mercoledì 1 settembre 2010

Il governo e le religioni. Ipocrisie incrociate

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Evviva la non laicità dello Stato! Il piazzista di Arcore, per non scontentare nessuno, come sappiamo ha affinato l'arte di promettere mari e monti a tutti dando poi solo pochi contentini. L'importante, per lui, è che non manchi mai il sostegno alle votazioni, poi in nome della maggioranza così raggiunta si considera legittimato e libero di sfasciare tutto e curare solo i propri interessi, nel finto nome del popolo.

Sulla questione del rapporto con le religioni, il Kaiser bitumato in questi giorni sta riuscendo a fare le porcherie più bieche, non bastassero gli accordi con la Chiesa Cattolica sulle questioni scientifiche (procreazione assistita, ricerca, testamento biologico eccetera), infatti il ducetto lampadato coi tacchi ha dato contentini precisi all'Islam e alla Chiesa Cattolica, non raccogliendo però che critiche.

La visita del dittatore Gheddafi in Italia, tutta improntata (come con altri dittatori dell'est europeo) ad accordi privatistici travestiti di "utilità" per il nostro paese (investimenti tarocchi, controllo delle banche, tangenti per far uccidere gli emigranti in Libia invece che averli qui, e tanto altro), ha visto un grave atto contro la Donna: 536 ragazze, prevalentemente hostess, sono state usate per circondare i due leader in festini neanche tanto segreti, e per dare modo a Gheddafi di soddisfare il proprio ego parlando di "rispetto della Donna" nel suo paese (dove le trucidazioni e umiliazioni di donne sono invece all'ordine del giorno) e consentire a qualcuna delle "elette" di convertirsi all'Islam. Costo della svendita della coscienza: 80€.

Avevamo le letterine, le veline... ora ci sono pure le gheddafine, che per un pugno di euro si mettono in ghingheri davanti ai due vecchi libertini, prendono lezioni di "civiltà" e le più audaci (quelle con al collo la foto del libico ex terrorista) cambiano confessione religiosa. Il modello della donna-oca, la donna-oggetto da apprezzare solo se bella e lasciva, è quello che le TV di Berlusconi hanno introdotto nel paese, è il successo del biscione nella nostra società, sempre più priva di valori, e con il silenzio assenso delle alte sfere del Clero.

Tutto questo mercimonio delle nostre oche non è andato giù però (fra i tanti) a Famiglia Cristiana, che ha tuonato forte contro questa schifezza, dicendo che questo è un clamoroso boomerang per la popolarità del nostro premier. In effetti il settimanale ha ragione: dato che praticamente tutti i bigotti che vanno alle urne votano PDL, molti di essi sono rimasti sconvolti da questa storia, e a ragione.


Ma la Chiesa ha di che gioire per altro: la "riforma" Gelmini (in realtà una macchina crea-disoccupati e distruggi-cultura) ha messo in mano alla Chiesa Cattolica un potente strumento decisionale per pilotare nella Scuola Pubblica le coscienze, visto che ora gli insegnanti di religione (cattolica, le altre non contano per il governo) esprimono un voto che può far promuovere gli ignoranti nelle altre materie e bocciare gli studiosi che però non frequentano le ore oppiose portate avanti da insegnati che sono scelti non dal ministero, ma dalla Curia.

Il voto in "religione" non dovrebbe essere numerico, bensì solo un giudizio, perché la religione non è una materia. L'invasione nelle competenze degli insegnanti delle altre materie è quindi di una gravità immensa. Fermatevi solo un secondo a riflettere...

La Chiesa ha da giore poi perchè la "materia" religione è l'unica in tutte le scuole per la quale non ci sono licenziamenti, anzi il numero degli "insegnanti" è addirittura aumentato! E tutto a spese nostre, anche di noi laici o agnostici.

Tagli brutali quindi alla Scuola Pubblica, cifre spostate a favore delle scuole private (le più importanti delle quali in mano al Clero), una mattanza che tocca tutti, tranne i benedetti insegnanti di religione (sempre cattolica, le altre non contano).

L'ipocrisia di questo governo è talmente palese e schifosa che ci vorrebbe una rivoluzione, culturale ovviamente, che spazzi via le ingerenze del Clero dalla politica, e che mandi a casa tutti i delinquenti che operano strapagati al Parlamento e al Governo per curare gli interessi propri, del premier, e di quanti gli garantiscono fedeli voti: Chiesa in primis.

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