lunedì 5 luglio 2010

Le minzogne del TG1 sulle Intercettazioni

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In riferimento al Ddl sulle Intercettazioni (detto anche Legge Bavaglio), larga parte della protesta è portata avanti dalla stampa, perchè l'aspetto informativo, che è il pane quotidiano del lavoro del giornalista, sarà trucidato da questo cappio incostituzionale. Il governo vuole il silenzio, l'abbiamo capito tutti. E questa accelerazione voluta fortemente da Sua Emittenza parla chiaro: starà per caso per saltare fuori qualcosa di nuovo, di grosso? Riguarda lui? Oppure qualche suo amico? O tutte e due le cose assieme (com'è più probabile, dati i precedenti)?

L'aspetto meno evidente ai più, e più grave sotto il profilo della lotta alla criminalità organizzata da parte di uno Stato che dovendo curare gli interessi dei cittadini deve lottare contro la stessa, riguarda la materia penale dell'accertamento dei reati e della prevenzione degli stessi. La Magistratura unitamente agli operatori della Forza Pubblica, tutte persone che ogni santo giorno mettono a rischio la propria incolumità, la propria esistenza, la propria vita, sono assolutamente contro la novella legislativa perché essa determinerà la rapida morte di ogni indagine penale.

Il favore fatto ai criminali da parte del governo è enorme, ma non deve stupire: le fedine penali di tantissimi esponenti dell'attuale maggioranza (e in parte anche dell'opposizione) sono nere come la pece. E' quindi anche e soprattutto nell'interesse di questi delinquenti (che noi paghiamo profumatamente nell'insulsa speranza che lavorino per noi quando invece pensano in primo luogo sempre a loro stessi e alla loro clientela che porta tanti bei voti) a che questo importante mezzo di acquisizione di prove venga ucciso del tutto.

Da laureato in Leggi quale sono, è questo l'aspetto del DDl Intercettazioni che mi fa indignare di più. E non basta ai fidi sgherri del Kaiser richiamare il "rispetto della privacy" degli utenti per mettermi il prosciutto sopra gli occhi. Il problema è però che non tutti hanno una laurea in Leggi, o almeno un livello di cultura generale alto (anche più del mio, sia chiaro: non penso di essere chissà chi!): la stragrande maggioranza degli italiani beve al calice TV senza rendersi conto di cosa butta in gola.

La TV crea consensi, porta voti, controlla il comune sentire dei più deboli (rispetto ai condizionamenti esterni), dà l'informazione nell'interesse di chi ha il controllo. Non importa poi se quello che si racconta sia la verità, o una mezza verità o ancora una balla piena: l'importante (per il Kaiser di turno) è che la gente pensi come vuole lui.

Ultimamente il Ministro della Propaganda, e cioé Minzolini, ha trovato in una sua sottoposta una fedele arma per la menzogna: Grazia Graziadei. Questa giornalista sta eseguendo a puntino le direttive che provengono dall'alto, manipolando i dati e fornendo della realtà Intercettazioni una visione distorta, tutta ad uso e consumo degli interessi di Sua Emittenza e delle sue mire di Regime, al fine di creare consenso a questo scempio legislativo.

Badate, il TG1 nei giorni scorsi ha già parlato delle persone che fanno le intercettazioni, con una intervista a uno di essi che aveva il capo coperto da un passamontagna (ma io dubito: non ci ha messo la faccia... sarà un falso?), e questi operatori della Giustizia sono stati dipinti come quasi dei terroristi o dei malati di mente... pare di sentire il discorso di Berlusconi sui Magistrati "spostati psichicamente". Un'analogia preoccupante, vero?

Torando a bomba sul discorso che stavo facendo, guardate questo bel video: analizza quel servizio del TG1 manipolato ad arte, e fa sentire anche la voce di altri giornalisti e addetti ai lavori, che sbugiardano la falsità di quanto artefatto dalla giornalista. In effetti la vera informazione la si fa facendo sentire le varie fonti, creando un paragone fra quanto riportato, di modo che chi ascolta possa giudicare bene, invece di subire passivamente dei dati fra l'altro quasi sempre malcitati.

TG1... una vergogna schifosa!



Chiudo con una nota di rammarico che riguarda uno dei Social Network più usati: Facebook. E' praticamente impossibile creare un corretto link ai post di questo blog (e di molti altri blog della comunità Blogger). A parte il codice richiesto per accettare il link, ora Facebook non fa più mettere l'immagine in anteprima né il corretto titolo... di modo che il link non sia evidenziato (come tutti gli altri link pieni di cretinate che girano) e quindi non sia visivamente stimolante all'apertura e alla lettura. Provare per credere, cliccate su Condividi in alto a sinistra su questa pagina! (Se a voi funziona, fatemelo sapere, perché in tal caso significa che la censura viene applicata solo a me.

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