tu con un colosso come il Pd.

Ma poi tu figurati, c’hai un centinaio di sindaci che di esperienze da moltiplicare te ne potrebbero dare a carrettate. Gente tua, militanti che se gli dessi la possibilità sarebbero capaci svuotarti il mare con le orecchie, gente concreta, appassionata, abituata a non farsi bloccare dalla paralisi burocratica che ci affligge. Ti basterebbe dargli spazio e sarebbero persino capaci di portare un’aria nuova nel PD.
E sai cosa vorrebbe dire andare alle prossime elezioni con storie di cambiamenti concretizzati.
Perché loro parlano di politica dei fatti, ma come sai non sono capaci, fanno solo finta, sono troppo impegnati nella Grande Abbuffata del Potere.
Noi progressisti, se ci si mette in testa di far qualche cosa, invece, lo si fa. E’ questa la differenza.
Facciamola vedere.
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Caro Di Pietro
di Jacopo Fo

Caro Di Pietro,
Perché non fai il difensore dei cittadini?
Sarebbe ora di iniziare una battaglia per l’obbedienza civile, all’americana. Hai voglia di farlo tu?

Caro Di Pietro,
Come sai stimo molto il lavoro che hai fatto in tutti questi anni, come giudice e come difensore della legalità in parlamento.
Ma in questo momento credo che non basti più questo tipo di pregevolissimo impegno.
La crisi economica è grave e siamo in una situazione nella quale Silvio riesce impunemente ad inanellare una legge dopo l’altra, per evitare processi, ammende, spese per danni, tasse, per lui, i suoi parenti, i suoi amici e le sue aziende. Se non erro abbiamo superato le 45 leggi in suo favore.
Vorrei quindi proporti di far saltare il banco cambiando strategia.

Non è un’idea mia. Viene dai neri americani. Nel 1955, nella città di Montgomery, una donna delle pulizie nera quarantenne si sedette sopra un sedile libero nella parte di un bus riservato ai bianchi, e poi si rifiutò di cedere il posto a una persona di razza caucasica. Per questo fu arrestata. Martin Luther King fu tra gli organizzatori di una protesta colossale e incredibile. Per 381 giorni, la quasi totalità dei neri di Montgomery smise di prendere i mezzi pubblici. Migliaia di operai, cameriere, inservienti, impiegati, iniziarono ad andare al lavoro a piedi. Si organizzarono servizi di auto con la collaborazione anche di centinaia di democratici bianchi, per trasportare vecchi, invalidi e malati. Uno sforzo chiaramente colossale che alla fine portò al quasi fallimento dell’azienda dei trasporti pubblici e alla cancellazione dell’apartheid sui bus.

Fu questo il primo passo del movimento della Disobbedienza Civile, non violenta.
In 13 anni di lotte riuscirono a far cancellare una dopo l’altra, dal Congresso, le leggi sull’apartheid
Ma via via che le vittorie avanzavano si dovette affiancare alla Disobbedienza Civile un’altra tecnica di lotta non meno essenziale: l’OBBEDIENZA Civile.
Quando i neri poterono finalmente entrare nelle università bianche la battaglia era vinta solo a metà. Era necessario che gli studenti esercitassero quei loro diritti, che entrassero in una università, frequentandola e uscendone laureati. Fu anche questa una battaglia durissima, con i studenti neri che per entrare negli atenei dovevano passare in mezzo a due ali di razzisti bianchi che li insultavano. Ma tennero duro e si laurearono. E solo allora la battaglia fu vinta veramente.

La situazione italiana presenta un’analogia con quella americana.
In questo momento la corruzione e l’illegalità generalizzata che domina il paese sono teoricamente vietati dalla legge ma in pratica lo Stato non ha la forza di imporre questa legalità.
Ci sono le leggi ma i giudici e gli agenti da soli non possono farle rispettare.
Questo avviene a livello generalizzato su mille questioni grandi e piccole. E questa condizione di impunità generalizzata è il substrato della cultura del berlusconismo e dell’inciucio.
Che cosa succederebbe se un partito con la forza dell’Italia dei Valori decidesse di cambiare la situazione?
In realtà sarebbe relativamente facile proprio perché si tratta di dare un semplice “aiutino” allo Stato.

Faccio un esempio. Nel 1996 con Angese lanciammo una rivista di satira: l’Eco della Carogna. Nel primo numero denunciammo una situazione allucinante: avevamo scoperto che la vernicetta argentata dei biglietti del Gratta e Vinci, conteneva ftalati e fenoli ed era quindi cancerogena. Ogni mattina milioni di italiani grattavano la polverina tossica sul bancone del bar e poi con le dita impolverate inzuppavano il cornetto nel cappuccino.
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, documentata con analisi chimiche e pareri di specialisti, non successe nulla.
Restammo stupiti, avevamo denunciato un’aperta violazione della legge e del buon senso e nessuno interveniva!
Allora il 17 agosto presentammo un esposto documentato alla magistratura, denunciando il danno alla salute pubblica che si stava producendo per semplice idiozia, da parte di un ente statale per giunta.
Il 19 agosto i Gratta e Vinci tossici furono ritirati su tutto il territorio italiano. Fu uno shock nazionale, ci furono crisi di astinenza da grattazione ma dopo un paio di settimane i Gratta e Vinci tornarono in commercio, meno luccicanti e argentati di prima e senza cancerogeni. Modestamente abbiamo evitato un tumore a migliaia di connazionali e ci siamo guadagnati un posto nel paradiso degli impenitenti, che è addirittura meglio di quello musulmano.

L’attuale stato delle cose in Italia è che ci sono migliaia di casi analoghi. Migliaia di situazioni che danneggiano gravemente i cittadini, in plateale, aperto, conclamato disprezzo della legge, sulle quali nessun partito interviene in modo costante e organizzato.
E sono battaglie che i singoli cittadini e i piccoli gruppi non hanno la forza di condurre, servono energie notevoli e serve la forza di resistere poi alle ritorsioni (l’Eco della Carogna chiuse nonostante il grandioso successo di pubblico, forse fra 20 anni potrò raccontare come accadde).

Scovare queste illegalità è facile. Ho in mano il numero 235 di Altroconsumo, una rivista collegata a un’associazione straordinaria che da 37 anni informa i cittadini sulla qualità dei prodotti e sui loro diritti, fornendo convenzioni, supporto legale e consulenza tecnica in casi di contenzioso.
Leggo che su 15 modelli di casco per motociclisti sottoposti a un test di qualità e resistenza da Altroconsumo, addirittura 8 risultano essere fuori legge perché non rispettano i parametri minimi di efficienza.

Non stiamo parlando di un problema da poco. Vuol dire che in Italia su due morti in motocicletta grossomodo uno indossa un casco tecnicamente illegale.
Altroconsumo fa il suo lavoro impagabile informando su com’è la situazione. E credo che siano quotidianamente stupiti del fatto che la cosiddetta Società Civile non fa tesoro del loro lavoro.
Perché non c’è nessun partito che incarica un avvocato di presentare un esposto alla magistratura e far ritirare questi caschi fuori norma?
Io credo che questo dovrebbe essere uno dei compiti fondamentali dei partiti politici. Non basta fare le leggi nelle aule parlamentari. Bisogna poi praticare l’Obbedienza Civile e agire perché la legge diventi operativa.
E lo è tanto più oggi per i partiti dell’opposizione che ben poco possono per l’esiguità numerica e l’uso industriale del voto di fiducia.

Caro Di Pietro, secondo me otterreste una rivoluzione copernicana se l’Italia dei Valori mettesse in agenda questa battaglia. I cittadini italiani, abituati a partiti che poco si occupano della gente, resterebbero favorevolmente impressionati se vedessero farsi avanti un’organizzazione che prende a cuore il loro benessere.
Parliamo di prodotti scadenti che causano indirettamente o direttamente morti, feriti, contusi, malanni, sofferenze, perdite di tempo e di denaro. Parliamo di testi di contratti per servizi, palesemente fuori legge, con clausole vessatorie che non resisterebbero per un secondo nell’aula di un tribunale ma che per il singolo cittadino diventano ostacoli difficili da superare. Parliamo di tante piccole truffe, che continuano impunite, ad esempio nelle televendite, soltanto perché nessuno si prende la briga di far rispettare la legge con strumenti legali… Migliaia di vecchiette turlupinate ogni giorno non avrebbero il diritto a un difensore etico?
E otterreste anche un radicamento sul territorio e uno strumento di crescita sul campo, dei militanti e dei dirigenti del partito. Le sedi locali dell’IDV diventerebbero anche centri di Obbedienza Civile e difesa del cittadino.
L’IDV troverebbe finalmente quel rapporto localizzato con gli elettori che oggi le manca e gli italiani diventerebbero più ricchi e meno mazziati se, ogni lunedì, la settimana si aprisse con Antonio Di Pietro che mette fine a un’altra furbata dei potenti e di quelli che se ne fregano delle leggi dello Stato.

Una simile iniziativa politica avrebbe poi il pregio di creare un potere di dissuasione. Vi sono alcuni casi in cui si reca grande danno al cittadino anche senza violare una legge.
Casi di infima piccineria e miopia delle aziende che per ottenere utili minimi fanno danni enormi. Ad esempio sono in commercio pellicole che contengono pvc (che si scioglie a contatto con i grassi) vendute insieme alle pellicole per alimenti, senza una dicitura leggibile. Ho dato incarico a un avvocato di scoprire cosa dice la legge. E mi ha risposto che non c’è niente da fare. Se c’è scritto “Non usare per avvolgere alimenti contenenti grassi” non puoi denunciarli, anche se è scritto alto un millimetro. E’ una carognata che colpisce i consumatori che non leggono attentamente le etichette dei prodotti. Vecchiette, commercialisti disinformati… Secondo me succederebbe qualche cosa se un partito politico come l’IDV andasse dai dirigenti dei supermercati e gli dicesse semplicemente: “Vi sembra bello fare questo? E’ bello mettere insieme un prodotto a norma di legge per alimenti e uno che non si può usare per alimenti contenenti grassi, e magari quello insano costa un po’ di meno?…”.

Ai dirigenti dei supermercati gli verrebbe il senso di colpa che non ci dormono perché sono sensibili e il giorno dopo questa crudeltà cesserebbe.
Ci sono tante situazioni in cui si sente la mancanza della funzione di BUON PADRE DI FAMIGLIA GLOBALE che lo stato dovrebbe avere. Una funzione di dissuasione, consiglio, formazione etica pratica. E visto che lo Stato non espleta questa funzione, ricade nella sfera di responsabilità dei partiti che si candidano a gestire lo Stato. E che possono così dimostrare, anche stando all’opposizione, quale è la loro filosofia sociale. Non in astratto, a parole, ma calata nel quotidiano con i fatti.

Ecco quindi come vedrei un programma di Obbedienza Civile.
Il primo lunedì: si fanno ritirare dal territorio nazionale i caschi da motocicletta fuori norma.

Il secondo lunedì: si denunciano le banche che nascondono con capziosi artifici di calcolo il fatto che praticano interessi a volte superiori ai tassi di usura.

Il terzo lunedì: si apre la caccia gli estintori domestici e aziendali fuori norma (ti è mai capitato di correre con un estintore per spegnere un incendio e accorgerti che non funziona? Io l’ho provato, un’esperienza molto deprimente).

Quarto lunedì: televendite di orologi finti, materassi in puro lattice vegetale chimico, quadri d’autore originali stampati in serie.

Quinto lunedì: si stroncano i costi occulti dei numeri telefonici che offrono informazioni sui numeri di telefono (alcuni quando ti passano la comunicazione con il numero telefonico che hai richiesto, te lo dicono usando curiose espressioni verbali ambigue, e mentre parli continui a pagare come se stessi ancora collegato con l’ufficio informazioni: un botto. Pochi consumatori se ne rendono conto.)

Sesto lunedì: si dice basta alla gente che telefona a tutte le ore offrendoti raggiri incredibili come l’abbonamento alle riviste: Amo la Finanza, Amo i Carabinieri, e Amo i Poliziotti, con autoadesivo da attaccare all’auto così puoi andare a 200 all’ora e non ti fanno la multa, puoi non pagare le tasse e la Finanza ti ama lo stesso e puoi sputare sui marocchini che in fondo siamo tutti settentrionali dentro.

E così via 52 volte all’anno. Diventerebbe l’evento del lunedì più appassionante. Sei contrariato perché devi tornare a lavorare ma sei contento che è lunedì perché così scopri cosa ha combinato Di Pietro questa volta.

Si potrebbero anche stampare dei grandi manifesti:
Guerra pacifista all’illegalità generalizzata.
Guerra pacifista alla cultura dei furbetti impuniti.
Iniziamo a cambiare l’Italia, da subito, nel piccolo e nel grande, ovunque sia possibile, poi se ne andrà anche Berlusconi.

PS: Nella lettera della settimana scorsa a Bersani, gli ho proposto di realizzare in tutti i comuni gestiti dalla sinistra le azioni di efficienza energetica che decine di sindaci del PD hanno già concretizzato con enorme vantaggio economico e ecologico, migliorando contemporaneamente il benessere dei cittadini.
Questa impostazione di dialogo, positiva e pratica ha riscosso l’apprezzamento di molti che hanno commentato l’articolo e di alcuni che lo hanno diffuso linkandolo.
Ringrazio tutti per il sostegno che mi avete offerto.
Alcuni mi scrivono che bisognerebbe far arrivare questa lettera veramente a Bersani. Sono d’accordo. So che è improbabile che un big della politica ci ascolti ma mi piace sognare.
Sarebbe comunque interessante provarci, quantomeno a far sì che queste proposte non cadano sotto totale silenzio. Anche solo che se ne discuta sarebbe un grande risultato.
Ma ovviamente non posso farlo da solo.
Qualcuno ha voglia di impegnarsi in una campagna di comunicazione su questi temi?
Un link-corteo darebbe visibilità al discorso. Magari qualche sezione del PD potrebbe riprendere queste proposte e votarle. Avrebbe un peso. Insomma una campagna di opinione vecchio stile. Sono convinto che molti iscritti del PD sarebbero proprio d’accordo con queste proposte se le conoscessero.
E sono convinto che i lettori del Fatto Quotidiano siano una potenza galattica.
Credo che riuscire anche semplicemente a discutere su questioni di strategia e strumenti di lotta sarebbe un risultato notevole anche se poi passano altre idee e le nostre vengono scartate.
Tutto è meglio del sistema gelatinoso che sta immobilizzando i cervelli.
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Costituzione e obbedienza civile
di Antonio Di Pietro

Caro Jacopo,
ho letto con molta attenzione il post che mi hai indirizzato. Innanzitutto ti ringrazio per aver pensato a me e all’Italia dei Valori come tuoi interlocutori.
Non sbagli quando dici che abbiamo lavorato sodo come difensori della legalità fuori e dentro il Parlamento. La nostra è una struttura giovane e dinamica, piena di persone oneste e pulite che hanno voglia di cambiare seriamente il nostro Paese.
Il salto di strategia che tu ci proponi fa parte del nostro Dna, visto che siamo un movimento che si è trasformato in partito e che – tra le sue caratteristiche principali – ha proprio quella di lavorare fianco a fianco con i cittadini. Come abbiamo ben dimostrato con le nostre campagne referendarie.
Hai ragione quando dici che lo Stato italiano, in questo momento, non ha la forza né – aggiungo io – la volontà di reagire alla corruzione e all’illegalità generalizzata. Sarà perchè chi dovrebbe dare l’esempio - il nostro governo – rappresenta in realtà la massima espressione della ricerca dell’impunità.
Quindi la tua idea di dedicarci a battaglie che riguardino il vissuto quotidiano dei cittadini non solo mi piace ma mi ha spinto a chiedere a Gianfranco Mascia di coordinare un’Area dipartimentale all’interno dell’Italia dei Valori che si chiamerà “Costituzione e Obbedienza Civile” proprio per lanciare campagne in difesa della nostra Carta Costituzionale e creare, proprio come ci suggerisci tu, un programma di obbedienza civile che ci veda propulsori di quella rivoluzione copernicana che parta dalla difesa dei diritti e del benessere dei cittadini.
L’Area dipartimentale, come prossimo obiettivo, avrà proprio quello di aprire uno sportello di ascolto dei cittadini, di collaborazione con riviste come Altro Consumo e attenzione alle loro inchieste, di creazione di mobilitazioni e di progetti di Obbedienza Civile.
Gianfranco Mascia si raccorderà con te per definire la possibilità di un tuo contributo all’ideazione e al lancio delle iniziative.
Ti ringrazio molto per quello che stai facendo e che seguo da anni con attenzione. Apprezzo soprattutto il tuo impegno nei confronti dello sviluppo e della diffusione delle nuove tecnologie che utilizzano come fonte energetica il sole. Un settore fondamentale per la democratizzazione dell’energia e per contrastare il tentativo di riportare il nucleare in Italia. Anche a questo proposito, ti chiederò di affiancarci – una volta consegnate le firme per il referendum per bloccare il nucleare – nel comitato organizzativo della campagna referendaria per far sì che questa sia una battaglia dei cittadini per i cittadini.
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Vediamo ora cosa succederà!

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