martedì 28 settembre 2010

Nuovi acquisti per il PDL nell'UDC e nell'API

.
Casini e Rutelli perdono pezzi: a tutto vantaggio di Berlusconi, che gongola in vista del voto di fiducia. Io non mi lascerò comprare mai!


Campagna acquisti Pdl 5 UdC lasciano Casini. Api, Calearo molla Rutelli
fonte: L'Unità

Alla vigilia dell'atteso intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in Aula, i deputati siciliani Saverio Romano, Calogero Mannino, Giuseppe Drago, Giuseppe Ruvolo e il campano Michele Pisacane ufficializzano il loro addio all'Udc lasciando il gruppo alla Camera per dare vita a una componente del Misto che si chiamerà «Popolari per l'Italia di domani».

I cinque, tuttavia, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, smentiscono le voci che li vorrebbero destinatari di offerte da parte del premier in cambio del loro voto favorevole domani: «Ci viene da ridere quando sentiamo queste insinuazioni che peraltro sono calunnie di fuoco amico», assicura Romano. «Non siamo interessati ad alcunché - prosegue - né ad offerte di governo, né di sottogoverno». E ribadendo che la decisione sul voto di domani la prenderanno solo dopo aver ascoltato Berlusconi, Romano garantisce: «Non voteremo mai per risolvere i problemi della maggioranza, stiamo esprimendo una posizione politica in dissenso rispetto alla linea di Casini». E il leader Udc, infatti, è il principale destinatario degli strali dei deputati dissidenti nel corso della conferenza stampa: «Ha personalizzato il partito - afferma Mannino - accanto al partito di Berlusconi, c'è quello dei berluschini».

La 'Capanna' dei 5 scissionisti dell'Udc è in rotta con "la linea di Casini": "Non dico che Casini ci abbia accompagnato alla porta, ma quasi. Nell'Udc sono stati sciolti tutti gli organismi, noi non avevamo un luogo dove manifestare il nostro dissenso" percio' siamo stati costretti a "ritenerci esclusi", spiega Mannino. Il problema con Casini nasce dal fatto che ormai il leader "ha rinunciato a costruire il terzo polo" e prima o poi "dovra' allearsi con il Pd". La 'Capanna', insiste Mannino, rappresentera' "un gruppo di liberta', un punto di riferimento per la diaspora democristiana". E ancora: "Ci addolora la scelta di Casini che sogna di liberarsi di Berlusconi con il polo di sinistra, vuole esaurire la diaspora democristiana andando a sinistra. Noi non vogliamo rifare la vecchia Dc perche' e' improponibile, ma vogliamo portare avanti la tradizione degasperiana che univa la cultura del partito popolare europeo accanto alla tradizione liberale, antagonista alla sinistra e capace di dialogare con il centrodestra". La prova del tradimento di Casini sta in Sicilia, accusa Mannino: "E' dirimente, rivela le intenzioni: li' governa con Lombardo, i finiani, l'Api e il Pd". Il deputato siciliano assicura che la 'Capanna' non sara' "la stampella" di Berlusconi perche' "noi vogliamo costruire una nuova classe dirigente".

Lasciano Alleanza per l'Italia Massimo Calearo e Bruno Cesario. I due deputati resteranno alla Camera nel gruppo Misto, dove erano passati dopo aver lasciato il Pd per aderire al partito di Rutelli. In una nota, Calearo - che è stato tra i co-fondatori del partito - fa sapere di aver rassegnato le dimissioni durante l'esecutivo del partito che si è svolto stamattina: «Lascio Alleanza per l'Italia, ma non mi muovo dal Gruppo Misto - afferma -. Resto fedele all'idea di un grande centro, di un terzo polo in grado, finalmente, dopo anni di immobilismo, di avviare la stagione delle riforme. Certo, ci vorrà un pò di tempo prima che diventi una realtà politica consolidata». «Io aspetto. Rimango nel gruppo Misto, fuori dalle logiche di cooptazione dei partiti. Intendo lavorare e votare - prosegue Calearo - secondo coscienza, sulla base di quelli che sono stati da sempre i miei ideali: la difesa delle Pmi, delle partite Iva e del lavoro».

Immediata la risposta di Alleanza per l'Italia all'uscita di Calearo e Cesario: «Auguriamo buona fortuna a Massimo Calearo che ha confermato nella riunione del gruppo Api la sua speranza di diventare ministro con Berlusconi. Suggeriamo al premier - conclude ironica la nota - di affiancargli come sottosegretario l'onorevole Bruno Cesario».

Se non saranno coinvolti nella stesura della risoluzione 'di maggioranza' con Pdl e Lega, i deputati di Futuro e Libertà presenteranno una propria risoluzione sull'intervento di Silvio Berlusconi in Aula di domani. Lo spiega il portavoce del movimento, Benedetto Della Vedova: "Noi siamo ancora in attesa di essere consultati. Oggi pomeriggio ci sarà un vertice del Pdl, spero ancora che sceglieranno il percorso intelligente, quello di coinvolgerci". Altrimenti, osserva, "è evidente che Fli non si può presentare ad un appuntamento così importante senza un proprio documento".
Cosa ci sarà scritto nell'eventuale risoluzione dei finiani ancora non è stato deciso: "Magari insisteremo su altri provvedimenti che pure erano presenti nel programma ma che sono stati dimenticati, ad esempio il quoziente familiare", spiega il sottosegretario all'Agricoltura Antonio Buonfiglio. E quale sarà l'atteggiamento del gruppo di Fli sulla risoluzione di Pdl e Lega, anche quello è tutto da decidere: "Dipenderà molto da quello che dirà Berlusconi, ci sono tante opzioni. Io ad esempio non mi sento tanto bene...", dice Enzo Raisi.

.

Nessun commento:

Posta un commento