mercoledì 15 settembre 2010

Cappellacci e i fondi misteriosi, una nuova pista

.

Parliamo ancora di lui, il figlio dell'ex commercialista di Berlusconi che siede sulla poltrona di governatore della nostra Sardegna, il politico eletto con l'aiuto interessato del padrone di Videolina e l'Unione Sarda (poi ricompensato con l'uccisione della Legge Salva Coste), l'uomo della provvidenza che ha calunniato assieme al suo Kaiser Renato Soru per tutta la scorsa campagna elettorale, l'uomo che doveva far tornare a sorridere la Sardegna: un semidio, insomma (Dio è ad Arcore, infatti).

Sì parliamo ancora di lui, Ugo Cappellacci, l'abbiamo già fatto ma anche oggi Ugo merita la nostra attenzione, perché ci sono novità.

Il Messaggero di oggi fa nuove rivelazioni sulla Cricca e ce n'è anche per Cappellacci: infatti il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli, titolari dell’inchiesta sulla P3 e sul business dell’eolico in Sardegna, vogliono stabilire se l’apporto di Flavio Carboni all’elezione di Cappellacci in Sardegna nel 2009 sia stato soltanto di tipo politico, così come il faccendiere ha sostenuto durante il suo interrogatorio davanti ai magistrati, oppure ci sia dell'altro. Il sospetto è che Carboni abbia finanziato economicamente la campagna elettorale in cui Cappellacci si confrontava con Renato Soru in cambio di favori sugli appalti dell'affare eolico, su cui la puzza di Mafia è stata sentita da presto.

Pinello Cossu, zio della compagna di Carboni, assessore provinciale, e Franco Piga, il presidente dell’Ato che faceva parte del comitato elettorale di Cappellacci e ne gestiva i fondi, si sospetta che abbiano agito di comune accordo con la Loggia P3. E in mezzo ci sarebbe anche il presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, saltato fuori anche lui da alcune intercettazioni di Carboni, Dell'Utri (sempre lui) e Gino Mariotti della Karis, la società che ha presentato le richieste di autorizzazione per gli impianti eolici.

Antonini ha negato di conoscere Dell'Utri e Carboni, poi è stato sbugiardato dall'intercettazione di una sua telefonata con Carboni stesso, in cui parlavano di un incontro negli USA con Cappellacci, che negli USA c'è andato davvero, proprio in quei primi mesi del 2009.

Quello che la Magistratura sta cercando quindi di capire è se siano stati impiegati dei soldi (in cambio di favori post elezione) per favorire l'elezione di Cappellacci, quanti, e per quali vie sano transitati. Il sospetto dei pm è che il buon esito dell’elezione, con la nomina del candidato di riferimento alla carica di presidente, fosse funzionale al piano della P3 e alla buona riuscita dell’affare eolico in Sardegna.

Tutte queste persone saranno sentite (o risentite) al più presto, e hanno una spada di Damocle sulla testa: faranno la figuraccia di Antonini, che ha negato e poi è stato sbugiardato dalle intercettazioni, oppure parleranno sinceramente da subito?

Ah, Ugo: la Sardegna non sorride, piange... e tu non stai facendo niente per essa.

.

Nessun commento:

Posta un commento