lunedì 6 settembre 2010

Il "Giornale" in rosso: dovrebbe fallire, ma vive lo stesso

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Credo che oggigiorno l'unico giornale che vive senza i contributi statali sia Il Fatto Quotidiano di Padellaro, che se ne fa giustamente un vanto. Il Fatto Quotidiano vende, e tanto, e piace sempre più alla gente onesta, diciamo alla società civile, perché racconta la verità oggettivamente, anche se spesso vi aggiunge una piccola dose di sarcasmo (sacrosanta, visto il teatrino della politica).

Il Fatto Quotidiano vive sulle sue spalle, e sa commentare con linearità e senza paraocchi gli errori e i successi di tutti, perché non serve bandiere. Anche se i vari Feltri, Belpietro, Fede eccetera hanno detto che questo giornale sarebbe l'organo di partito dell'IDV, i fatti li hanno smentiti. Uno fra tutti, il più eclatante: la fortissima critica fatta all'Italia Dei Valori quando ha deciso di appoggiare la candidatura di De Luca alla Regione Campania.

Ovviamente Il Giornale e Libero non hanno la minima idea di cosa significhi essere onesti coi lettori e con la prorpia coscienza, perché essi (a differenza del Fatto) servono un padrone, e per continuare la bombardante opera di propaganda squadrista ogni santo giorno nascondono le notizie scomode al ducetto bitumato coi tacchi e alterano (se proprio non inventano) la realtà dei fatti ad uso e consumo dei diktat del Kaiser, che poi finge di dissociarsi dal loro squadrismo. Insomma: sono patetici.

Ieri ho letto una notizia che mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ho cercato qualche conferma in rete ed è tutto vero: Il Giornale di Littorio Feltri ha chiuso il 2009 con un passivo in bilancio di 17 milioni e 600 mila euro! Un qualisasi altro giornale avrebbe chiuso baracca e burattini, Il Giornale invece no.

Ricordiamo che qualche anno fa Paolo Berlusconi (di sua iniziativa?) aveva cacciato dalla poltrona di direttore del quotidiano Maurizio Belpietro (che aveva finto di mostrarsi corrucciato) per metterci l'attuale squadrista in comando Littorio Feltri. Con ciò si voleva dare una sferzata maggiormente violenta all'opinione pubblica, per guidare e pilotare le coscienze a un maggiore odio verso quanti sono scomodi al lampadato triste e preoccupato. Il nuovo direttore aveva preso in mano la situazione lanciando sciacallaggi e bastonate all'olio di ricino un po' dappertutto, distruggendo Boffo, Di Pietro, Franceschini (e ora Bersani) e soprattutto il presidente della Camera Fini. In più di un'occasione il Kaiser si è apertamente dissociato dallo squadrismo feltriano, arrivando anche a dire "vendete questo giornale" (visti anche i rossi in bilancio, avrebbe fatto bene), ma ovviamente era tutta scena. Essendo un ducetto, gode nel vedere distrutti i suoi oppositori, poi chi se ne frega se Feltri vine, stramultato e sospeso dall'Ordine dei Giornalisti e condannato una marea di volte per Diffamazione a Mezzo Stampa.

L'attuale rosso in bilancio (17,6 milioni di euro nel solo 2009) è figlio di una fuga degli sponsor pubblicitari: 13,2% in meno, forse che provano vergogna ad apparire nelle pagine di questo quotidiano? E ciò anche se le vendite sono aumentate del 12,2%, che sarebbe una buona cifra ma non bilancia le perdite incredibili conteggiate.

Per tappare questi buchi Paolo Berlusconi quest'anno ha versato di tasca sua (?) 1,5 milioni di euro in questo aprile, e già nel 2009 aveva avviato un aumento di capitale sociale da 2 a 20 milioni di euro. Ma ciò non è servito a niente: il quotidiano diretto da Feltri si è buttato a capofitto verso la bancarotta.

Cosa lo salva? Già... perché con queste cifre avrebbe dovuto chiudere i battenti da tempo, o no?

Anzitutto la nuova società di pubblicità che gestisce quegli spazi nel quoidiano è cambiata: ora c'è la Visibilia di Daniela Santanché (un'altra politica che quindi si mette in conflitto di interessi). Sempre la Santanché è coinvolta nell'altra società, la Paper One, che ha rilevato il 49% delle testate economiche berlusconiane (ho un sospetto su chi possa essere un altro importante socio, anche per interposta persona).

Per non dimeticare i contributi pubblici all'editoria! E qui la cosa si fa sporca. Noi cittadini con le nostre tasse ogni anno versiamo 700 milioni di euro a una marea di testate giornalistiche, alcune delle quali vendono poche migliaia di copie. Già questa è una vergogna.

E Il Giornale? Silenzio! Già... perché nel sito del Governo i dati pubblicati arrivano fino al 2008, e non sono per niente chiari: non si capisce quanto arrivi nelle casse del Giornale...! Davvero davvero niente?

Dai, dai: in fondo paghiamo noi.

Chissà cosa succederà se Fini (tramite l'avvocato Bongiorno) vincerà la causa per Diffamazione contro Feltri: là è stato chiesto un risarcimento danni enorme. Chi pagherà? Un'idea me la son fatta...

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