lunedì 20 settembre 2010

Bossi detta legge, Berlusconi china il capo

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La spada di Damocle della Fiducia è sul capo del Kaiser da tempo, ed è Bossi ad impugnarla a due mani.

La maggioranza in Parlamento è fondamentale per Berlusconi: se dovesse mancare, il governo cadrebbe e con la riapertura dei processi a suo carico le condanne sarebbero certe. In questi giorni abbiamo assistito al gran mercato dei mezzi uomini, con tentate e a volte riuscite compravendite di coscienze, giusto per assicurare al premier l'impunità: l'unica cosa che conta davvero per lui.

L'attenzione quindi si è spostata dal "fondamentale" decreto intercettazioni/bavaglio, oggi messo da parte, alla conta dei "bravi" manzoniani, con offerte a destra e a manca per comprare quello che le urne avevano dato per poco tempo. E' agghiacciante come ogni nuovo passo di questo governo venga sbandierato come un atto voluto per il popolo e poi quello che viene curato è solo l'interesse di Berlusconi in primis e poi del guazzabuglio di delinquenti che lo sorregge.

Oggi leggiamo che fra il ducetto triste a la Lega Nord ci sarebbe un nuovo patto di ferro. Potrebbe sconvolgere quanti credevano alle elezioni anticipate, che la Lega vuole e Berlusconi no (i sondaggi parlano chiaro per entrambi), ma rientra perfettamente nella logica ipocrita di accordi fra il Senatùr e Arcorman. Pur di mantenere le chiappe al sicuro nella poltrona della presidena del consiglio dei ministri, Berlusconi sta facendo sempre maggiori concessioni alla Lega, che sta usando questo rapporto vizioso con grande furbizia, e corre spedita verso la Secessione (il federalismo mascherato): la spada di Damocle della Fiducia è sul capo del Kaiser da tempo, ed è Bossi ad impugnarla a due mani. Pur di non cadere, Berlusconi gli sta dando progressivamente quello che vuole, sapendo bene che quando Bossi e la Lega avranno più voti di lui lo metteranno da parte senza guardarlo in faccia.

La Lega sta per ottenere la candidatura a sindaco di Bologna (povera Emilia, un tempo rossa e ora lanciata verso il razzismo della Lega!), e qualche ministero in più: o l'Agricoltura o lo Sviluppo Economico (forse entrambi), e cioè due poltrone importantissime per l'economia del paese. Metterle in mano a un partito che vuole distruggere l'unità d'Italia sarebbe l'atto più pericoloso mai fatto da Berlusconi al paese, perché le risorse sarebbero dalla Lega spostate al Nord e il resto del paese sarebbe lasciato da solo, allo sbando totale.

Berlusconi non ha proprio coscienza, e questo rimpasto in fieri ne è l'ennesima dimostrazione. Castelli e Giorgetti sono i nomi di cui si parla oggi. Ma la questione è anche nel vedere come saranno trattati i finiani e quanti fra gli ex AN sono rimasti sotto le sottane del premier: i voti di tutti fanno comodo, per rimanere al potere. E' quindi una questione di numeri: Berlusconi è disposto a dare qualcosa a tutti quanti si staccheranno da Fini e gli giureranno eterna fedeltà, e l'amo è gettato, avvolto in un'esca gustosa.

Ora è tutta una questione di coscienza. Il problema è che nella maggioranza la coscienza non esiste più: avete presente il "lato oscuro" dei cavalieri Jedi di Guerre Stellari? Ecco: da noi è peggio, molto peggio.

Nel frattempo nessuno nel governo fa niente per rimettere in piedi il paese.

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