mercoledì 25 agosto 2010

Famiglia Cristiana: direttore nel mirino degli "squadristi della penna"?

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In principio era Boffo, direttore dell'Avvenire. "Era", appunto. Poi venne il più pericoloso fra gli "squadristi della penna" al servizio del Kaiser, Littorio Feltri, e niente fu come prima. L'ex direttore de L'Avvenire fu costretto alle dimissioni nel 2009 dopo la pubblicazione di una serie di attacchi firmati da Feltri che sostenevano l'esistenza di un decreto penale di condanna a carico di Boffo per molestie telefoniche e di una nota informativa nella quale si faceva riferimento a una vicenda di omosessualità, come se essere omosessuale fosse qualcosa di sporco. Boffo non aveva chinato il capo davanti alle porcherie del ducetto lampadato ed è stato distrutto senza pietà: quello che diceva non era piaciuto a Sua Emittenza. Mesi dopo Feltri ammise di aver giocato sporco, ma non con un titolone in prima pagina, come sarebbe stato opportuno fare, bensì con un trafiletto mezzo nascosto, e poi è stato sospeso per una decina di mesi dall'ordine dei giornalisti (c'erano in ballo anche le minacce a Fini e gli articoli di Farina, che era stato appena radiato dall'albo).

I nemici di Sua Emittenza, si sa, devono essere distrutti: basta far saltare fuori qualche dossier, non importa se quello che si racconta sia vero o meno, pompare le cretinate ad arte, e quindi gettare litri e litri di fango sul bersaglio di turno. I più gettonati sono stati Prodi, Di Pietro (guarda caso due buoni politici), il leader del PD di turno, Travaglio o Santoro... ora nel mirino ad alzo zero c'è Gianfranco Fini, e solo perché ha smesso di chinare il capo davanti alle spallate date alla Democrazia dal dittatore. Grazie agli "squadristi della penna" come Feltri, Belpietro, Signorini, Fede (la lista è lunga, ma basta il nome di questi per far venire la nausea anche a stomaco vuoto) il dibattito politico è diventato una continua rissa, sempre scatenata dal "partito dell'amore". Come è spaccata la politica, allo stesso modo è spaccata la società.


Ma, si sa, la finta morale del centro destra "cattolico" è uno specchietto per le allodole, le stesse allodole che si bevono tutta l'acqua intrisa di feccia direttamente dai pozzi avvelenati per ordine del dittatore triste e in perenne fuga dalla Giustizia, con la quale l'appuntamento è solo rimandato, credeteci.

Ieri il direttore dell'Avvenire, oggi... quello di Famiglia Cristiana? Beppe Del Colle come Dino Boffo?

E' un atto coraggioso, davanti al silenzio delle alte sfere del Clero (da Ratzinger in avanti) di fronte alle porcate di Berlusconi e dei suoi sgherri inginocchiati, quello del direttore di Famiglia Cristiana Beppe Del Colle: "Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate - qualora il piano dei cinque punti non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento - non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai 'formalismi costituzionali. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla 'sovranità popolare' che finora lo ha votato. La Costituzione in realtà dice: 'La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione'. Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro 'formalismo'. La discesa in campo in Berlusconi - continua Del Colle - ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato di spaccare in due il voto cattolico, (o, per meglio dire, il voto democristiano). La regola del berlusconismo sembra avere una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: "il metodo Boffo" (chi dissente va distrutto) è fatto apposta".

Non si può che gioire di fronte a queste parole: la vera Chiesa è quella che sa riconoscere le colpe di tutti, le proprie ma anche di quelli con cui fa affari, e il silenzio dell'alto Clero è una vergogna! L'atto coraggioso di Del Colle si affianca a quelli ripetuti di Don Gallo, e a quelli di Don Farinella. Peccato siano i meno importanti nel clero a dissentire, ma almeno qualcuno ha il coraggio di parlare.

Stamane sorridevo, nel leggere questa notizia, perché pensavo che l'utenza di Famiglia Cristiana è in larga parte la stessa delle TV e dei TG berlusconiani: generalmente pensionati e casalinghe, oltre che cristiani praticanti. Cosa faranno adesso queste persone nel sentire una cosa alla TV e leggerne un'altra nel settimanale? Famiglia Cristiana ha piantato nella mente di molti il seme del dissenso, quello che noi cittadini della Società Civile coltiviamo ogni giorno, e che la Legge Bavaglio vuole seppellire.

E adesso cosa faranno i solerti e manganellosi "squadristi della penna" al soldo del ducetto? Tireranno fuori qualche finto scheletro nell'armadio a nome di Don Gallo? O invece chiuderanno il becco almeno una volta? Finiranno queste pagliacciate degli articoloni pieni di falsità nelle prime pagine dei "giornali" vicini a Sua Emittenza? Staremo a vedere.

Nel frattempo intervengono i servetti del partito, e le loro parole fanno schifo, pena e pietà. Ovviamente inizia il più lecchino di tutti, quello che prima di entrare nel PDL non faceva niente, anzi picchiava la moglie, Bondi: "La crisi della società italiana deve essere giunta a livelli di allarme, e la Chiesa stessa non ne è affatto immune, se perfino un settimanale cattolico giunge a tale accenti di unilateralità politica, di assenza di stile e di rinuncia alla moderazione". Anzitutto l'unilateralità politica, caro il mio finto-genuflesso Bondi, è proprio quello che vuole il tuo capo, poi sentire te che parli di stile (vista la mattanza che scateni coi tuoi compari verso gli avversari politici) è una bestemmia, idem con patate per la moderazione: ascolta il tuo ducetto come parla e cosa dice, e fatti un favore: cresci.

Poi è intervenuto il sottosegretario Francesco Giro: "Da cattolico considero l'editoriale di Famiglia Cristiana una dimostrazione di pornografia politica per la scarsa decenza degli argomenti che vengono proposti". Caro Giro, la scarsa decenza sta nel vostro metodo, in come parlate e come azzannate i non allineati... riguardo la "pornografia politica", stare vicino al capo ti ha ficcato in testa certi concetti, eh? Chi va con lo zoppo...

Rincara la dose ancora il ministro del welfare Maurizio Sacconi: "Spiace constatare che Don Sciortino appare accecato dalla sua personale faziosità politica al punto tale da non riconoscere il valore pubblico che meritano i fondamentali principi cristiani, discrimine inesorabile dello stesso consenso elettorale". I principi cristiani, caro Sacconi, sono quelli seminati da Gesù Cristo: pace, amore, carità... e stanno agli antipodi col vostro modo di fare, e poi col consenso elettorale non c'entrano assolutamente niente: aver avuto un po' di voti non fà scendere dal cielo sulla vostra testa l'interpretazione autentica della dottrina cristiana, è più adeguato allora un richiamo di un esponente del clero, quale è Don Gallo, a meno che Berlusconi non si sia rivelato come Dio (gli piacerebbe, forse lo crede, nel suo delirio di una onnipotenza che non esiste, almeno al livello celestiale).

E infine il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi: "Penso che ormai Famiglia Cristiana non faccia più notizia. Ogni settimana Famiglia Cristiana sembra diventata la fotocopia de 'Il Fatto' e de 'L'Unità'', e non mi pare che questa sia la caratteristica di un settimanale cattolico". Caro Lupi, paragonare un qualunque prodotto editoriale al Fatto o all'Unità non è un'offesa, come tu vuoi insinuare per bastonare anche quei due quotidiani (visto che c'eri, hai fatto vedere al capo che tu sei uno "duro", bravo...) bensì un vero complimento. "Cattolico" riferito a un giornale o settimanale allora cosa deve significare: che deve seguire la dottrina di San Silvio? Allora Berlusconi è Dio? Anche tu ti agiti in questi guazzabugli totalmente falsi e privi di fondamento?

Tutte queste repliche, cari amici, sono figlie del non aver niente di sensato da dire, nessun contenuto valido da opporre alle accuse di Famiglia Cristiana, che sono le accuse della Società Civile, e non della società incivile cui appartengono i berluscones, accozzaglia di cortigiani senza coscienza, senza cuore e con un cervello malfunzionante e al servizio della monarchia assoluta che il ducetto incazzoso vuole instaurare alla faccia della nostra Costituzione Repubblicana. Sì, "nostra", di noi italiani, gli italiani col cuore, i figli dei partigiani, gli acculturati, quelli con buonsenso, e non voi: miserabili mostri deformati dall'odio di cui vi nutre il vostro capo.

Maroni oggi ha detto che c'è un "piano per fare fuori Berlusconi". Ha usato un linguaggio ben studiato, come ad accusare un terrorismo che non esiste se non nell'operato del PDL rispetto alla Democrazia. Sinceramente credo che davanti a sparate come questa ogni cittadino deve prepararsi al peggio, e non rinunciare alla lotta, ma non quella armata, bensì quella della parola, del discorso, dello scambio di idee e di informazioni. Solo riflettendo e maturando un forte senso civico si manderà a casa questo gruppo di delinquenti che ci governa, ne va della libertà nostra Italia, perciò nessuno si tiri indietro.

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