mercoledì 22 settembre 2010

La vergogna Cosentino al Parlamento

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E dopo le leggi "ad personam", finalmente il voto "ad camorram".


Nicola Cosentino è stato salvato in extremis dal Parlamento, che oggi ha negato l'uso delle intercettazioni ai magistrati che stanno procedendo nei suoi confronti. L'impunità (e non come viene definita: immunità) parlamentare torna quindi a gettare discredito sul nostro paese, oramai sempre più affondato nel fango della criminalità organizzata.

La cosa puzza così tanto di malaffare da fare venire la nausea, ma il PDL è fatto così: candida persone inquisite, condannate, pregiudicate, e poi corre in loro aiuto forzando ogni regola di buonsenso e onestà: due qualità talmente lontane dai dettati del biscione di Arcore da collocare il nostro paese ai livelli delle dittature dell'oriente o dell'est europeo.

Ci siamo scandalizzati che Dell'Utri sia stato condannato al carcere (per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa) anche nell'ultimo grado di merito, e quindi definitivamente, e costui sia ancora lì a prendere uno stipendio che gli paghiamo noi. Oggi ci scandalizziamo perché un super inquisito della Camorra, anch'esso al governo, è stato salvato dall'assemblea che dovrebbe curare gli interessi del paese e invece pensa a coprire gli scandali penali dei suoi compari.

Ricordiamoci che nel settembre 2008 Cosentino venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, il boss responsabile del disastro ambientale relativamente allo smaltimento abusivo di rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari. Il coinvolgimento di Cosentino è stato comprovato sulla base della confessione di Gaetano Vassallo ai PM della direzione distrettuale antimafia napoletana: "Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landolfi (AN) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto", disse Vassallo ai PM.

Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica (esattamente come Dell'Utri per la Mafia). La richiesta guarda caso fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Ancora: il 28 gennaio 2010 la Corte di Cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino. Il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi, chissà perché: il curriculum di Cosentino era perfetto per lavorare nel PDL!

E infine: nell'inchiesta sullo scadalo Eolico in Sardegna, che coivolge Verdini, Carboni, Cappellacci, Lombardi e Martino, il nome di Cosentino è nuovamente saltato fuori perché la così detta P3 avrebbe "favorito" la candidatura di Cosentino per le regionali del 2010 in Campania.

E adesso con 308 voti a 285 (ma senza i finiani), non hanno votato in 37, il Parlamento salva Cosentino. Sì, lo salva: perché ricordiamo che le intercettazioni sono registrazioni con le voci dei diretti interessati, quindi la potenzialità probatoria è schiacciante e incontrovertibile, e il carcere sarebbe aurrivato automaticamente.

Sono incazzato nero.

Il PDL festeggia senza coscienza, e in attesa delle dichiarzioni dell'opposizione, chi non perde tempo e non le manda a dire è la fondazione di Montezemolo, Italiafutura, a rilasciare un comunicato che pesa come un macigno:

"La maggioranza esulta per il voto di oggi in Parlamento. C’è compattezza. Si va avanti. Avanti a fare le riforme? Certamente no. Avanti nei provvedimenti per la crescita, i redditi, il lavoro, il fisco? Meno che mai. Avanti con la nomina di un Ministro dello Sviluppo economico o di un Presidente della Consob? Non scherziamo. Tutte cose trascurabilissime rispetto alla difesa di un signore su cui pende un mandato di arresto per camorra e che continua orgogliosamente ad essere il coordinatore del PdL in Campania.

In Italia la politica assume sempre forme interessanti anche se di non facilissima interpretazione. Ci piacerebbe ad esempio riuscire a comprendere meglio la Lega. E’ nata per difendere i ceti produttivi del Nord contro l’invadenza di un Sud parassitario e criminale e finisce invece per votare, esultante, in difesa di Cosentino.

La stessa domanda si potrebbe rivolgere al Ministro Tremonti che pochi mesi fa dichiarava baldanzoso “Basta con un sistema in cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi, ladri, delle regioni povere” ma nell’epoca e nel paese dei tornanti della storia (e delle coscienze) può accadere anche questo."
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Io sottoscrivo.

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