mercoledì 15 settembre 2010

Continua il teatrino Elezioni-Sì / Elezioni-No

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Ridiamo per non piangere... tutti si autoincensano e fra un trampolo e una stampella la vergogna va avanti con un equilibrio precario, alla faccia dei problemi del paese.

Il "gruppo di responsabilità" perde i pezzi. Nucara: "Non ci sono nomi in particolare..."
L'Udc Romano: "Non lo conosco". Nicco, deputato della Valle d'Aosta iscritto al Gruppo misto - minoranze linguistiche: "Le porte per una possibile intesa con il governo sono chiuse". No anche dall'Svp e dall'Mpa. I finiani: "Restiamo determinanti".

ROMA - Nel giorno in cui il presidente della Repubblica auspica una prosecuzione della legislatura, si fa tortuoso il cammino del cosidetto "gruppo di responsabilità nazionale". Mostra la corda, infatti, quella che dovrebbe essere una sorta di lista "salva governo" alla Camera che dovrebbe mettere al riparo il premier dopo i contrasti con i finiani e la formazione del gruppo Futuro e Libertà. Dei venti nomi ventilati, molti si smarcano. A partire dall'Udc Saverio Romano, indicato tra i papabili: "Non conosco l'onorevole Nucara e non so cosa stia facendo". Porta chiusa anche dall'Mpa di Raffaele Lombardo: "Non faremo parte di nessun 'gruppo di responsabilità nazionale e voteremo la fiducia ai 5 punti programmatici del Pdl solo a patto che ci sia un cambio di rotta sul Sud e la sicurezza" annuncia Aurelio Misiti. E il brindisino Gaglione, indicato come uno dei 20 pronti a formare il gruppo, dichiara a Repubblica: "Non voterò mai a destra".

Ma è lo stesso Nucara a fare un passo indietro, manifestando un forte scetticismo in un'intervista al Tg3: "Non credo che il gruppo si sia dissolto come non ho mai creduto che si fosse formato. Berlusconi è nella sua natura ottimista, io per mia natura sono pessimista". E poi aggiunge: "Non ci sono nomi in particolare. Berlusconi mi ha detto alcune cose, che a mio avviso erano sbagliate. Gli ho detto: 'Questo nome cancellalo, perché non verrà mai con noi. Ma i nomi onestamente erano molto più di 20".

Uno stop ad aiuti al governo arriva anche dalla Svp: "Non entreremo in maggioranza, restiamo fuori dai blocchi, non ci prestiamo a scelte di schieramento, nè ci interessa la costituzione di nuovi gruppi" dicono Siegfried Brugger e Helga Thaler a nome dei deputati e dei senatori della SVP. Categorico anche Roberto Nicco, deputato della Valle d'Aosta iscritto al Gruppo misto - minoranze linguistiche: "Le porte per una possibile intesa con il governo sono ermeticamente chiuse". Mentre i Liberal Democratici prendono tempo: "Berlusconi non ci ha ancora chiesto nulla".

Dal fronte finiano, però, arriva un monito. "Il 28 settembre si dimostrerà che siamo determinanti. Il resto è ininfluente" dice Carmelo Briguglio che mostra di considerare l'operazione del gruppo di solidarietà destinata a fallire. "Al gruppo -scherza- abbiamo qualcuno che mette le crocette sopra le foto di quelli che un quotidiano ha messo in pagina come pronti ad aderire a questa cosa. Via via, le crocette aumentano...".

Polemica l'opposizione. "Siamo al calciomercato, questa e' la dimostrazione che Berlusconi ha paura" commenta il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. "Stiamo assistendo a un disfacimento vergognoso di una maggioranza e al tentativo di tenerla in piedi con ogni mezzo" rincara la dose Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd.

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