mercoledì 29 settembre 2010

Il Piazzista e la Giustizia: dichiarazione di guerra alla Repubblica

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Quello che non è stato sottolineato riguardo alle parole di Berlusconi + Il tema Lodo Alfano costituzionale. Per riflettere bene e non farsi mettere il prosciutto sugli occhi.

Seguire il discorso di Berlusconi è stato un po' come assistere a una televendita: l'uomo davanti al microfono ha dispensato promesse, benedizioni, sorrisi, ammiccamenti e buone parole per tutti, si è autoincensato e ci è mancato solo che scoprisse il seno per allattare la platea inzuccherita dalle sue parole.

Non sono mancati i segnali a Casini, che ha perso 5 dei suoi deputati, e cioé quelli controllati dal pluricondannato per Mafia Totò Cuffaro: segno che l'UDC potrà essere comprato in blocco alle prossimne elezioni (marzo?). Non sono mancate le rassicurazioni alla Lega e alla sua secessione (mascherata da federalismo), nessun fulmine è stato lanciato al gruppo di Fini: per quello c'è Feltri (e Belpietro).

Alla fine è stato come se una nuvoletta fosse scesa dal cielo e avesse portato fra i puttini l'illuminato di Arcore.


Tutti contenti, quindi: il piazzista ha accontentato tutti. Pur di avere la fiducia (si vota alle 19:00) e "andare avanti a governare" (= evitare il carcere) il ducetto con l'aureola era/è disposto a tutto. Oggi le carezze, domani le bastonate. Saranno fatti bene i conti e chi ha "tradito" verrà fatto fuori, contateci.

Su una cosa però nessuno ha riflettuto. Leggete bene queste parole: "La politica ristabilisca il primato sulla giustizia. Essa e' un pilastro dello Stato. L'uso politico e' elemento di squilibrio". Questa frase si autodistrugge da sola. Ed è gravissima. Ora, noi sappiamo che secondo la Costituzione (art. 101) "I giudici sono soggetti soltanto alla legge" e "La giustizia è amministrata in nome del popolo". Dire allora che la politica deve ristabilire il primato sulla giustizia significa annuciare una specie di colpo di Stato. Già il linguaggio è sbagliato: non c'è da "ristabilire" un bel niente, perché la politica non deve comandare la magistratura (appunto: "I giudici sono soggetti soltanto alla legge"). Non è vero poi che la politica è un pilastro dello Stato: perché proprio la possibilità di avere dei governi tecnici (quindi apolitici) nega che siano i partiti (e quindi i loro leader) ad avere sempre il comando. Pilastro dello Stato sono le regole della Costituzione, non la politica (e cioé i politici). Quando poi il Kaiser dice "L'uso politico (lui intende della Giustizia) è elemento di squilbrio", tira la solita frecciata ai "giudici comunisti", ma in realtà è proprio LUI che vuole fare un uso politico della Giustizia, perché la sua "riforma" vuole assoggettare la magistratura inquirente all'esecutivo.

Questa è una piena dichiarazione di guerra alla Repubblica, alla Separazione dei Poteri: mi stupisce che nessun politico abbia commentato queste parole. Ma erano tutti così inebetiti? Hanno tutti commentato le altre parole di Berlusconi ma queste gravissime sulla Giustizia no! Ma chi ci sta all'opposizione?

Nel frattempo, per rendere più appetibile il Lodo Alfano costituzionale, arriva il cambiamento che consideravo scontato. Mi spiego: io non avevo creduto alla prima idea palesata dagli avvocatelli del Kaiser dell'applicare uno Scudo a tutti i membri dei ministeri, perché sarebbe stato un bel macello, anche e soprattutto perché fra loro sono tanti quelli che come il Kaiser sono sotto processo (alcuni in verità già condannati). Ecco allora che i furbi sgherri del ducetto lampadato fingono di fare un passo indietro: lo scudo varrà solo per il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio dei Ministri: quello che interessava a Berlusconi. Così è più facile che più parlamentari votino al fiducia stasera, chiaro? Loro sono sempre avanti... e gli altri ci cascano come pere cotte!

Impunità ad ogni costo: quest'uomo è disperato. La Lega è pronta alle nuove elezioni, il gruppo di Fini adesso ha il tempo di organizzarsi, nel frattempo dall'altra parte regna il pandemonio. Poveri noi...

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