lunedì 23 agosto 2010

Lodo Mondadori: come ti salvo l'evasione fiscale. L'ira e l'esempio di Don Gallo

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La settimana scorsa ho acquistato un libro della Mondadori, usufruendo dello speciale sconto del 30% applicato per queste vacanze. Tutto bello e contento sono uscito dal megastore col mio libro da regalare, poi mi sono ricordato di chi è la Mondadori e del famoso Lodo repentinamente approvato in questa dittatura, ooops, scusate: legislatura, per azzerare l'evasione fiscale di questa azienda della Sacra Famiglia arcoriana. Mi è venuta voglia di rientrare nel negozio e chiedere il cambio, ma ho lasciato perdere.

La Repubblica delle Banane viene sempre in aiuto del Kaiser: i pupazzetti genuflessi, abbronzati e sorridenti in questo caso sono entrati nel tecnico (che ovviamente non hanno capito, ma se fa felice il capo allora va bene) e hanno operato il salvataggio dall'applicazione della Legge con una nuova legge ad personam, o meglio ad aziendam. Le cifre in ballo non erano cosa da poco, la storia la conosciamo, ne abbiamo dato conto anche qui, questa famigghia non riesce proprio a rispettare le leggi, è nel DNA di questa gente fregarsene delle regole e farne nuove per coprire le malefatte del momento. La nuova legge ritagliata addosso alla Mondadori le ha consentito di pagare 8,6 milioni di euro al fisco, in vent'anni, anziché i 350 milioni dovuti e contestati dalla Giustizia. Della serie: noi siamo ricchi e non ci piace pagare le tasse perché del paese non ce ne frega niente. Questo è l'unico ed incontrovertibile significato di questa ennesima presa in giro al paese.


Una voce risuona alta in questa storiaccia. No, non è dell'opposizione. Ai latrati della maggioranza si oppone con decisione Don Andrea Gallo, che ha pubblicato due libri con la Mondadori, e fà vedere agli scrittori italiani cosa bisogna fare: isolare questa feccia e strozzarla, attraverso lo strumento del non lavorarci dentro e del non acquistare i loro prodotti. E ha ragione.

"Non pubblicherò più libri con Mondadori, dopo questa storia del romanzaccio di Segrate io zitto non ci sto, qualcuno deve pur dire no a un certo punto a questa vicenda: è un romanzaccio che spinge un mini-autore come me a non poter proseguire ancora con Mondadori". Il prete poi precisa: "L'azienda di Segrate è un monumento dell'editoria italiana e, lì dentro, ho incontrato professionalità eccellenti. Però non posso fare finta di niente davanti a una legge "ad aziendam" che ha messo a posto un'evasione fiscale enorme. Vero che ci sono state due sentenze favorevoli, ma al terzo grado non ci si è arrivati: è invece arrivata l'ennesima legge ad personam".

Uno schiaffetto Don Gallo, uomo del Clero non "allineato" alla Dittatura, dalla Mondadori l'aveva ricevuto: le presentazioni dei suoi due libri non erano state fatte in una delle tante librerie della stessa società, ma entrambe erano state organizzate presoo la Feltrinelli! Curioso, no? Della serie: gradito non lo sei tanto, perché non te ne vai? Noi per non fare brutta figura non ti cacciamo.

Infine Don Gallo guarda indietro e punta il dito: "Abbiamo tutti preso un grosso granchio: abbiamo sottovalutato chi sapeva e aveva capito tutto, per tempo, Indro Montanelli". "Perché davanti all'inchiesta di Giannini le istituzioni, le forze politiche non parlano? C'è un silenzio assordante in questa crisi di sistema".

Ma è il silenzio che copre queste malefatte il migliore alleato del Kaiser e della Sacra Famiglia che ha costruito: quasi tutta l'opposizione ha smesso da tempo di parlare del conflitto d'interessi perché è stata bollata di antiberlusconismo e quindi si è infifata, e porcherie come questa del Lodo Mondadori sono passate sottobanco, nel quasi totale silenzio delle TV e di larga parte della stampa.

Il Regime va avanti, risparmiando soldi che sarebbero dello Stato: meglio nelle tasche di chi bacia le mani piuttosto che in quelle del Fisco, no?

Che schifo...

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