mercoledì 11 agosto 2010

Il pio Italo Bocchino e la scoperta dell'acqua calda

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Un altro fascista sulla strada della redenzione. Sulla scia della rivelazione divina che ha illuminato il cammino di San Gianfranco dai nuovi Fini, anche il pio Italo Bocchino trova la strada della legalità e della redenzione sulla via di Damasco.

Cosa spinge al cambiamento? Come può risvegliarsi una coscienza voltando completamente gabbana? Un fulmine caduto dal cielo? Un masso volato da una rupe direttamente sulla testa del penitente?


Il "neo-moralismo" (nuova corrente filosofica del terzo millennio della confraternita dei voltagabbana con le alucce bianche) si allarga a macchia d'olio. Punti sul personale come punizione per aver dissentito dai diktat del Kaiser nano e triste, i fedeli vedono la luce e scoprono che la Democrazia, la Costituzione, la Legalità e l'Onestà sono dei valori veri, e non degli specchietti per le allodole da usare in una scaltra propaganda propinata alle masse in giacca e cravatta (e bandana).

San Gianfranco dai nuovi Fini ha scoperchiato il vaso di Pandora con la timidezza di un piccino la mattina del 25 dicembre davanti ai regalini sotto l'albero fatato, e dopo quasi due decenni ha capito che forse il gruppo politico di cui faceva (o ancora FA) parte Alleanza Nazionale è un'accozzaglia di corruttori e corrotti, di puttanieri e sodomiti, di gentaglia che sorride a comando e fa politica senza intenderla come un servizio ma solo per curare i propri interessi e quelli dei propri grandi elettori.

Gli squadristi della penna, i volenterosi e bavosi cani da guardia della propaganda con manganello e olio di ricino, hanno giubilato e con ululati beluini si sono messi alle calcagna dei neo traditori attuando una certosina e spietata opera di distruzione della reputazione dei suddetti redenti, con il placet dell'uomo aggrinzito ma col cerone e col lifting.

Il pio Italo Bocchino è stato anche umiliato con macelleria di bassa lega: “Ci sono rimasto malissimo quando ho scoperto che Bocchino era un deputato e non un punto del nostro programma.” Allora il pio Italo, che nei mesi scorsi aveva palesato illuminazioni di redenzione, "scende in campo" e anche lui finalmente fà la scoperta dell'acqua calda: il suo ex (?) capo è un delinquente e si deve dimettere! Peccato che fino all'anno scorso il pio Italo come San Gianfranco hanno messo anch'essi la firma (e il voto in Parlamento) su tutte le porcate legislative salva premier, da quelle che hanno sostenuto solo alcune attività economiche a quelle che hanno depenalizzato i reati o distrutto gli strumenti per accertarli, sottoscrivendo le impunità ad personam.

Ma chiunque ha il sacrosanto diritto di redimersi e di dire parole come queste:

"Prima di chiederlo a Fini, dovrebbe essere Berlusconi a dimettersi perché è sotto processo. E con lui si dovrebbero dimettere, per lo stesso motivo, i ministri Matteoli, Fitto e il sottosegretario Bertolaso".

"Siamo alla crisi istituzionale. La sta aprendo il presidente Berlusconi, consapevolmente o inconsapevolmente, nel momento stesso in cui chiede le dimissioni del presidente della Camera. E' una deriva pericolosa, gravissima. La nostra Costituzione prevede che il presidente del consiglio dipenda dal Parlamento che gli dà la fiducia ma il Parlamento non può e non deve dipendere dal governo".

"Ci sono prove inconfutabili che lui (Berlusconi ndr) sia il mandante di tutta l'operazione (di attacco a Fini ndr). Le dimissioni le ha chieste il portavoce del suo partito, Daniele Capezzone, e lui non lo ha mai smentito. L'altra prova è la raccolta di firme contro Fini avviata da 'Il Giornale' che è una sua proprietà".

Sono parole pesanti, ma è la forza della fede nella Legalità ad illuminare il cammino del pio Italo. Il gruppo Futuro e Libertà per l'Italia adesso è la mina vagante del PDL, e si contrappone al Kaiser. Ricordate com'era strutturato il PDL quando vinse le elezioni? Quattro leader, o meglio: un leader, il ducetto incazzoso, e tre subalterni cui lanciare sul pavimento i contentini pur di averne l'appoggio necessario a non finire in galera. Oggi di quei quattro... due sono in rotta, gli altri due vanno a braccetto: e pare che a comandare sia quello con le mutande verdi che alza il dito medio (nel deretano degli italiani)... all'altro, quello più truccato di una coniglietta di playboy, va bene così... l'importante è non finire in galera.

La deriva morale (oltre che economica) della nostra patria forse è irreversibile... ma se questo miracolo di redenzione, di illuminazione, di autoflagellazione tafazziana continuerà a crescere, chissà: forse anche il nanetto ci crederà davvero e si costituirà per andare in carcere... ahahahahaahahaha!!!! Meglio qualcosa come Hammamet, via! Anzi: AMEN...

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