martedì 28 settembre 2010

Fiducia e compravendita: i 5 ex UDC sono amici di Cuffaro

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Nuova linfa dalla Mafia in aiuto di Berlusconi? Da questo articolo del Fatto Quotidiano parrebbe di sì.

Anzitutto precisiamo che questa compravendita di deputati è davvero schifosa: Berlusconi pur di arrivare a mantenere la sua posizione dittatoriale è disposto a tutto, e questo getta una luce sinistra sui sospetti che in tanti, fra i politici e i giornalisti "non allineati" oltre che all'interno della società civile, sospettavamo, e cioé che se cade il governo i processi vanno avanti e la condanna è certa. Non si sbatterebbero così i nuovi adepti del malaffare per il loro capo se egli non fosse completamente colpevole.

Ormai in rete si moltiplicano le notizie che troppa TV e stampa non passano: senatori comprati o almeno contattati per far cadere il governo Prodi nella scorsa legislatura, e gli acquisti in corso di questa legislatura per arrivare a un numero di persone sufficente a votare la fiducia e far passare ogni porcata. E se anche Bersani alza la voce, lui che sta quasi sempre zitto, un motivo c'è.


Oggi abbiamo dato conto anche noi della notizia della fuoriuscita di 5 deputati dall'UDC e di 2 dall'API, osservando come questa novità puzzasse lontano un miglio. Stasera leggiamo che i 5 dell'UDC sono tutti dell'area di Cuffaro, anche lui ex UDC, pluricondannato per attività legate alla Mafia (vedi Wikipedia).

Certo che Casini, che oggi fa il moralista, poteva evitare di accogliere nel partito dei mafiosi, ma da uno che è stato con Berlusconi per tanti anni e ha votato larga parte delle leggi ad personam, cosa ci si può aspettare? Apriamo gli occhi, su!

Comunque, dicevamo dell'articolo del Fatto. Il quotidiano di Padellaro, Travaglio e Gomez ricorda che gli ex dell’Udc sono tutti legati all’ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, condannato appunto in primo e secondo grado per favoreggiamento aggravato alla mafia, e indicato come tessitore degli spostamenti dall’Udc a favore di Berlusconi. Tanto che persino il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha fotografato la situazione: "Si va verso un governo Bossi-Berlusconi-Cuffaro". In realtà, Cuffaro, proprio per non mettere in imbarazzo l’esecutivo, resta defilato. Ci sono però i suoi uomini. Che bastano e avanzano. Giuseppe Drago, condannato definitivo per peculato. Francesco Saverio Romano, più volte indagato sotto inchiesta per fatti di mafia e oggi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Calogero Mannino, assolto dall’accusa di concorso esterno dopo una travagliata vicenda giudiziaria durata 17 anni.

Berlusconi ha capito che sui finiani non può contare. Granata oggi ha ribadito che Futuro e Libertà è ptronta a votare la fiducia per Berlusconi, ma solo se quel 5% riguardante le impunità non sarà nel programma. Quindi è chiaro che il Kaiser deve arrivare alla quota salvezza di 316 (o di più, se la compravendita di coscienze va bene) senza i finiani, perchè le impunità sono l'unica priorità per Berlusconi, il paese non gli interessa: vada allo sfascio, lui deve evitare il carcere.

Questo ha portato al gran mercato della politica, dove chi paga bene acquista consensi e un sostegno per niente disinteressato. Già, questo governo si basa sui ricatti, sugli accordi extra-politici, sulle poltrone, sui contrattini ad hoc, sui soldi e il potere... e il suo ducetto è costretto a promettere e regalare di tutto pur di rimanere in quella sedia blindata dalle porcate costruite su misura dai suoi avvocati. E' tutto talmente chiaro e lampante che davvero non vedo come l'Italia non debba urlare a gran voce il proprio sdegno.

Io sono incazzato nero.

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