martedì 10 agosto 2010

Maroni promuove questore Mortola (condannato a 3 anni e 8 mesi)


L'ennesima vergogna di questo governo di delinquenti che abbiamo sopra la testa. Uno schiaffo enorme alla Democrazia, al buonsenso, e a tutti quelli che durante il G8 di Genova furono pestati a sangue.

Ricordate il blitz della Polizia alla Scuola Diaz? Irruzione nel cuore della notte, tutti i ragazzi dormivano pacificamente, nessuno di loro era armato o aveva con sé strumenti atti a ledere chissàchi. I poliziotti però non si sono dati per vinti, e "preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati per nascondere la vergognosa condotta dei poliziotti violenti concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola", come recitano appunto le motivazioni dell'appello. Sì, la sentenza di appello con cui il neo Questore (anche se non si sa ancora di dove) appena eletto dal ministro dell'Interno Maroni, Mortola, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione!


Stupiti? E come potreste? Ricordate che Maroni è il primo ministro dell'Interno nella storia dell'Italia repubblicana ad aver avuto problemi con la giustizia: aveva morsicato a una gamba un poliziotto durante una retata a una sede leghista, pertanto era stato condannato in primo grado nel 1998 a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. In appello nel 2001 la pena fu ridotta a 4 mesi e 20 giorni perché nel frattempo il reato di oltraggio era stato abrogato. La Cassazione nel 2004 ha poi commutato tutto in una pena pecuniaria di cinquemila euro.

Quindi abbiamo un pregiudicato che nomina un altro pregiudicato a un ruolo delicatissimo all'interno delle forze dell'ordine.
Ricordiamo che all'epoca dei fattacci del G8, Mortola era il capo della Digos di Genova, quindi era il poliziotto a cui facevano riferimento - per conoscenza del territorio - gli altri funzionari spediti nel capoluogo per il G8 da Roma e da Napoli. Fu pertanto a lui che vennero affidate le famose bottiglie molotov portate dalla stessa Digos all'interno della scuola per giustificare il pestaggio che ne seguì. Al processo, Mortola ammise che portare quelle bottiglie incendiarie nella scuola fu "una forzatura giuridica". Il Tribunale ha ritenuto giustamente che si trattava di qualcosa di un po' più grave. Quella scusa non giustificava la mattanza e la creazione di prove false, altro che "forzatura giuridica"...

L'Espresso aggiunge: "Insieme a Mortola sono stati condannati in secondo grado altri 24 imputati, tra cui il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (5 anni), Giovanni Luperi (4 anni) e Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi). Nella sentenza, la Corte ha stabilito che la violenta repressione del 21 luglio 2001 (il giorno dopo l'uccisione di Carlo Giuliani) e l'irruzione alla Diaz erano nate da una «richiesta» arrivata dall'allora capo della polizia Gianni De Gennaro, a sua volta promosso capo dei servizi segreti. Una «pressione psicologica» che per la Corte però «non giustifica in nulla la commissione dei reati né l'eventuale malinteso spirito di corpo che ha caratterizzato anche successivamente la scarsa collaborazione con l'ufficio di Procura». Insomma, i poliziotti potrebbero essere poi andati al di là delle intenzioni, con i pestaggi e le violenze. La notte del 21 luglio 2001 fu in effetti una delle pagine più nere della storia della polizia italiana. Nell'operazione Diaz rimasero vittime decine di persone del tutto estranee agli incidenti che erano avvenuti il giorno precedente."

Patetiche le repliche del segretario generale del sindacato di polizia Siulp, Roberto Traverso, che dice: "Cosa diranno i genovesi adesso? Oltre al danno, è una beffa per la nostra categoria, che per quei maledetti giorni del 2001 sta ancora pagando mediaticamente un prezzo altissimo. L'amministrazione non ha mosso un dito per la 'truppa' ma promuove i vertici condannati"... ovvero: spostiamo l'attenzione su una cosa che non c'entra niente e non ammettiamo quanto provato e statuito dalla Giustizia!

E bravo Maroni: una decisione in linea col suo pedigree! Del resto è caratteristica di questo governo affidare poltrone e incarichi importanti a chi ha la fedina penale sporca: lo "stile" berlusconiano è sempre lo stesso, e puzza di fogna.

Ma una cosa mi viene in mente: sapete no che c'è l'obbligo per tutti gli agenti di polizia di non frequentare persone con precedenti penali? E come faranno adesso?

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