martedì 14 settembre 2010

L'assegno di Berlusconi per il boss Ciancimino

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“Ecco l’assegno di Berlusconi al mafioso Ciancimino”

La matrice consegnata dalla vedova e dal figlio Massimo ai pubblici ministeri. Fu emesso negli anni Ottanta come contributo elettorale. Doveva servire a sostenere la corrente di Andreotti.

Se ne era parlato talmente tanto da pensare che se ne stesse favoleggiando. E invece, a quanto scrive oggi La Stampa in un articolo a firma di Riccardo Arena, Massimo Ciancimino ha consegnato davvero un assegno di Silvio Berlusconi destinato a Don Vito.

L’ASSEGNO DEL PRESIDENTE – Il titolo di credito è stato firmato da Berlusconi all’inizio degli anni Ottanta, quando non era ancora sceso in politica, ma era pur sempre il primo imprenditore nel campo delle tv private. La fotocopia dell’assegno, scrive La Stampa, porta l’importo di 35 milioni di lire, risalente al periodo compreso tra il 1979 e il 1983, è sfuggita a perquisizioni e sequestri, ed è stata ritrovata dalla vedova dell’ex sindaco di Palermo, che fino ad ora con i magistrati aveva collaborato poco. Epifania Silvia Scardino si è presentata per consegnarli a Nino di Matteo e Paolo Guido, i pm che indagano e ascoltano il figlio Massimo, insieme ad annotazioni che parlano di altri 25 milioni sempre arrivati da Silvio Berlusconi.

E GLI ALTRI – L’assegno era accompagnato da altri titoli di credito firmati da Giuseppe Ciarrapico e Gaetano Caltagirone, sempre allo stesso scopo:”Acquisto tessere periodo ‘79-’83″, per la corrente dell’ex sindaco che aderiva a quella andreottiana. Fra le altre carte, poi, ce ne sarebbero altre che collegano Marcello Dell’Utri a Don Vito: “Io, Dell’Utri e Berlusconi siamo figli della stessa lupa”, si legge in una pagina scritta a macchina che Massimo attribuisce al padre. “Io sono stato condannato e loro (Berlusconi e Dell’Utri) assolti per questioni geografiche”, dice ancora Don Vito. E ci sono anche altri materiali di indagine, tra cui un pizzino di Ciancimino a Provenzano a proposito di finanziamenti (cento milioni di lire) inviati da Berlusconi (o esponenti di Forza Italia a lui vicini) per le elezioni del 2001. Epifania Scardino ha anche parlato di presunti incontri tra Berlusconi e Ciancimino a Milano negli anni Settanta.

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