lunedì 9 agosto 2010

Collaboratori di Giusitizia e delinquenti nella Politica

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Marco Travaglio ieri:



Testo:

Buongiorno a tutti, oggi smontiamo un altro luogo comune, un altro di quelli slogan, come quello della separazione delle carriere che ci vengono bombardati da anni e che molti finiscono per prendere sul serio proprio perché il martellamento ha questo di bello, lo diceva già Goebbels ripeti una bugia 10/20/30 volte, alla fine diventerà una verità, mi riferisco a quell’espressione incredibile di grande presa che è quella dei pentiti a rate o a orologeria, l’hanno ritirata fuori per cercare di screditare Gaspare Spatuzza, il quale avrebbe fatto delle rilevazioni non tutte subito, ma scaglionate nel tempo.

Imputati che parlano
Intanto diciamo subito una cosa: chi sono i pentiti? Noi abbiamo creato questa categoria dello spirito, i collaboratori di giustizia, in realtà i pentiti non esistono, esistono semplicemente degli imputati che si comportano in modo diverso a seconda della loro scelta processuale, ci sono degli imputati che parlano e degli imputati che non parlano, tra gli imputati che parlano ci sono quelli che dicono la verità e qui che raccontano balle, è un diritto dell’imputato in Italia raccontare balle ai giudici, quindi non c’è problema, all’estero, in America c’è l’oltraggio alla Corte, ti danno una pena aggiuntiva se scoprono che hai pure mentito nel processo, perché?
Perché è assurdo consentire all’imputato di prendere in giro i giudici, hai il diritto di tacere sulle cose tue, negli Stati Uniti, per esempio, ma se parli devi dire la verità, da noi invece c’è il diritto di tacere e c’è anche il diritto di mentire, va beh pazienza, siamo generosi!
Quindi l’imputato può decidere di stare zitto, oppure di parlare e se parla può dire la verità o può raccontare balle, se l’imputato dice la verità e fornisce ai magistrati degli elementi utili per scoprire autori di reati che senza le sue parole non si scoprirebbero, ecco il collaboratore di giustizia che se appartiene a organizzazioni come la mafia, ‘ndrangheta o camorra che vivono dell’omertà dei loro membri e quindi già si sa che se un loro membro viola il giuramento del segreto e parla e denuncia reati di altri suoi complici oltre ai suoi, viene eliminato fisicamente e se non si riesce a eliminarlo fisicamente perché è ben protetto, si eliminano suoi familiari, vendette trasversali per farlo stare zitto o per farlo ritrattare, allora lo Stato decide che è conveniente per l’interesse pubblico, proteggere questa persona per vietare che venga eliminata o che venga eliminato qualche suo parente e è conveniente anche dare degli incentivi ai criminali delle grandi organizzazioni mafiose, terroristiche etc., perché essendo delle organizzazioni compartimentate e impenetrabili, spesso l’unico modo per scoprirne i segreti, gli arcani è quello di far parlare qualcuno dall’interno, ecco quindi la legislazione premiale, per i pentiti non l’abbiamo mica inventata noi, l’hanno inventata gli americani molto prima di noi e noi l’abbiamo, in parte, importata anche se la nostra è molto diversa.
Gli incentivi sugli Stati Uniti per i delinquenti che collaborano, arrivano addirittura all’impunità perché in America non è obbligatoria l’azione penale e quindi si può decidere di non aprire un processo nei confronti di un mafioso che collabora, questo mafioso non verrà mai condannato né processato per i suoi crimini e vivrà da incensurato per tutta la vita, protetto a spese dello Stato. Da noi invece c’è l’obbligatorietà dell’azione penale, quindi li si processa, se colpevoli li si condanna, ma si concedono delle attenuanti, degli sconti di pena stabiliti per legge in cambio della loro collaborazione, solo lì si riesce a convincerli e a rompere il vincolo dell’omertà e a superare la paura che comunque avranno sempre che l’organizzazione di cui facevano parte li raggiunga anche in capo al mondo e li elimini o elimini qualcuno dei loro parenti, è per questo che abbiamo la legge sui pentiti, legge che è stata poi codificata e perfezionata da Giovanni Falcone quando era al Ministero, legge che ha pagato con la vita Falcone, perché soltanto dopo la sua morte è stata perfezionata come la voleva lui e poi è stata snaturata nel 2001 dal centro-sinistra e centro-destra insieme quando si decise che i pentiti erano troppi, non i mafiosi erano troppi, i 30 mila mafiosi irriducibili, no erano troppi quei 1200/1300 pentiti che c’erano, quindi si decise di sfoltire e infatti ci sono riusciti, da allora non si è quasi più pentito nessuno, uno dei pochissimi della mafia vera che si sono pentiti è Gaspare Spatuzza, il quale è un pentito molto strano perché è molto più pentito dei pentiti normali, nel senso che non è un collaboratore di giustizia nel senso che ha fatto i suoi conti e ha capito che gli conveniva schierarsi dalla parte dello Stato, ha avuto proprio una specie di folgorazione religiosa, tant’è che ha avuto un percorso con il Vescovo de L’Aquila dove era detenuto, ha avuto la crisi mistica. Sta di fatto che comunque anche con la crisi mistica per chi ci crede e per chi non ci crede, bisogna comunque andare a verificare quello che uno dice, ci interessa a noi quando lo dicono? Personalmente a me non me ne frega niente di quando lo dicono, l’importante è che quando lo dicono, dicano la verità, il fatto che il pentito non dica tutto subito è umano, intanto prima ti raccontano le cose proprie e poi ti raccontano le cose degli altri, magari hanno degli amici carissimi che ne hanno combinate di tutti i colori e quindi per non fare la spia magari cercano di salvare qualcuno dei loro amici carissimi, mentre invece il pentito per avere la protezione e mantenerla deve dire tutto, poi mettetevi nei panni di uno che è stato mafioso per 50 anni, da quando aveva i pantaloni corti e deve raccontare tutto subito, magari non si ricorda tutto, magari gli vengono in mente delle altre cose mesi dopo, anni dopo, magari viene in mente al giudice di chiedergli una notizia che lui magari non si era ricordato oppure non era importante, non gli sembrava importante, invece il giudice ha scoperto delle altre cose e chiede delle conferme al collaboratore di giustizia e magari quello dice: ah già è vero, avevo sentito dire quella cosa o avevo visto quella cosa, non l’ho fatta io, non l’avevo raccontata, non me l’ero ricordata, il pentito ti serve sempre, lo devi proteggere sempre perché potrebbe venire utile in qualsiasi momento.
In America non c’è problema, quando il pentito parla, aggiunge, lo si sta a sentire, si verifica se è vero ok, se non è vero pazienza, in Italia abbiamo dal 2001 questa legge folle, la Fassino – Napolitano che ha tolto beneficio ai pentiti, ha tolto attenuanti e in più li ha obbligati a dire tutto entro 6 mesi, i primi 6 mesi sono decisivi, devono dire tutto almeno dettagliare l’indice delle cose che vorranno dire se non fanno in tempo poi a entrare nei particolari, bisogna sapere i titoli dei capitoli dei delitti che vuole affrontare, e se si ricorda qualcosa dopo? E se oggi un pentito dopo i 6 mesi decide per ragioni sue di rivelarci chi ha ucciso il Generale Dalla Chiesa, cosa facciamo buttiamo via? Stante così la legge è esattamente quello che prevede, dopo i 6 mesi non vale più.
Ci dicono che Spatuzza ha raccontato di quello che gli raccontò Graviano Giuseppe su Berlusconi, Dell’Utri e le stragi dopo i primi 6 mesi e questo non varrebbe, in realtà la Cassazione ha detto che i 6 mesi valgono per le cose che sai di tuo perché le hai fatte tu, non perché te le ha dette un altro, se le cose te le ha dette un altro le puoi dire anche dopo, ma in ogni caso per questa ragione, per avere detto cose su Berlusconi dopo i 6 mesi, contro il parere delle procure antimafia e della Procura nazionale antimafia, la Commissione del Governo presieduta dall’On. Mantovano ha negato il programma di protezione a Spatuzza, così chi volesse fare come Spatuzza già sa che certi nomi non li deve fare.

Zitto Spatuzza, zitti tutti
E’ un sasso in bocca è un segnale a lui e agli altri, ma questa storia dei pentiti a rate è interessante perché ci viene sempre detto: negli altri paesi non si consente ai pentiti di raccontare le cose quando vogliono loro.Al processo Andreotti venne a testimoniare Richard Martin, chi era? Era il Procuratore Federale di Manhattan che ha collaborato con Falcone nella megaindagine sul riciclaggio tra la mafia siciliana e la mafia americana detta Pizza connection e poi è diventato il rappresentante speciale degli US General Attorney e infine è diventato special assistent US Attorney presso la Procura federale del distretto meridionale di New York perché è importante Dick Martin? Perché Dick Martin ricevette le prime confidente di Buscetta nel 1983, Buscetta era detenuto negli Stati Uniti e poi fu estradato in Italia e cominciò a parlare con Falcone, ma prima di parlare con Falcone aveva già parlato con Dick Martin e a quest’ultimo aveva rivelato di sapere che Andreotti era uomo di mafia, perché l’aveva detto all’americano e non l’ha poi detto al giudice italiano? Perché in America non è obbligatoria l’azione penale e quindi lui aveva detto: qui lo dico e qui lo nego, le dico Andreotti ma lei non ci faccia niente perché tanto io… in Italia un giudice sarebbe obbligato a aprire un fascicolo su Andreotti, in America possono fregarsene tranquillamente e poi comunque non erano competenti i giudici americani nel giudicare Andreotti, quindi Buscetta ha confidato a Dick Martin, fin dal 1983, 9 anni prima di dirlo a Caselli e ai magistrati di Palermo, il nome di Andreotti, quando Falcone gli chiese di parlare di mafia e politica, Buscetta disse: meglio di no perché ci prendono per matti e ci mettono in manicomio e ci ammazzano tutti e due.
Decise di parlarne quando il sistema di cui Andreotti era uno dei perni, il prima Repubblica, crollò nel 1992 e quando Falcone morì, come risarcimento morale, lui Mannoia e altri cominciarono a parlare dei rapporti mafia – politica, questa è un’altra spiegazione del perché ogni tanto parlano a rate, ma cosa dice Dick Martin al processo Andreotti? Spiega com’è il sistema americano che prevede proprio i pentiti a rate, dice: già nel 1985 a una mia domanda sul livello politico di Cosa Nostra in Italia, Buscetta mi rispose: dico un solo nome Andreotti!
Da noi, spiega Martin, non esiste alcun obbligo di dire tutto e subito, ma solo l’obbligo di dire la verità, come mi insegnò Falcone, sviluppare la testimonianza di uno che è stato dentro un’organizzazione come Costa Nostra non è semplice, non è una cosa che si fa in una settimana o in un mese, quando uno ha vissuto come Buscetta 30 anni in Cosa Nostra, ci sarà un lungo periodo durante il quale si devono fare interrogatori, verifiche, anche in Italia Falcone non insisteva mai che qualcuno dicesse tutto subito, perché capita spesso che ci siano questioni, domande o informazioni che non sembrano rilevanti al momento e perché il testimone non può sapere tutto quello che serve al Procuratore, ma con il tempo possono venire fuori delle altre cose, delle altre domande, questo è il metodo utilizzato da Falcone anche con Buscetta, se dopo anni il collaboratore dice cose nuove, magari aprendo il discorso politico, per noi americani non fa differenza, se si parla di Cosa Nostra o di politica è sempre la stessa cosa, è sempre necessario fare le verifiche, ma non è proibita una testimonianza su un soggetto isolato anche se è stata resa dopo un lungo periodo.
Lo stesso Manganelli, oggi capo della Polizia, all’epoca Questore di Palermo, già capo del servizio centrale di protezione dei pentiti e dei testimoni disse al processo Andreotti: negli Stati Uniti ogni procuratore ha il suo pentito, cioè quello funzionale alla sua inchiesta, tant’è che il magistrato è definito prosecutor sponsor del collaboratore, con lui stringe un contratto, nessun altro giudice può utilizzare nel frattempo quel pentito, finito il processo se questi viene ancora richiesto fa un altro contratto, altrimenti esce di scena, sempre protetto.


Perché a Spatuzza è stata negata la protezione dal governo Berlusconi dopo che ha parlato di Berlusconi? Perché l’ha detto fuori tempo massimo? No, perché ha parlato di Berlusconi, ce la vogliono raccontare, ci vogliono dire che stiamo diventando come gli americani, la testimonianza di Dick Martin ci dimostra che il modello americano è esattamente quello che aveva importato Falcone in Italia e che abbiamo abbandonato grazie alla destra e alla sinistra infami che ci toccano in sorte nel 2001, non ce l’hanno con Spatuzza perché parla in ritardo, ce l’hanno con Spatuzza perché parla di Berlusconi, passate parola!

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