lunedì 13 settembre 2010

Primo giorno di sQuola

.

Usiamo la Q, dai, a Maria Stella fa piacere vedere che anche noi laureati in Leggi (però studiando davvero) corriamo indietro verso l'ignoranza.

Questa settimana iniziano le Scuole (torno alla C, non sono ministro della D-Istruzione, io), fra aule stracolme di studenti, meno insegnanti, e materie e corsi di studio totalmente sventrati senza una logica comprensibile, se non nell'ottica del rovinare uno dei paesi più importanti al mondo per ciò che concerne la Cultura.

Inizia quindi la rovina dell'Istruzione, ridotta al lumicino da una riforma che ha mortificato le materie e i metodi di insegnamento, che ha mandato a casa decine e decine di migliaia di insegnanti (parte dei quali vincitori di concorso pubblico), che ha dato poteri indegni agli insegnanti di religione (ma solo cattolica), che ha tolto risorse economiche fondamentali per l'edilizia scolastica, per i libri di testo, per la carta delle fotocopie, per tutte le piccole spese che prima le scuole pubbliche potevano affrontare onde migliorare il servizio... ora mancano i fondi, abilmente girati alle già ricche scuole private, se non inglobati dallo Stato, che deve far girare gli eletti in auto blu, fargli mangiare caviale eccetera.

Lo sfacelo ha inizio, e a niente sono bastate le proteste dei docenti, degli alunni e del personale amministrativo della Scuola (e dell'Università), per certi versi tardive ma infuocate appena messe in atto. La ministra della D-Istruzione ha continuato a percorrere l'indecoroso cammino già intrapreso dalla Moratti, e ha rifiutato ogni dialogo, ogni confronto, ben conscia della bontà di tutte le critiche che questo suo disgraziato intervento ha già subito.

E' davvero pietoso che un ministro vada contro la categoria che dovrebbe tutelare... ma in Italia è così: un Brunetta insulta quotidianamente i dipendenti pubblici, un Al Fano attacca con cattiveria i magistrati, una Gelmini crea disoccupati fra i docenti e pone le basi per rovinare l'insegnamento e quindi la Cultura in Italia. Non stropicciatevi gli occhi: è tutto vero, nonostante fide minzolingue si adoperino per inculcarci il contrario.

Le scuole cadono a pezzi, non possono investire in niente perchè non hanno fondi, gli insegnanti sono mortificati dopo anni di studi (studi veri, Maria Stella, ficcatelo in testa) e vengono rispediti a casa, gli alunni sono stipati in aule fatiscenti e inadatte a contenerli (contro un Decreto del 1992 che considera reato mettere più di 26 persone in una classe), le materie di insegnamento sono ridimensionate in peggio e sono gettate le basi per renderne difficile l'insegnamento e quindi l'apprendimento.

Ma a un Regime questo va bene, anzi benissimo, e non basta la scusa che lo Stato non ha soldi per giustificare questo crimine, perché lo Stato quando vuole i soldi li tira fuori alla faccia della crisi: per esempio quando deve mandare in guerra (non sono "operazioni di polizia") i nostri soldati, o ancora quando deve mettere a disposizione dei capricci dei governanti auto, aerei, hotels cinque stelle, e sempre per esigenze private e quasi mai pubbliche.

Il Kaiser vuole un popolo ignorante, perché l'ignoranza porta all'assenso, al consenso: basta vedere come le TV stanno inebetendo i nostri ragazzi (e anche noi più grandi), inculcando nelle loro teste il culto dell'immagine, del menefreghismo, del mancare di rispetto agli altri, del considerare lo studio un peso (tanto ci sono i concorsi/trasmissioni per ballerini e cantanti a dare soldi e fama).

La società italiana è alla deriva, spinta al razzismo da Lega e Chiesa, spinta da chi lavora per Sua Emittenza all'odio verso i "diversi" siano essi extracomunitari, comunisti, omosessuali, laici e agnostici e chi più ne ha più ne metta. Leggere un libro è un privilegio per pochi, e sta diventando un peso, perchè tanto c'è mamma Tv a lavorarti per bene e cuocerti l'intelligenza. La TV è più facile, sinuosa, seducente.

Il Kaiser vuole un'Italia ignorante, male informata e quindi facile da controllare: in fondo in fondo la Gelmini non è poi così diversa da un Minzolini, Feltri o Belpietro. La creazione e il mantenimento del consenso passano per fili nascosti, e un mazzo di questi lo ha in mano Maria Stella.

Su Facebook un'insegnante oggi ha scritto: "I miei figli sono tornati a scuola e io no. Mi sta passando anche la rabbia, sono solo triste."

Niente riassume meglio di queste parole la situazione in oggetto.

.

Nessun commento:

Posta un commento