lunedì 27 settembre 2010

Impunità per Berlusconi, si torna sempre lì

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Un po' di macello sulla legge Intercettazioni/Bavaglio, e poi si torna all'impunità per il Kaiser... un po' di macello su Fini, e si torna ancora all'impunità per il Kaiser. Il teatrino si ripete di continuo, si spara alto su qualcos'altro e poi puntualmente si ritorna a casa: salvare il ducetto coi trampoli dal carcere, ennesimo segno che Berlusconi fa politica per sé stesso e non per l'Italia.

Gli avvocati del Kaiser, Ghedini e Alfano, sono intervenuti alla Festa della Libertà (dal Carcere) per rilanciare sui temi per i quali sono stati messi là e per i quali la parcella dev'essere in qualche modo giustificata.

Ghedini ha detto, cercando di nascondere la porcheria nella celia: "Un Berlusconi senza processi è il mio obiettivo e lo dico contro i miei stessi interessi perché non avrebbe più bisogno di un avvocato". Della serie: siccome lui è Berlusconi può fare quello che vuole e non lo si deve processare... nessuna affermazione poteva essere più delinquenziale! La platea imberbe e inebetita ovviamente ha agguantato e sorriso. Poi Ghedini ha aggiunto che grazie al continuo attacco a Berlusconi i magistrati possono continuare a godere dei loro privilegi da casta: una falsità che ha l'aspetto della benzina gettata sul consueto fuoco, da tanto tempo appiccato da Berlusconi.

A guidare il dibattito ovviamente c'era lo scudiero Minzolini, e questo già dice tutto sulla qualità (?) delle argomentazioni espresse alla festa.

Ghedini poi ha proseguito così: "Abbiamo una magistratura straordinariamente forte, alla quale non dispiacciono i processi a Berlusconi perché consentono di gridare al golpe e mantenere lo straordinario potere che i giudici hanno in questo Paese". Il cancro del sistema a suo giudizio quindi sta nell'enorme libertà e nell'autoreferenzialità di cui godrebbero i magistrati. "Sono l'unico potere che si autogiudica, sono fuori controllo, per questo bisogna riformare la magistratura attraverso una riforma costituzionale, basta trattare". L'attacco è scientificamente mirato al Consiglio superiore della magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe. Per Ghedini non funziona, perché non funzionano i magistrati. Da qui deve partire la riforma della Giustizia. "Non è possibile che i magistrati non siano mai puniti per i loro errori. Berlusconi aveva ricevuto un avviso di garanzia nel '94 a Napoli e dieci anni dopo è stato assolto perché il fatto non sussiste. La stessa cosa è accaduta in questi giorni a Vittorio Emanuele", ha detto Ghedini, aggiungendo che nessuno ha pagato per questi errori.

Questa è una panzana enorme, perché il Codice Penale prevede tutta una serie di figure di reato concernenti i Magistrati. Ma la platea dev'essere educata a balle, altrimenti cresce in maniera retta.

"Il Csm - ha proseguito Ghedini - apre pratiche solo a tutela dei colleghi quando Berlusconi osa criticare un magistrato. Nel 2013 non potremo certo dire che abbiamo trattato al nostro interno. Non è più tempo di trattare. Va fatta la riforma, punto e basta". Della serie: kaputt!

Quindi questo avvocato attacca uno dei potero dello Stato, guarda caso l'unico indipendente, per mettere nella testa del paese l'idea che esso debba essere assoggettato all'esecutivo, cioé a Berlusconi. Ciò in barba al Principio della Separazione dei Poteri, frutto di secoli se non millenni di pensiero giuridico e filosofico: Ghedini vuole quello che vuole il Kaiser... una Dittatura.

Poi ha parlato Alfano, l'unico Guardasigilli nella storia d'Italia che invece di difendere la categoria che rappresenta la fa quotidianamente a pezzi, e ha rincarato la dose: "Noi siamo stati chiamati dal popolo per fare le riforme, altrimenti è meglio tornare al voto". Della serie: siccome ci hanno eletto possiamo sfasciare tutto.

Sul tavolo ci sono la legge sulle Intercettazioni, quella sul Processo Breve e il lodo Alfano-bis. "Ogni volta che si propone qualcosa in tema di giustizia, la sinistra dice che è un favore a Berlusconi" ha ribadito Alfano, puntando il dito contro i veri mali del sistema italiano: nove milioni di processi pendenti, i mafiosi con l'avvocato di Stato (dimenticando che ce n'è uno al Senato, condannato anche nell'ultimo grado di merito e ancora a piede libero) e 28 milioni di notifiche consegnate a mano. "Noi non vogliamo questa giustizia", ha detto Alfano. Infatti loro vogliono l'impunità del Kaiser ad ogni costo, mascherando la riforma sotto la panza dell'utilità per i cittadini.


La riforma costituzionale è il punto nodale della questione, Alfano allora dice: "Non è possibile che il giudice e il pm facciano lo stesso concorso, bevano il caffè insieme, si diano del tu, mentre questo non è concesso all'avvocato, cioè al cittadino". Per il ministro, bisogna creare parità tra accusa e difesa. In realtà accusa e difesa hanno un rapporto ultra sbilanciato a favore della difesa: basta vedere come a colpi di proroghe proposte dagli avvocati i processi non finiscano mai e come i delinquenti che hanno tanti bei soldini per pagarsi buoni avvocati in carcere non ci finiscano mai. Patetica poi l'affermazione sulla "vergogna delle fughe di notizie", ciò per rilanciare il Bavaglio. Io sono sempre dell'idea che è meglio sapere se un politico delinque, o no? Perchè Alfano o Ghedini ci devono impedire di sapere la verità?

E' stato quindi il consueto teatrino della panzana: si è stravolta la realtà dei fatti e si è resa appetibile alla platea una riforma che ha come solo e unico scopo quello di salvare le chiappe a Berlusconi. Infatti il moderatore era Minzolini, guarda caso, che ha chiuso con una stupidaggine a 360°: "In Rai la cultura prevalente è a sinistra, basta vedere Annozero. Se hai quella linea puoi dire molto di più di quello che ho detto io. Se hai una posizione diversa non è consentito. Io non voglio prevaricare e non voglio essere prevaricato".

La replica a questa str.....a è facile: il minzognere mica ha un Masi alle calcagna che gli soffia sul collo, intimidendolo, castrandogli le trasmissioni... ma stia zitto!!!

Una vera schifezza.

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