domenica 26 settembre 2010

Sassari: 43 in una classe del ITI Angioy! Ma non solo...

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L'Istituto Tecnico Industriale G. M. Angioy di Sassari è finito nella rete tesa dalla ministra della D-Istruzione Maria Stella Gelmini. La "riforma" infatti ha creato anche in questa scuola, come in tutta Italia, una situazione pericolosa (per motivi di sicurezza) oltre che grottesca.

La III classe serale Sirio con indirizzo elettrotecnica non esiste più, cancellata dalla spugna/mannaia governativa facendo disperare i 30 alunni che si erano iscritti. La protesta è scattata subito, e ieri mattina davanti all'ingresso della scuola, in Via Principessa Mafalda (nome che richiama qualcosa a proposito della riforma), si è svolta una manifestazione di protesta con tanto di cori, striscioni e una massiccia partecipazione degli studenti e del personale docente e amministrativo della scuola.

"Il 13 settembre siamo andati a scuola carichi di aspettative ed entusiasmo. Che delusione quando ci hanno spiegato che non avremmo potuto frequentare! – racconta Daniela Serra - Il dirigente del Csa (ex provveditorato) Vincenzo Tortorella il 23 settembre ci ha detto che per quest’anno non c’è niente da fare: dobbiamo starcene a casa!. Abbiamo dai 20 ai 50 anni e con il biennio non abbiamo in mano nessun titolo, dobbiamo completare i cinque anni per ottenere il diploma di periti elettrotecnici. Per alcuni di noi è fondamentale: da questo diploma dipende il mantenimento del posto di lavoro". E invece niente: gambe tagliate come da una gang mafiosa.

Ma la cosa che ha suscitato maggiore scalpore è stata che la III A classe mattutina dell’indirizzo meccanico è cresciuta fino a contare 43 alunni! Ciò per via della riforma e in barba al famoso Decreto Ministeriale del 1992 che prevede un massimo di 26 persone per classe, per motivi di sicurezza. Immaginate come può un qualsiasi docente seguire bene tutti e 43 gli alunni!!! E ancora: i laboratori nella scuola hanno solo 27 postazioni... come faranno gli alunni a seguire quelle lezioni?

Uno studente racconta: "Siamo accampati. In un'aula che può accogliere al massimo trenta banchi ne hanno sistemato un'altra decina. Non ci stiamo, c'è confusione, i professori sono disperati. Dicono che è una situazione provvisoria, che la preside sta cercando soluzioni e che è colpa della riforma Gelmini".

In Provincia e al Comune, dove il corteo si è spostato ottenendo udienza, hanno promesso di perorare la loro causa presso le sedi competenti alla Regione.

Ma non finisce qui... in un'altra scuola di Sassari, la media numero 7 in via Sebastiano Satta, anche qui c'è un problema di sovraffollamento: 37 ragazzini per una prima sono troppi. E allora che si fa? 18 di loro rimarranno nell'ex convento degli Scolopi, ristrutturato l'anno scorso dal Comune. Gli altri 19 saranno spostati alla Media 2, a San Giuseppe. Scolari e genitori non ci stanno, e sta per scoppiare un pandemonio.

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2 commenti:

  1. E'possibile mandare a casa un ministro per incapacità mentale?

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  2. segnalo che nella famosa scuola n. 2 citata da Skywalker, è stato fatto l'accorpamento di ben tre scuole medie dislocate in plessi diversi e in quartieri diversi di una città di 135.000 abitanti
    (tanto per capirci, mica il paesello ameno di Adro...). Hanno accorpato la n. 2, la n. 7 e da quest'anno il conservatorio musicale. Bè, è un buon risparmio non c'è che dire,con la lauta somma recuperata si potranno pagare missili, stipendi di portaborse, magari di entreneuse assunte in Parlamento "per meriti insigni".
    Quanto a tutto il resto, è trasparente il trucchetto di Ministero e direzioni regionale di quella che un tempo si chiamava "pubblica istruzione": vogliono scaricare le colpe per la mancanza di strutture sui singoli comuni.
    Che sono disperati e rimbalzano le responsabilità.

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