giovedì 30 settembre 2010

Ripassino sulle 64 società off-shore di Berlusconi


Visto che anche adesso in TV c'è chi lo nega, e cioé il Ministro La Russa ad Annozero: facciamo un ripassino, ok? Perché questi sono atti giudiziari, e sono incofutabili. A me chi spara balle in televisione sta sul . . . Ma del resto questo è il governo delle bugie, che su queste si regge per mantenere un consenso che se circolasse la verità crollerebbe in un minuto.


Il documento di consulenza della società di revisione che ha analizzato la galassia All Iberian

Ecco le società off-shore di Silvio Berlusconi. Kpmg: così la Fininvest amministrava il cosiddetto "comparto riservato"

di CARLO BONINI e PIERFRANCESCO FEDRIZZI

"L'ipotesi di fondi neri Fininvest è incoerente e del tutto fantasiosa. La posizione della Fininvest è soltanto quella di acquirente di diritti di utilizzazione di film, il cui corrispettivo è stato regolarmente pagato alle società venditrici e registrato nella contabilità come verificato dalla stessa società di revisione Kpmg, incaricata dalla Procura". Fininvest, Milano 6 Aprile 2001.

MILANO - La KPMG è società internazionale di revisione contabile importante. Centomila professionisti con uffici in 800 città e 155 paesi. Clienti di peso ed un antico blasone. "K" sta per Klynveld, "P" per Peat, "M" per Marwick, "G" per Goerdeler. Quattro lettere per altrettanti soci fondatori che con tre successive fusioni hanno trasformato in oltre un secolo di attività lo studiolo londinese aperto nel 1870 da William Barclay Peat in un gigante del modermo accounting, l'arte della certificazione di bilancio, la prova della trasparenza delle attività di impresa. In un prestigioso colosso che fattura 13 miliardi e 500 milioni di dollari, 27 mila miliardi di lire, circa il quadruplo dell'intero gruppo Fininvest (7.500 miliardi).

Il 23 gennaio, nella cancelleria del Tribunale penale di Milano, sono state depositate 800 pagine che di KPMG portano la firma. È l'analisi tecnico-contabile di sette anni di bilanci della galassia societaria Fininvest, dal 1989 al 1996. Un documento articolato e di complessa lettura. Che pone alcune domande e offre altrettante risposte sui conti del gruppo Fininvest. Un terreno su cui si gioca da tempo una doppia partita. L'inchiesta penale della Procura di Milano per sospetto falso in bilancio del gruppo per 1.550 miliardi (la cosiddetta inchiesta All Iberian, non ancora verificata in dibattimento). E la sfida sulla trasparenza e credibilità del leader del Polo. Il Silvio Berlusconi imprenditore, prima ancora che candidato alla guida del Paese.

Dell'incarto KPMG Repubblica è in possesso ed è in grado di documentare come e perché il gruppo Fininvest disegnò la sua contabilità in modo tale che una parte risultasse sommersa. Nascosta da un doppio registro in grado di movimentare nei 7 anni esaminati dalla perizia della KPMG una massa finanziaria di almeno 3 mila e 500 miliardi, 884 dei quali occultati su piazze off-shore. "Per alterare la rappresentazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale nel bilancio consolidato Fininvest", scrive KPMG.

Con una premessa. La perizia è il frutto di due anni e mezzo di lavoro (l'incarico della Procura di Milano è del 26 novembre '96) e se rafforza alcune "certezze" sconta tuttavia significative lacune. Avverte KPMG: la documentazione è incompleta, molti Paesi non hanno fornito informazioni. Dunque, Flavio Zappettini, Antonio Domenico Panizza e Stefano Fortunato - i tre consulenti della KPMG che firmano il lavoro - premettono una prudente "clausola di stile". "Ci esimiamo da ogni responsabilità circa l'effettiva corrispondenza dei documenti, verbali, relazioni alla realtà fattuale... Le nostre conclusioni hanno il valore di ipotesi sottoposte al vaglio dell'Autorità giudiziaria".

I DUE COMPARTI - La Fininvest operava attraverso due comparti societari. Il "Gruppo A" - ufficiale - e il "Gruppo B", riservato. Lo spiega l'avvocato inglese David Mills, il professionista londinese che ne costruì l'architettura: "Il Gruppo B è un'espressione utilizzata per differenziare le società ufficiali del gruppo A da quelle, pur controllate nello stesso modo dalla Fininvest, che non dovevano apparire come società del gruppo per essere tenute fuori dal bilancio consolidato. Un promemoria definiva le società del gruppo B "very discreet" (molto riservate), perché il collegamento con il gruppo Fininvest rimanesse segreto".

Ecco il primo assunto da verificare: se esisteva il Gruppo B, come era composto?

La KPMG individua 64 società off-shore su tre livelli. Al primo appartengono 29 sigle, distribuite geograficamente in quattro aree. "Ventuno società hanno sede nelle Isole Vergini inglesi, cinque nel Jersey, due alle Bahamas, una a Guernsey". E tra queste - la ricorderete - figura All Iberian. "Altre 13 società - anch'esse off-shore - formano il secondo livello. Si tratta di "controllate" da società del primo livello da cui non si distinguono né per funzioni, né per organizzazione societaria". Caratteristica comune anche alle 22 sigle del terzo ed ultimo livello. Chi tira le fila dell'intero comparto riservato è la CMM, "finanziaria costituita a Londra nel 1982 dallo studio legale Carnelutti" di cui David Mills è custode (il ruolo della CMM sarà poi ereditato dalla Edsaco). La circostanza sarebbe superflua se non fosse per la prima scoperta che suggerisce a KPMG. Le 64 società del comparto riservato sono "prive di organizzazione propria e dipendenti". Tutte. "I loro organi amministrativi sono formali", la loro "gestione amministrativa spetta ad altri e non a chi figura nei registri ufficiali delle società". A chi dunque spetta?

Ancora KPMG: "La gestione è a cura di amministratori e personale del gruppo Fininvest". I reali beneficiari (beneficial owner) sono "amministratori, dirigenti, consulenti o società del gruppo Fininvest". Dalla Fininvest "dipende quasi esclusivamente il loro finanziamento che avviene attraverso le medesime banche e società fiduciarie". Lo conferma ancora una volta David Mills: "Nel caso di All Iberian, come del resto nel caso di tutte le società del gruppo B della Fininvest (tranne la Horizon) il fiduciante era la Spa Fininvest che agiva per il tramite dei suoi dirigenti accreditati presso di noi... Tuttora le operazioni del cosiddetto gruppo All Iberian ltd vengono decise, gestite, dirette, organizzate dalla Fininvest Spa...".

Fissiamo un primo punto. Esisteva dunque un comparto riservato (64 società) del gruppo e lo amministrava di fatto la Fininvest Spa appoggiandosi ad una rete di banche e fiduciarie. "Società di Banca svizzera di Lugano (SBS), Barclays Bank Plc di Londra, Banco di santo Spirito di Milano, Banca della Svizzera Italiana di Lugano (BSI), Finter Bank & Trust di Nassau, Banque Internationale à Luxembourg, Citibank di Jersey, Midland Bank Plc. di Londra".

GLI UOMINI E GLI SCOPI - La struttura doveva assolvere ad un qualche funzione. Quale? I consulenti si interrogano sugli uomini che alle società del comparto B avevano accesso: Giorgio Vanoni, responsabile società estere di Fininvest, Alfredo Messina, direttore generale Fininvest, Alfonso Cefaliello, responsabile contabilità estera Fininvest, Giancarlo Foscale, vicepresidente Fininvest, Livio Gironi, direttore generale Fininvest e amministratore del patrimonio personale di Silvio Berlusconi, Ubaldo Livolsi, direttore finanziario Fininvest. Un elenco che porta KPMG ai vertici del gruppo.

I consulenti acquisiscono il testo di una lettera inviata a Giorgio Vanoni, responsabile delle società estere Fininvest. Un nome da ricordare perché - scrive KPMG - è lui il dirigente "che ha avuto il possesso delle azioni al portatore della maggioranza delle società del comparto riservato". A scrivergli è Gianni Cattaneo, consulente svizzero con procura ad agire sui conti bancari di All Iberian. Leggiamo: "All'inizio del 1990, Lei (Vanoni ndr.) mi chiese, in nome e per conto del gruppo Fininvest, di assumere la funzione di secondo firmatario degli ordini di bonifico emessi a debito dei conti di alcune società estere del gruppo (...) La richiesta mi venne giustificata con ragioni di sicurezza interna, con particolare riguardo all'importanza economica e strategica delle transazioni (...) Tutte le operazioni di bonifico ordinate furono da Lei personalmente autorizzate e vistate".

Ma se il denaro che affluiva nel comparto B, nella rete contabile riservata del Gruppo, era destinato a transazioni di "importanza strategica ed economica", di quali di queste transazioni KPMG è in grado di dare conto? Rispondono i consulenti: "Le società del gruppo B hanno operato principalmente nei seguenti settori:
a) televisione (controllo di quote delle reti di Tele+, Telecinco e compravendita di diritti tv con i gruppi Fininvest e Telecinco, attraverso le società Horizon, Pennine, Wincanton, C.I.T., Solidal, New Manhattan, All Iberian);
b) grande distribuzione (compravendita di azioni Ce.Dis e Standa attraverso le società Antares, Cedar Vale, Henwood, Marble, Marche, Crescent holding, New Manhattan) ed editoria (compravendita di azioni Mondadori, attraverso le medesime società)".
Il quadro sembra assumere una sua fisionomia. Ricapitoliamo: le 64 società del comparto riservato fanno direttamente capo a Fininvest. Da lei prendono ordini, in nome e per conto di Fininvest concludono transazioni in settori ritenuti strategici per il Gruppo. I loro bilanci sono invisibili, ma solo alla contabilità ufficiale, avendo su questi i dirigenti di Fininvest (alcuni di loro) pieno controllo. Domanda: perché?

Spiega KPMG: "La funzione del comparto riservato era:
1. Esercitare il controllo con interposta persona o fiduciari su quote di partecipazione in emittenti tv che le normative italiane ed estere non avrebbero permesso;
2. Alterare la rappresentazione del bilancio consolidato Fininvest;
3. Detenere quote di partecipazione in società quotate senza informare la Consob e le società partecipate;
4. Detenere quote di partecipazione in società non quotate italiane tramite interposta persona;
5. Erogare finanziamenti tramite terzi;
6. Effettuare pagamenti riservati a terzi;
7. Intermediare tra società del gruppo Fininvest l'acquisizione di diritti televisivi ed interporsi come fornitore di diritti tv;
8) Ricevere fondi da terzi per il finanziamento di operazioni effettuate da Fininvest per conto di terzi".

BERLUSCONI PRESIDENTE - Quanto di quel che accadeva nel comparto B era noto al proprietario di Fininvest? Silvio Berlusconi ha sempre smentito con forza di essere stato non solo il beneficiario o proprietario di quell'universo societario che KPMG descrive, ma di esser stato persino a conoscenza dell'esistenza di un architettura finanziaria di tal genere. Nella perizia KPMG, una circostanza almeno induce a dubitare. E' il primo dicembre 1994. Silvio Berlusconi si prepara a trascorrere i suoi ultimi giorni a Palazzo Chigi da Presidente del Consiglio. Nella galassia societaria Fininvest qualcosa si agita. Scrive KPMG: "Le società inglesi News & Sport Television ltd, Libra Communications ltd, Silvio Berlusconi Entertainment e Reteitalia ltd, appartenenti al gruppo Fininvest, vengono cedute a B. Sheibani". Ma la transazione presenta aspetti singolari. Leggiamo: "Sheibani ha sottoscritto all'acquisto una dichiarazione di aver agito per conto di un terzo, la cui identificazione è stata lasciata in bianco, nonché una opzione di acquisto sulle azioni in favore della Silvio Berlusconi Finanziaria". KPMG si basa su documenti originali trovati alla CMM e conclude: "Le vendite di azioni si devono ritenere fittizie". E a cosa sarebbero poi servite? "In seguito a queste cessioni, le società non sono state incluse nel bilancio consolidato del gruppo Fininvest del 1994".

FLUSSI FINANZIARI E "SPALLONAMENTO" - E' un altro passo, quello compiuto dai revisori di KPMG. La struttura di doppia contabilità - ecco il punto - doveva garantire l'invisibilità dei reali flussi finanziari di Fininvest. Le carte a disposizione della KPMG sono in grado di ricostruire solo parte del quadro. Ma per dare un'idea dell'ordine di grandezza delle cifre, dei suoi protagonisti, vale la pena soffermarsi su quella che la perizia definisce "operazione Mandato 500". Si trattò di un trasferimento di 74 miliardi e 700 milioni di lire in Svizzera tra l'aprile '91 e il gennaio '92, con accreditamento su All Iberian per la realizzazione di "operazioni riservate". Dell'identità dell'uomo che dispose almeno in parte quell'operazione, la KPMG è certa: "Il mandato di gestione è il numero 500 aperto da Silvio Berlusconi presso la Fiduciaria Orefici, ancorché l'operazione nel suo complesso abbia riguardato altri mandati di gestione fiduciaria conferiti da Silvio Berlusconi a vari intermediari". Ma il denaro - va detto - arrivò in Svizzera anche "con operazioni di spallonamento e di compensazione sul conto di All Iberian".

IL TRASFERIMENTO - Tra il 1989 e il 1996 - calcola KPMG - attraverso il comparto B furono stornati dai bilanci Fininvest 884 miliardi e 500 milioni. Cifre parziali, osservano i consulenti, figlie di una documentazione bancaria monca. E di un'ulteriore circostanza. Nel 1994, si avvia la smobilitazione del comparto riservato. Almeno in Europa. I flussi verso Svizzera e Lussemburgo si asciugano. Accade qualcosa. Cosa? Gli allegati della perizia KPMG una suggestione la forniscono. Non essendoci traccia di una dismissione definitiva della rete contabile parallela, i conti cui è stata appoggiata per sette anni migrano verso le Bahamas. A Nassau, in Norfolk House, a Frederick Street, ha sede la Finter Bank & Trust. Qui, su nuovi conti sarebbe affluita la ricchezza del fu comparto B. Ma questa è un'altra storia.
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Ecco, La Russa, come stanno le cose... se lo legga, e faccia una favore alla sua sicuramente bellissima faccia: in trasmissione non assuma atteggiamenti canzonatori nei confronti degli interlocutori, e quando parlano non li interrompa... non lo capisce che è patetico così?

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