martedì 24 agosto 2010

La UE avvisa: l'Italia non combatte la Mafia

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Ogni volta che vien fuori qualche documento, qualche testimonianza, insomma qualche prova di come Sua Emittenza o Marcello Dell'Utri (condannato anche in appello alla galera) o qualcun altro dei figghi santissimi del PDL abbia avuto contatti con la Mafia, subito alle TV approdano flotte di pupazzetti incravattati e incazzosi con mazzi di cartaccia in mano, attraverso la lettura dei quali vengono snocciolate le "tante vittorie" che il nostro governo avrebbe conseguito nella lotta alla criminalità organizzata. Assistiamo alla stessa patetica scena anche quando il governo è criticato per aver operato male in altri settori.

Queste pagliacciate vengono puntualmente smascherate con un minimo di attività di ricerca fatta anche in rete. E la notizia, l'ennesima in tal senso, proviene dall'Unione Europea, che per il tramite della commissaria alla giustizia Viviane Reding, stila un elenco degli Stati che non hanno ancora recepito con legge nei propri ordinamenti le direttive UE, oltre che di quelli che le hanno recepite male.

Indovinate dove si colloca l'Italia?

In piena linea col nascondimento di capitali all'estero (All Iberian eccetera) da parte del Kaiser, la sua dittatura non ha ancora messo in atto le norme Ue del 2006 che consentono la confisca dei beni mafiosi e criminali appunto all’estero. Sarebbe a dire: lasciamoli là, al sicuro dal fisco e dalla giustizia.

Francamente non sono stupito, sento solo la consueta indignazione che sempre più italiani, disinformati e inebetiti, non provano più.

Allora scopriamo che l’Italia è tra i 14 paesi Ue che ancora non hanno trasposto nella legislazione nazionale le norme europee in materia anche se "il processo è in corso", dicono i più informati, sebbene rallentato dall'attenzione governativa ad "importantissimi" provvedimenti che servono alla nazione: le cazzate del Processo Breve, del Lodo Alf-Ano Costituzionale e della Legge Bavaglio. E' una questione di priorità, giusto?

La Reding ha fatto osservare che questa procedura ha il grandissimo merito di facilitare l'acquisizione di questi beni nascosti all'estero, e ha sottolineato che proprio in un periodo come questo, in cui la recessione economica è la dura realtà da affrontare quotidianamanete da parte dei cittadini comuni (non certo i politici, con tutti i privilegi che hanno), queste confische sono come il pane da addentare per risollevare l'economia nazionale e internazionale.

La Mafia, la Camorra, la 'Ndrangheta possono però stare tranquille, le punizioni arriveranno solo nel 2014, e cioé quando scadrà il termine del periodo transitorio della recezione della normativa europea, e Bruxelles potrà intervenire personalmente. Però vien da ridere: l'Italia sta ignorando la decisione della corte europea sulle frequenze abusivamente occupate da Rete4, pagando milioni e milioni di euro di multa, allora questa eventuale punizione della UE farebbe solo il solletico alla coscienza di questi criminali che millantano vittorie contro la criminalità organizzata e poi di nascosto vi fanno loschi e sporchi affari. Una mano lava l'altra. La stessa gentaglia che approva lo "scudo" fiscale per riportare in Italia solo le briciole di quanto evaso all'estero.

Questo governo aiuta solo i delinquenti, perchè è guidato da un delinquente.

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