giovedì 12 agosto 2010

Avanti Ghedini! Finalmente il Kaiser ha paura

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Prima era ostaggio soltanto della Lega, ora lo è anche dei finiani... occorre un supereroe, chi accorrerà?


Avevamo già visto che Sua Emittenza stava perdendo colpi. Avendo completamente sbagliato i conteggi di quanti nel PDL sarebbero passati con Fini, ha corso il rischio che il voto Caliendo diventasse un bel calcio nel muso alle sue pretese totalitarie. Un primo timido segnale della sua paura è stato rappresentato dalla tentata compravendita (o corruzione?) dei finiani: c'era chi si era visto promettere un poltrona in qualche Ente, chi in qualche ministero... ma la (vera o falsa che sia) ventata di legalità che pervade il presidente della Camera e i suoi seguaci ha retto l'urto.


Adesso abbiamo il primo vero segnale che il Kaiser ha paura. Mandare avanti Ghedini adesso non significa che Sua Indecenza vuole farsi le ferie in santa pace, bensì che ha capito che il suo viso è sgradito al limite della nausea a sempre più parlamentari e affaristi della politica. Scontato quindi far fruttare in un modo nuovo i soldi spesi per gonfiare la parcella di uno dei suoi avvocati, mandandolo avanti a trattare.

La trattativa per Berlusconi è fondamentale: a settembre ci saranno le spallate salvami-dalla-galera sul Proceso Breve e all'orizzonte c'è anche la nuova porcheria che avrà ancora la firma dell'altro avvocato al soldo del Regime, Alfano, col "suo" Lodo costituzionale.

Berlusconi si sta sbattendo come un disperato pur di non finire sotto processo: segnale inequivicabile che il suo agguerrito e scaltro ufficio legale ha intravisto più di una possibilità (o certezza?) che il carcere apra le sue porte all'Homo Arcorensis. Certo, c'è sempre l'alternativa Latitanza, come fece il predecessore e "amico " Bettino Craxi, ma sarebbe una sconfitta, uno schiaffo in faccia che il Kaiser triste e solo non vuole fare davanti ai suoi adoranti e interessati cortigiani che succhiano alla tetta del potere e davanti all'opposizione, che (stupidamente) ancora non ha davvero alzato la testa.

E allora dopo le mazzate mediatiche di Minzolini, Feltri, Belpietro, Signorini, Fede e tutti gli altri squadristi al servizo del ducetto coi tacchi alti, adesso abbiamo il coup de theatre: "Unità nel Pdl se torna lo spirito costruttivo" si legge nella nota diffusa a sorpresa dal presidente del Consiglio proprio ieri.

Ovviamente suona come una pagliacciata, ma soprattutto è l'ultimo disperato tentativo di salvarsi le chiappe. Per il signor "Mavalà" non è un problema andare a rappresentare il capo, lo ha sempre fatto in udienza con la contumacia dello stesso, ci ha sempre messo la faccia di fronte alle accuse delle nefandezze che hanno grossa eco nei tribunali di mezza Italia.


E allora si tenta la trattativa: accetteranno i finiani? Se no: ripartiranno le mazzate squadriste dei "giornalisti" al soldo del Kaiser?

Ghedini ha telefonato a Bocchino: "Così non possiamo andare avanti, se continuate su questa strada qui finisce che salta tutto per aria". Ci sarà stata qualche lacrimuccia? Bocchino però non si fatto raggirare e ha replicato: "Cosa vi aspettavate? Che potevate attaccare solo voi? Che saremmo rimasti inerti, solo a subire le vostre allusioni sulla casa a Montecarlo? Le vostre richieste di dimissioni? Sappiate che questo è solo l'inizio, caro Niccolò, aspettatevi di tutto".

Repubblica ipotizza cosa ci può essere nel bagaglio di segreti berlusconiani che Futuro e Libertà potrebbe sputtanare:

Il seguito della telefonata sembra abbia ammutolito per qualche istante l'avvocato. Su uno degli organi di Futuro e libertà, tanto per cominciare, sarebbe pronto per la pubblicazione l'elenco delle società offshore riconducibili all'impero finanziario di Silvio Berlusconi. Ancora, chi erano e quale sarebbe il casellario giudiziario dei proprietari di alcuni immobili acquistati dall'attuale presidente del Consiglio. In particolare, la villa di Macherio e quella delle Antille, l'assistenza dell'avvocato Cesare Previti, i ruoli di Flavio Carbone e di David Mills. "Se volete parlare di case e di società offshore siamo pronti" ha messo in chiaro Bocchino.

Ma nel carniere c'è dell'altro. Capitolo conflitto di interessi, per esempio: a Ghedini è stato fatto presente che forse sarà sufficiente pubblicare la dichiarazione dei redditi di Paolo Berlusconi per capire se negli ultimi anni siano state nelle sue disponibilità le ingenti somme sborsate per coprire i costi del "Giornale". O se piuttosto vi sia "altro socio, non palese nei registri della casa editrice". Ma anche come si sia arrivati alla "legge ad aziendam salva Mondadori". Quindi, altro approfondimento verrà riservato dai finiani agli incontri internazionali del premier con Putin e con Gheddafi. Ma il primo contrattacco, già annunciato per le prossime ore, riguarda le ragioni che avrebbero indotto l'avvocato di Luciano Gaucci a rinunciare alla difesa, poi assunta da Angelo Alessandro Sammarco, già legale (oltre che amico) di Cesare Previti nei processi per corruzione. Proprio quel Previti al quale venerdì il premier - particolare non passato inosservato ai finiani - ha reso visita.

Il messaggio non ha fatto in tempo a giungere al "destinatario finale" che Ghedini ha poi richiamato nel pomeriggio Bocchino: "Ma se stasera il presidente Berlusconi dovesse fare una nota dai toni concilianti, in cui apprezza la presa di posizione dei vostri senatori, come lo valutereste?" La valuteremmo bene, noi siamo parte di questa maggioranza, gli ha risposto il capogruppo. Ora sono i finiani a dettare le loro condizioni, per porre fine alla guerra degli stracci appena iniziata e dagli esiti imprevedibili. E sono due, comunicate anche queste a Ghedini: stop al martellamento mediatico contro Fini e rinuncia alla richiesta di dimissioni. Il pallino ora è nella mani del premier.

Sua Condoglianza è con le spalle al muro: se i finiani parlano e quindi sputtanano il Kaiser, scoppia una guerra civile.

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