mercoledì 25 agosto 2010

L'assassina della Scuola Pubblica e della Cultura. Il massacro della Gelmini

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Il governo del fare (disoccupati)

Maria Stella Gelmini è il braccio armato di Berlusconi nella distruzione della Scuola Pubblica. C'ha poco da dire le sue falsità e le sue cazzate sulla riforma, "questa servirà a rendere la Scuola migliore": con lo stupro che ha firmato, la Gelmini ha decretato la distruzione della Cultura vera, quella totale e quindi libera, e ha scelto di togliere il lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Già, al Kaiser non era piaciuto che proprio dal mondo della SCuola Pubblica (e Università) fossero nate nella scorsa scellerata sua legislatura le proteste più massice per controbattere le sue delinquenziali leggi.


Sì, centinaia di migliaia saranno i disoccupati nel mondo della Scuola, centinaia di migliaia le famiglie buttate nel lastrico da un giorno all'altro. Immaginate di vincere un concorso pubblico, e quindi di avere un lavoro sicuro, garantito dalla Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori. Poi immaginate che un giorno una donna di aspetto repellente (a me fà questo effetto, ma ad altri può piacere, sia chiaro), una donna che per superare l'esame di avvocato è dovuta andare in una regione in cui le abilitazioni sono automatiche attraverso esami farsa, una donna di cui ex compagne di scuola e università raccontano del basso livello di cultura, una donna che di Scuola e organizzazione della stessa non ha mai conosciuto niente e quindi non capisce assolutamente niente, beh... questa donna un giorno viene messa in una sedia importante, il ministero dell'istruzione e mette firma e faccia su una normativa che distrugge i metodi di insegnamento, crea le condizioni affinché lo studio sia difficle ed antipatico, e manda a casa centinaia di migliaia di lavoratori, che magari avevano fatto un mutuo per la casa, che hanno figli da sfamare, vite da vivere, dignità da mantenere... non basta tutto questo per dire che questa donna è una delinquente?

LA ODIO (e io non sono un insegnante), mentre la ringraziano le scuole private, quasi tutte in mano al clero, scuole che hanno già il proprio sostentamento e ora vedono arrivare soldi gratis e non dovuti, e la ringraziano le migliaia di inseganti di religione cattolica che si troveranno ad avere poteri che non gli spettano per pilotare la decisione su chi promuovere e chi no: classico strumento per punire chi fra gli studenti vuole esercitare il diritto di non assistere alle ore di lezione di "religione" per non farsi riempire la testa di razzismo e finto amore.

Maledetta Maria Stella, per sempre.

La mannaia della riforma Gelmini
di Augusto Pozzoli

Maria Stella Gelmini a proposito della riforma della scuola aveva ripetutamente affermato che l’operazione (in pratica un massacro degli organici delle scuole) non avrebbe comportato nessun licenziamento. Una bugia clamorosa drammaticamente confermata dai crescenti casi di protesta dei precari che oggi, da Palermo a Pordenone, arrivano adirittura allo sciopero della fame. Per anni, e talora per decenni, hanno lavorato e ora si trovano improvvisamente senza un posto. Docenti di ogni livello e personale tecnico amministrativo. Negli anni passati hanno lavorato perché sono stati chiamati a coprire posti vacanti, cattedre senza insegnanti e uffici senza il personale sufficiente per far funzionare le scuole.

E quando è calatala la mannaia dei 135 mila posti da tagliare entro il prossimo anno in tutta Italia, per buona parte di loro il lavoro è svanito. Messi alla porta, scaricati come macchine da rottamare. E questi non sono licenziamenti? Chi lo nega si appella a cavilli formali che ormai non convincono neanche gli sprovveduti. I tagli erano stati giustificati, oltre che per risparmiare, per eliminare una volta per tutte la piaga del precariato che per decenni ha messo in discussione uno dei cardini della scuola, la continuità didattica? Non ci saranno più classi che ogni anno cambieranno insegnante? Niente affatto. Nonostante tutto proprio in questi giorni gli uffici scolastici territoriali stanno lavorando per coprire le cattedre che non hanno un titolare. Infatti, nonostante la manciata di immissioni in ruolo (16 mila, contro i 23 mila chiesti dalla stessa Gelmini al collega Giulio Tremonti), ci sono ancora migliaia di posti da assegnare, almeno al Nord. Ci sono addirittura sedi scolastiche ancora senza preside. E la soluzione non può essere che di tipo precario.

Nel frattempo nelle scuole, e sempre a causa della riforma, ci sono almeno 10 mila insegnati cosiddetti soprannumerari. Insegnanti di ruolo che hanno il posto, ma non hanno più la cattedra. Che fare di queste persone che non avranno più una classe da guidare? Una situazione paradossale che il ministero ha affrontato con una circolare in cui si invitano gli uffici scolastici a lasciare questo personale per lo più nelle scuole dove hanno finora prestato servizio. A disposizione. E se ne vedranno di tutti i colori per cercare di tenerli in servizio senza fare nulla. Mai la scuola italiana ha vissuto tempi tanto assurdi. A scapito di chi ci lavora, e di conseguenza di chi la frequenta. Il nuovo anno scolastico è alle porte. Un anno che nelle intenzioni della Gelmini doveva rappresentare il recupero del merito e della qualità. Non è mai andata peggio di così.

Vedi anche:

Scuola, da Palermo a Pordenone. Si allarga la protesta dei precari
A Palermo continua lo sciopero della fame dei precari della scuola

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