mercoledì 21 luglio 2010

La marcia per Borsellino, qualche riflessione

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Italia... repubblica delle banane. Pochi giorni prima della manifestazione commemorativa della strage di Stato che ha visto come vittima illustre un uomo che lottava per la Giustizia, Paolo Borsellino, dei vandali hanno distrutto la statua sua e di Falcone che erano state messe dal Comune in Via Libertà. Un gesto di una gravità che va oltre le parole di sdegno proferite dai politici di turno.

A 18 anni dalle stragi di Mafia, Palermo mostra di essere ancora una città fortemente controllata dalla Mafia, che non ha mai smesso di operare ma ha solo cambiato il proprio modus quando ha trovato gli interlocutori giusti in Parlamento, checché ne dicano il Minzolini o il Fede di turno.

Anche il numero dei partecipanti alla manifestazione è sintomatico di questo: si legge che non c'erano più di 500 persone, davvero poche per un evento così importante. Ma la Mafia da quando è legata a braccetto a certa politica ha ramificato ulteriormente la propria influenza sulla gente.

Ciononostante quelle agende rosse sventolate al cielo gridano vendetta, perchè giustizia non sarà mai fatta davvero, dato questo filo robusto che lega Cosa Nostra alle istituzioni.

I protagonisti della giornata? Ne ho scekto alcuni, perché ritengo giusto fare un paio di riflessioni.

Iniziamo da Berlusconi. Lui non c'era, ha preferito rimanere a Milano ad occuparsi di altro, ha cercato di salvare la faccia inviando un telegramma al prefetto di Palermo ma la faccia l'ha persa. Perché non c'era? Lascio perdere la prima vera motivazione che tutti sappiamo, ce n'è anche un'altra: il Kaiser, dato il calo di consensi, teme la piazza e le contestazioni, e preferisce messe lecchinanti al Duomo di Milano cui la Polizia in assetto anti sommossa non consente l'ingresso se non ai selezionati adoratori del culto Malaffare.

Alfano, anche lui assente. Il ministro dell'Ingiustizia è sempre allergico agli obblighi morali che lo riguardano nei confronti della Magistratura. Lui infatti non è al ministero per tutelare, difendere e commemorare i Magistrati, è lì per sedersi con Ghedini al tavolo che stupra le leggi e la Costituzione nell'interesse del cliente che gli gonfia la parcella. Lui ha preferito organizzare al ministero una Messa in suffragio di Borsellino, celebrata da monsignor Rino Fisichella, nascondendosi quindi sotto la rassicurante gonna del clero. La presenza del Guardasigilli sarebbe stata certamente oggetto di maggiori contestazioni, specie dopo tutti i tentativi messi in atto dallo stesso alfine di impedire che Berlusconi debba comparire nelle aule giudiziarie. Alfano non ha quasi mai operato come ministro della Giustizia.

Napolitano. Come al solito due piedi in due staffe per non scontentare nessuno: "Fare piena luce sulla terribile stagione delle stragi che sconvolse il Paese nei primi anni Novanta", e nient'altro. Pazienza... del resto lo spessore (ridotto) del suo operato nella politica da quando è presidente della Repubblica l'abbiamo già saggiato bene.

Fini ci ha messo la faccia, e dopo le prime contestazioni ha detto: "Mangano è un cittadino italiano condannato per mafia, non è un eroe. Gli eroi sono quelli che si sacrificano per lo Stato", e ha avuto la sua (giusta) dose di applausi. Ancora mi chiedo che significato abbiano questi diversi atteggiamenti che ha Fini da quando è presidente della Camera, sempre lontani da Sua Emittenza. Giudicherà la Storia.

Poche altre figure minori si sono fatte vedere: Pisanu (contestato), Gasparri e Alemanno, la Meloni, che hanno fiutato l'opportunità della cosa per farsi vedere, mostrando un ottimo senso tattico.

Rita Borsellino ha avuto le parole più acute: "L'assenza dello Stato in via D'Amelio è una cosa scandalosa. Forse non vengono per paura delle contestazioni, ma è loro dovere essere qui e affrontare eventuali critiche". Parole sante.

E i TG? Stendiamo un velo pietoso, ma pubblichiamo molto volentieri questo video, che immortala Emilio Fido in una delle sue sparate propagandistiche e si becca un bel calcio nel muso nella replica del mitico Tony Troja, spettacolare:



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