martedì 10 agosto 2010

Bastonate e psuedo-moralismo da parte di chi difende e spalleggia il Delinquente

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Ovvero: quando la morale la fanno gli amorali.


E' proprio vero: a volte si cerca la pagliuzza nell'occhio degli altri e non ci accorge di quella nel proprio. O forse qualcuno se ne accorge benissimo, ma ha il cuore nero inchiostro, ha una missione da compiere, a sostegno del malaffare, della delinquenza nelle istituzioni e della cricca che vi fa affari sulla nostra pelle.

La stagione politica che stiamo vivendo è la peggiore, sotto il profilo dei valori, della morale, nella storia dell'Italia repubblicana. Oggi l'unica cosa che conta è il potere, accompagnato al denaro e alla volontà di sfasciare tutto (il Diritto e la Società Civile) pur di far felice un burattinaio scaltro.

I cortigiani di Sua Emittenza sono il sozzo che si maschera in giacca e cravatta, sono i sussurri al telefono, sono le penne squadriste, sono le norme anticostituzionali. E' una gara continua a chi lecca di più perché aspira a un centimetro di potere, a un pugno di monete. Dove stanno questi cortigiani?

I cortigiani sono nelle istituzioni, ben piazzati come pedine nelle sedie cardine. Devono pilotare l'economia per favorire esclusivamente le attività del Kaiser, un tempo al tracollo e ora floride, e chi se ne frega se il paese va a rotoli. Devono distruggere il Codice Penale e di Procedura Penale: per evitare "scomode" condanne al Kaiser e ai suoi grandi elettori, e chi se ne frega se si favoriscono i delinquenti (alcuni dei quali, quelli grossi, votano per convenienza e vengono così ricompensati). Devono sventrare le norme costituzionali perché questa Democrazia sta stretta al Ducetto triste e perennemente incazzato. Devono sfasciare l'Ordinamento Giuridico e le competenze degli Enti locali, per far sorridere gli interessati alleati in pannolino verde e col dito alzato (nel deretano degli italiani).

I cortigiani sono nelle televisioni e nei giornali. Devono rendere scemi gli utenti del servizio, inebetirli. Devono alterare la realtà dei fatti. Devono tacere le notizie scomode al Kaiser e ai suoi alleati. Devono distruggere la reputazione e la credibilità dei "nemici" di turno, ovunque essi operino: nel giornalismo (Travaglio, Santoro ecc.), nella politica (Di Pietro, Fini, Bersani ecc.), ovunque. Ed esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe. La propaganda sostiene i Regimi.

E i cittadini? In tanti scelgono di smettere di pensare, e affidano al burattinaio e ai suoi fidi sgherri le proprie scelte di vita: dal voto alle elezioni agli acquisti nei negozi... ogni aspetto della loro vita, tutta la loro capacità decisionale è delegata col sorriso a questo burattinaio, che educa e fa educare al finto amore, all'odio contro gli altri.

Il moralismo oggi è quasi un'offesa: gli imbecilli quando non sanno che dire, quando non riescono per manifesta incapacità intellettiva a replicare alle affermazioni di chi usa il cervello (e il cuore), insultano gli altri dandogli dei "moralisti", e poi sono i primi a fare la morale a tutti, magari sparando addosso, pugnalando alle spalle, sparlando a destra e a manca. E chi non usa il cervello, di fronte a questi vili atteggiamenti sceglie o il silenzio, assecondando questi imbecilli, oppure se costretto a parlare sceglie la menzogna: due scelte vigliacche e comode a chi non ha coscienza per pararsi il culo con vergogna.

La società oggi è così: non si pensa, ci si fa trasportare e maneggiare, voltando le spalle a parenti e amici se necessario, e sorridendo con ipocrisia. L'Italia è rovinata, o quasi.

In questa fanghiglia di finti moralisti i più pericolosi sono quelli che hanno una cassa di risonanza ampia: le TV o i giornali. Là si forgia l'elettorato narrando storie alterate a regola d'arte, là si distrugge chi si vuole, e la gente che delega il pensiero abbocca sempre a questo amo vile.

Oggi ho letto un editoriale di Padellaro, dove vengono messi tanti puntini su tante "I", finalmente. Ve lo faccio leggere:



DA CHE PULPITO

Gianfranco Fini non è certo il nostro politico preferito. Troppi saluti fascisti quando era l’allievo prediletto di Almirante. Troppi sì per troppi anni sulle leggi ad personam e su ogni altra vergogna escogitata per favorire il capo. Troppo repentina la sua conversione ai valori della laicità e della legalità per non sembrare sospetta, ma va bene lo stesso. La voglia di tirannicidio di un delfino invecchiato nell’attesa non ci convince. E, contrariamente a certi strateghi della domenica non pensiamo affatto che il nemico del nostro nemico debba per forza essere nostro amico. Diciamo poi che sulla famosa casa di Montecarlo il presidente della Camera ha aspettato troppo prima di chiarire. Non si capisce perché visto che la faccenda dell’eredità Colleoni era di pertinenza degli amministratori di An. Piuttosto esperti, a quanto pare, in società offshore. Vero, infine, che i cognati uno non se li sceglie ma qualche contromisura nei confronti dello sgomitante Tulliani non avrebbe guastato.

Detto questo è del tutto grottesco che la morale Fini se la senta fare da personaggi dediti a coprire le malefatte del nuovo padrone. Si resta incantati dallo sdegno di Capezzone (uomo tutto di un pezzo che passò tutto d’un pezzo dai Radicali a Berlusconi) nel pretendere, con insulti a raffica, le “immediate” dimissioni della terza carica dello Stato. E che dire di La Russa “che segue con tristezza la vicenda della casa di Montecarlo”.

La stessa intensa commozione che gli ha serrato le mascelle quando il Caimano ha decretato l’espulsione dal Pdl dell’“amico Gianfranco”. Quello stesso Gianfranco senza il quale forse, chissà, il prode ‘Gnazio non avrebbe mai passato in rassegna le truppe come sognava da bambino. E che dire delle folgoranti carriere dei vari Gasparri e Matteoli, un dì colonnelli sull’attenti e che adesso fanno a gara nel prendere le distanze dal reietto? I colleghi del Giornale hanno il merito dello scoop monegasco. Ed è comprensibile che non mollino l’osso bastonando per pagine e pagine l’avversario del loro amato proprietario-premier. Sarebbe stato bello se la stessa appassionata foga per le notizie l’avessero dimostrata un anno fa quando di un certo personaggio si parlava soprattutto per le intense frequentazioni con ragazze a pagamento (per non parlare delle feste di compleanno di adolescenti appena sbocciate). Lo stesso personaggio che adesso si mostra corrucciato per tanta decadenza dei costumi. O che forse si sente deluso dall’ex numero due: e che cavolo, farsi beccare solo per un appartamento da trecentomila euro…

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E' proprio vero: anche a me fanno schifo questi finti moralisti, che chiudono un occhio sulle malefatte loro, su quelle dei loro colleghi di partito o di testata giornalistica, su quelle del loro proprietario e capo. Ma questa è l'Italia: il paese della corruzione, dei puttanieri, del malaffare, dei privilegi, della criminalità organizzata, della gente che non pensa perché non ne è più capace, e della Chiesa Cattolica, il cui silenzio su tali questioni pesa come un macigno di fronte al loro Dio, quello che manda al paradiso o all'inferno chi vuole lei, perchè Dio parla per bocca sua (!).

Maledetti.

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